Focus


È il legno il materiale della nuova normalità

Sarà importante non vedere il legno semplicemente come un sostituto dei materiali convenzionali, ma come qualcosa che cambia l'intero processo di produzione e che può aggiungere valore (materiale e immateriale) agli oggetti e agli spazi.

 

Sostenibile, naturale e rinnovabile: il legno accompagna l’uomo fin dalla sua comparsa sulla Terra, ed è da sempre impiegato per le sue incredibili doti e proprietà: ad esempio, ha un'elevata resistenza alla rottura pur avendo dei livelli di densità relativamente bassi e simili al kevlar o ai compositi in fibra; è al tempo stesso solido e leggero, il che lo rende un materiale particolarmente adatto per l'uso in strutture come case, edifici e ponti, nonché per la produzione di parti meccaniche e di altri prodotti.

Disponibile in oltre 50.000 varietà, è in grado di stoccare carbonio fino a fine vita, contribuendo a togliere dall’atmosfera uno dei più pericolosi gas climalteranti e aiutandoci nella lotta ai cambiamenti climatici.

La foresta in una stanza
Che la nostra vita sia circondata da prodotti in legno lo abbiamo riscoperto nel 2020, l’anno che ha completamente scardinato la nostra quotidianità, ridisegnato gli spazi della socialità e del lavoro, cambiato le città e la mobilità. Ecco perché, nello sforzo che stiamo compiendo per cercare ed immaginare una nuova normalità, non potremo non tenere conto del legno.

Come raramente è successo nella storia dell’uomo, i cambiamenti recenti a cui stiamo assistendo non sono frutto di grandi e affollate manifestazioni di piazza, ma di riflessioni più o meno silenziose e raccolte all’interno delle nostre case. Qui, anche se limitati negli spostamenti e nelle relazioni, il legno ci permette di rimanere in contatto con la Natura, in un continuum tra interno ed esterno, fisico e mentale.

Una nuova visione
Il legno nella nuova normalità non può quindi essere semplicemente un sostituto dei materiali convenzionali, ma qualcosa che può cambiare l'intero processo di produzione e aggiungere valore (materiale e immateriale) agli oggetti e agli spazi. A partire dalle filiere di produzione: ancora oggi, la deforestazione è responsabile della perdita di 10 milioni di ettari di foresta ogni anno (Fonte FAO) e si calcola che 1/3 del legno venduto a livello mondiale sia di provenienza incerta o illegale.

Questi dati finiscono indirettamente per alimentare un paradosso: le persone amano il legno, ma allo stesso tempo non vogliono che gli alberi vengano abbattuti. Sempre più quindi, all’origine naturale della materia prima deve corrispondere un suo uso sostenibile; importante sarà quindi affidarsi a certificazioni, come quella del Forest Stewardship Council (FSC), che assicurano la filiera e spiegare che il legno da gestione responsabile rende possibile non solo conservare le foreste, ma anche produrre benefici ambientali e sociali.





Tag: FSC Sostenibilità Cambiamento



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 12 aprile 2021

Vedi anche...