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Uno shop online dedicato ai giovani collezionisti

Picked by Nina, in collaborazione con il duo creativo Simple Flair, è un format virtuale, lanciato in un periodo storico speciale, volto a dimostrare che unicità non è sempre sinonimo di inaccessibilità.

 

Sulla scia del percorso già iniziato con Heritage - A Lifelong Collection, presentato in occasione di Fuorisalone Design City 2020, il progetto Picked by Nina propone pezzi realizzati in esclusiva per la Galleria Nilufar, in serie numerata e scelti con il preciso intento di rendere accessibile il design da collezione. Non è un caso quindi che il progetto si mostri interamente in forma digitale, grazie alla collaborazione con Simple Flair, per poter raggiungere quante più persone possibili e attrarre un audience “inatteso”, come quello dei più giovani appassionati di design. 

La prima selezione curata da Nina Yashar, fondatrice di Nilufar, ha avuto come protagonisti un vaso in resina di Gaetano Pesce, le pitture di Tommaso Fantoni e le incisioni di Andrea Branzi.

Di Gaetano Pesce è stata presentata in esclusiva Travel Vase, vaso “da viaggio” in silicone, eseguito nel 2003 in 200 esemplari numerati per Nilufar. Questa serie rappresenta un messaggio forte e quanto mai azzeccato: in un momento storico che ci costringe all’immobilità, il tema del viaggio si carica di significato, trasformandosi in un’idea quasi onirica di evasione, di desiderio. Questo vaso, pensato per poter essere piegato e messo in valigia, diventa un simbolo, un talismano attraverso cui ricreare e rivivere, dovunque ci si trovi nel mondo, la nostra idea di casa, di “feel like home”. Un oggetto povero e di relativa originalità se si pensa ai soggetti tipici di Pesce, ma che trova valore e autenticità nella storia che intende raccontare.

Gaetano Pesce by Michele Foti

Di Andrea Branzi, invece, la serie limitata “ARCHITETTURA POVERA”, acqueforti/acquetinte originali con firma dell'artista, presentate nel 2011, sempre in esclusiva dalla galleria, a Palazzo Durini a Milano. I 50 esemplari di acqueforti qui selezionati rappresentano pollai, ovili e recinti agricoli, soggetti che tipicamente ritornano nell’immaginario di Branzi. Le opere rappresentano spazi che possiedono un carisma, un mistero, una sacralità laica. Lo stesso Branzi spiega che “negli smisurati spazi della globalizzazione questi luoghi definiscono una costellazione di esperienze locali, prive di funzione, di senso e anche (forse) di bellezza. Luoghi provvisori, che sono alla base inferiore dell’universo costruito. Sono una soglia elementare fatta di qualità semplici, ma proprio per questo difficili da ottenere”. Un invito a ritrovare i propri spazi, fatti di quelle qualità semplici che talvolta sono tanto desiderate quanto difficili da raggiungere.

Tommaso Fantoni, architetto e designer, nipote di Osvaldo Borsani, ha proposto la serie di opere d’arte Colourscapes, pitture acriliche su lino di piccolo formato: un’analisi astratta sul mondo della natura e dell’architettura in relazione al colore. Ispirate ad architetture, piante, sezioni o fotografie reali, il risultato è poi una ricerca sul colore puro, declinato in innumerevoli variazioni e applicato ad una visione del paesaggio tanto naturale quanto artificiale.

A questi pezzi si aggiungono oggi i vasi in peltro di Martino Gamper, un vaso e un portacandela scultorei della collezione Raggi di Osanna Visconti e la lampada da tavolo Tree in the Moonlight di Michael Anastassiades.

Andrea Branzi by Michele Foti

“Ciascuno dei pezzi che ho scelto racconta una storia precisa, fa parte di me, della mia storia e della storia di Nilufar", spiega Nina Yashar. "Ogni opera è un unicum, prodotto in serie limitata, che aggiunge un tassello importante al mio percorso nel mondo del design, svela un incontro che ha generato uno scambio e quindi un progetto, un oggetto che diventa portatore di significato e che si traduce in un valore esclusivo e collezionabile" 

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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 05 maggio 2021

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