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Renee Quartarella: “Lo showroom è un punto di incontro e di esperienza”

"Il rendering, introdotto già da qualche anno, è uno dei servizi che i consumatori stanno apprezzando molto nell’ultimo periodo, soprattutto dopo il lockdown"

 

Quartarella è un’azienda pugliese, con sede ad Altamura, che dal 1949 si distingue sul territorio come retailer di qualità nel settore dello spazio ceramico e del living intimo. Renee Quartarella, figlia di uno dei soci fondatori, dopo la laurea in Scienze Politiche e un master in Gestione d’Impresa conseguito alla Bocconi, decide di intraprendere il suo percorso lavorativo in azienda nel 2001. Oggi, Consigliere Cda e Responsabile Marketing e Comunicazione, appassionata di architettura e design, cinema e arte è sempre aggiornata su tendenze e cambiamenti nello stile di vita della società. Tra i riconoscimenti ricevuti, spiccano il Premio Best Showroom Award (BSA) 2011 per “un marketing plan complesso e ben costruito” e la menzione d’onore BSA 2014 per Promozione e Marketing.

Qual è oggi il ruolo dello showroom in un contesto storico che vede una forte spinta verso il digitale?
Sicuramente un ruolo sempre più articolato e complesso. Lo showroom è un punto di incontro e di esperienza, dove si cerca di raccontare il mondo attorno al prodotto e i valori del brand. Sul digitale si dovrebbero trasmettere gli stessi valori, senza la grande resa che un’esperienza fisica può dare. Perciò reputo che gli sforzi e gli investimenti sono e saranno sempre maggiori, affinché il mondo online si avvicini all’offline.

Nel contesto del design, sia per quanto riguarda i flagship che i rivenditori, si parla sempre più di una promozione di servizi a valore aggiunto, soluzioni su misura e progetti curatoriali dove lo spazio fisico diventa luogo esperienziale. Qual è la vostra posizione a riguardo e come immaginate il lavoro nei prossimi anni?
Abbiamo sempre lavorato in questa direzione, curando i progetti su misura del cliente, lavorando in squadra con i professionisti e col cliente per ottenere il massimo risultato per tutti. Il rendering, introdotto già da qualche anno, è uno dei servizi che i consumatori stanno apprezzando molto nell’ultimo periodo, soprattutto dopo il lockdown.

Come nasce l'idea di "Fuorisalone touch point"? In che modo questo format questo potrà convivere con la ripresa delle fiere di settore e dei grandi eventi del design?
L’idea nasce dopo una serie di considerazioni generali sulle esperienze mancate a cui siamo stati costretti negli ultimi due anni, tra cui le fiere, e inoltre sulle criticità legate agli spostamenti. L’obiettivo in primis è stato quello di ritornare a emozionarci dal vivo e apprezzare le novità del prodotto e dei concept espositivi pensati ad hoc per un coinvolgimento sensoriale completo. Da cui tornare a incontrarsi e a confrontarsi sulle tematiche del design e del prodotto in un periodo direi fertile, che vede in auge (anche grazie ai numerosi benefici fiscali messi in campo in materia) l’attenzione per la casa e per i comfort abitativi. In ultimo, ma non meno importante, continuare divulgare la cultura del design e dell’architettura nel nostro territorio. Credo che tali iniziative possano convivere con i grandi eventi del design perché raccontano storie contestualizzate al territorio e quindi si rivolgono ai vari target in maniera più mirata.

Cosa ti aspetti dal progetto e che tipo di attività e allestimenti avete pensato per le aziende selezionate?
Mi aspetto che il progetto venga letto come una ventata d’aria fresca, che sia da nuova linfa per i professionisti e che emozioni tanto i privati. Che sia da stimolo anche per enti e istituzioni per creare altre iniziative interessanti a tema design/architettura. Ogni spazio dedicato a ciascun brand contiene prodotti inediti, che sarebbero stati esposti alla fiera ad aprile, pertanto in anteprima per la Puglia e Basilicata. Gli allestimenti, molto gradevoli, sono il frutto di un lavoro di squadra tra il nostro staff e le cinque aziende che ha portato a proposte personalizzate nel layout e nei colori per un’integrazione ottimale nei nostri spazi.

Dal vostro osservatorio privilegiato, grazie al rapporto diretto con molti professionisti del settore, com'è cambiato nel tempo il progetto dell'arredo bagno e quali sono le tendenze attuali tra materiali, finiture e soluzioni integrate in questo ambiente?
Di sicuro la stanza da bagno ha acquisito sempre più importanza nel tempo. Da bagno cosiddetto padronale degli anni Novanta dedicato all’ospitalità a spazio funzionale da vivere nel quotidiano, dove l'estetica non deve comunque essere assolutamente trascurata. Gli spazi bagno oggigiorno hanno personalità, peculiarità e studio degli spazi al centimetro. I colori dei sanitari si coordinano con i lavabi e i mobili da bagno, così come anche le finiture delle rubinetterie con i box doccia o gli accessori. Quindi grandissima cura dei dettagli e una crescente attenzione ai sistemi legati al benessere. La ricerca del wellbeing è una tendenza in forte aumento che porta, nelle progettazioni, a definire spazi, a volte anche piccoli, dedicati ad hammam, saune o vasche idro e minipiscine. Funzionalità, estetica e benessere è il trinomio che contraddistingue i bagni di oggi.





Tag: Interviste



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 14 giugno 2021

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