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Cristina Celestino: "Il post-pandemia non sarà una data da celebrare, ma un traguardo che raggiungeremo lentamente"

 

Cristina Celestino, architetto e designer, fonda nel 2013 il suo studio che si occupa di interni, prodotti e direzione creativa per aziende. 
I suoi progetti sono caratterizzati dalla ricerca meticolosa su forme e materiali e sono stati esposti in numerose gallerie e showroom internazionali.

Negli ultimi anni Cristina Celestino ci ha stupito con installazioni eleganti e raffinate presentate durante le edizioni di Milano Design Week, tanto da garantirle nel 2016 il premio speciale "Salone del Mobile.Milano Award". Non mancano poi le collaborazioni nell'ambito della moda, tra le altre Fendi e Sergio Rossi.

In vista del Fuorisalone 2021 l'abbiamo intervistata per parlare di progettazione, sostenibilità e contesto creativo post-pandemia.

Come il 2020 ha influenzato il tuo approccio alla progettazione?

Il 2020 non ha modificato il mio approccio alla progettazione. Il mio metodo progettuale è rimasto lo stesso, ma sicuramente a livello pratico tutti abbiamo dovuto imparare nuove strategie per continuare a guardare avanti. Il mio lavoro si fa in team, ed è una professione fatta di relazioni, confronti e scambi, oltre che di contatto diretto con la materia, tra prototipi, materiali, finiture.

Lo smart working non può essere il futuro della nostra quotidianità. Ci sono alcune tematiche che la pandemia ha ulteriormente portato al centro dell'attenzione: il tema della sostenibilità dei processi, dei materiali, del concept stesso dei prodotti si affianca a al tema dell'ibridazione delle funzioni, sia negli spazi che negli arredi. Sicuramenti questi argomenti saranno sempre più parte nei nostri progetti.



"I nostri progetti e prodotti partono dal presupposto di durare nel tempo"
 



Sostenibilità e attenzione per l'ambiente sono temi generali ma strettamente legati al vivere contemporaneo e del futuro. In che modo li sviluppi e li applichi al mondo della tua progettazione?

Il mio modo di progettare, di lavorare con i materiali e con i diversi fornitori, è da sempre stato in sintonia con il concetto generale di sostenibilità. Prediligo i materiali naturali, come il cotto, il legno, i marmi; lavoriamo con fornitori e aziende nei diversi distretti che rappresentano esempi di economia circolare, e i nostri progetti e prodotti partono dal presupposto di durare nel tempo.

Porto alcuni esempi: lavoro con Fornace Brioni dal 2016 come Direzione Creativa: il cotto rappresenta un materiale sostenibile per eccellenza. Gli ingredienti di cui è composto sono argille italiane certificate, senza aggiunta di alcuna sostanza chimica, acqua e fuoco per la cottura. Non esistono scarti nel processo produttivo perchè il cotto può sempre essere riutilizzato: prima della cottura come materia prima e dopo la cottura viene macinato per produrre chamotte e cocciopesto.

La poltrona Calatea, disegnata per Pianca nel 2017, è stata presentata nella sua "versione green" a Green Pea: una sorta di manifesto del percorso che l'azienda sta portando avanti da sempre. Il fatto di non lavorare ad un nuovo prodotto, ma di riconsiderare una poltrona del 2017, commercialmente vincente (attraverso un lavoro sui materiali più virtuosi e di ricerca) è già sostenibile come approccio che considera quindi i prodotti come pensati per durare nel tempo.

Con Billiani, azienda familiare e storica del distretto di Manzano, stiamo portando avanti collaborazioni e progetti all'insegna del dialogo e dei rapporti tra persone. Le connessioni danno vita nuovi scenari. Dalla materia legno abbiamo deciso di ampliare la progettualità attraverso il rapporto con Torri Lana, producendo un tessuto all'insegna della sostenibilità e del saper fare.

Dal punto di vista creativo che contesto credi offrirà il post-pandemia?

Non sarà una data da celebrare, ma un traguardo che raggiungeremo lentamente, un percorso ancora lungo e non semplice. Alcuni settori fortemente penalizzati, come l'hospitality o la ristorazione, vedranno una ripresa; ci saranno delle attenzioni diverse che i progettisti presteranno nella progettazione degli spazi, soprattutto di quelli comuni. Il viaggio andrà ripensato nella sua totalità: dai mezzi di trasporto fisici, alle aspettative legate ad un'esperienza che assaporeremo in maniera completamente diversa.
 


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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 24 marzo 2021

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