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Kushim Caring Design: una nuova tecnologia per sanificare l’aria

 

Tra i brand presenti al Fuorisalone Digital 2021 c'è la start up Kushim Caring Design, ideata dal team tecnico creativo composto dall’architetto Natasha Calandrino Van Kleef, dal termotecnico Riccardo Cavozzi e dalla designer Silvia Bignami.

Il nuovo brand per la sicurezza della casa e dell’ufficio realizza concretamente un rivoluzionario modo di vivere e abitare i luoghi in sicurezza grazie all’utilizzo delle recenti innovazioni in campo tecnologico e scientifico.

Natasha Calandrino Van Kleef, architetto, fashion designer ed Esperta di Commissione Cultura e di Commissione Ambiente di Municipio 1 a Milano, già titolare di diversi brevetti anche insieme al Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, ci racconta il percorso che ha portato alla nascita di questa realtà.

Nome

Natasha Calandrino Van Kleef



Il suo lavoro e quello del suo team è la risposta a un bisogno. Come nasce Kushim Caring Design?

Ho avuto la grande fortuna di assistere alla lezione sul Design di Bruno Munari e di essere allieva di Tomàs Maldonado, che mi hanno trasmesso il fondamentale concetto di design come attività imprescindibile dalla sua funzione. La funzione durante questa pandemia era proprio quella definita da Simon “volta a cambiare la situazione esistente in una migliore”.

Pochi giorni dopo lo scoppio della diffusione della COVID-19 è stato chiaro che la modalità di trasmissione del virus avveniva attraverso le goccioline, sia in droplets che in aerosol, e che quindi la convivenza in ambienti confinati indoor rappresentavano la principale causa di contagio della malattia.

Erano già noti da anni alcuni studi di inattivazione di agenti patogeni come batteri e virus attraverso i raggi solari UV, ragionando sui quali insieme al termotecnico Riccardo Cavozzi e alla designer Silvia Bignami abbiamo ipotizzato un nuovo utilizzo combinato per la messa a punto della nostra tecnologia naturale di inattivazione di SARS-Cov-2.

Le ricerche e analisi svolte per il Congresso Multidisciplinare Contagio hanno influito sul progetto Kushim Caring Design? Quando e come è nata l’idea del progetto?

Nel 2018 ho ideato il Congresso Multidisciplinare Contagio e messo via via insieme figure di rilievo in campo letterario, medico e scientifico. Grazie all’antica amicizia con Ginevra Trinchieri, astronoma dell’Osservatorio di Brera e INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), sono venuta a conoscenza del lavoro svolto dalla Professoressa Mara Biasin insieme all’astrofisica di INAF Giorgia Sironi che insieme hanno pubblicato un importantissimo studio – esposto durante il Congresso e consultabile su Youtube - che ha misurato la quantità di raggi UV necessari a inattivare il virus SARS-Cov-2.

Tecnologia e scienza non possono prescindere dalle misurazioni, dalle quantità, così come nemmeno il design, l’architettura e la vita in generale possono evitare di confrontarsi continuamente con l’aspetto quantitativo.

Quantità e qualità sono due aspetti di un unico tratto, l’estetica e la bellezza non sono forse una corretta proporzione o studiata sproporzione tra elementi e quindi in ultimo tra diverse quantità di materia?
Avendo quindi a disposizione questo dato abbiamo ipotizzato che la funzione inattivante degli UV unitamente alle proprietà foto catalitiche del biossido di titanio, un filtro e un ventilatore correttamente progettato potessero sanificare gli ambienti confinati indoor. Fortunatamente la nostra ipotesi è risultata vincente e il risultato straordinario è che la tecnologia Kushim non solo sanifica l’aria, ma la rende sanificante su tutte le superfici dell’ambiente in cui la lampada è collocata, nel caso di SanLight, e sulle superfici esterne ed interne delle calzature nel caso di SanShoe.

L’importanza della tecnologia è innegabile, ma anche l’estetica svolge un ruolo fondamentale. Nel video presentato su Fuorisalone TV ha incalzato citando Paul Overy con Light, Air and Openness e al cambiamento estetico dall’Art Deco allo stile minimalista a causa della tubercolosi. SanLight e Sanshoe rispondono anche a questo bisogno abbracciando uno stile minimalista e nordico.

Forse la cifra stilistica è influenzata dallo stile minimalista che deriva dalla ricerca della funzione pura, sempre nel solco della tradizione nordica che mi è familiare. Tutto ciò che è orpello e ornamento rischia di essere un perfetto alleato degli agenti patogeni come batteri, virus e microbi che ne fanno luogo di elezione per annidarsi e proliferare. In questo senso Paul Overy racconta come la necessità di pulire in profondità dai germi della tubercolosi (guarda caso un'altra malattia che si trasmette per via aerea!), le superfici degli ambienti favorì il passaggio dall’architettura liberty al razionalismo.

A differenza del secolo scorso quando le pulizie si eseguivano utilizzando stracci e spazzole, noi ora con la nostra tecnologia abbiamo il vantaggio di utilizzare proprio l’aria come elemento disinfettante e questo ci consente di mantenere e preservare anche gli elementi formali che maggiormente amiamo nei locali che fruiamo. Lo stile dei nostri componenti d’arredo è influenzato dalla funzione che nel caso di SanLight attraverso la maglia metallica deve garantire la maggiore diffusione possibile dell’aria sanificante e della luce, mentre nel caso di SanShoe deve poter svolgere sia funzione di scarpiera che di panca di seduta collocata preferenzialmente all’ingresso per poter depositare le calzature evitando di contaminare i pavimenti con patogeni provenienti dalla strada. Ogni funzione una soluzione.


Nome

Sanlight - Kushim Caring Design - Ph Franco Covi

 

Nome

SanShoe - Kushim Caring Design - Ph Franco Covi




Tag: Kushim Caring Design



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 08 aprile 2021

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