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Al via il Radicepura Garden Festival 2021 alle falde del vulcano Etna

Dal 27 giugno al 19 dicembre sarà possibile visitare la terza edizione del festival che pone la Sicilia al centro di riflessioni e iniziative intorno al tema del paesaggio e dell’ambiente.

 

Il 27 giugno inaugura a Giarre (CT), in Sicilia, la terza edizione del Radicepura Garden Festival organizzata dalla Fondazione Radicepura. Il Festival biennale rappresenta il primo evento internazionale dedicato al paesaggio del Mediterraneo, e coinvolge grandi protagonisti dell’architettura, del paesaggismo e dell’arte, giovani designer, studiosi, istituzioni, imprese.

Fino al 19 dicembre, nel parco botanico, sarà possibile visitare 15 giardini e 4 installazioni, realizzati con le piante messe a disposizione da Piante Faro, vivaio che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà e rappresenta una delle realtà più innovative del territorio grazie all’attività portata avanti da più di 50 anni dalla Famiglia Faro.

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Giardino botanico © Alfio Garozzo

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Layers © Alfio Garozzo

L’evento esplorerà il tema “Giardini per il futuro”: l’emergenza sanitaria ha imposto una riflessione collettiva importante su argomenti come la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici. Gli ambienti verdi sono infatti riconosciuti come efficaci e necessarie risorse, come previsto anche dall’Anno Internazionale della Salute delle Piante promosso dalla FAO, per aumentare la consapevolezza e tutelare l’ambiente. In questo contesto il Festival porta il proprio contributo con la realizzazione di giardini che possano offrire risposte concrete, riflettendo su quali saranno le funzioni del giardino nel prossimo futuro; come le piante potranno riparare guasti ambientali ed essere risorsa aggiuntiva di cibo. 

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Home Ground © Clive Nichols

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The Garden of Essence © Alfio Garozzo

I temi della terza edizione saranno interpretati dai 7 giardini vincitori della Call for Ideas che si è conclusa nel dicembre 2020 con più di 500 iscrizioni provenienti da 24 paesi diversi, confermando la dimensione sempre più internazionale della manifestazione:
Fleurs, giardini degli inerti, allegoria del rapporto tra uomo e ambiente, tra fine e inutilità, il giardino è realizzato con gli scarti che ciclicamente vengono prodotti dagli alberi, a cura di Marialuisa Prestini e Giuseppe Ricupero; Garden of the Anthropocene, progetto che si interroga sulle sfide del cambiamento climatico proponendo un approccio che possa ridurre consapevolmente il controllo del progettista sul giardino interrogandosi sulle cause e sulle possibili soluzioni del cambiamento climatico, a cura di Katy Rennie, Amber Myers e Josie Dalberg; Giardino lineare, proposta pensata per gli spazi urbani per creare reti verdi diffuse e sostenibili, che non considerano l’uso di piante a elevata manutenzione, a cura di Lucia Angelini; Micro to macro, invito a riconsiderare la propria relazione con l'ambiente, un giardino che segue la crescita della pianta attraverso l'evoluzione del terreno in tre tempi: il paesaggio limitato, il paesaggio liberato e il paesaggio esteso, a cura di Ainhoa Elissalde e Virgile Haëck; Nostos, un climax ascendente di piante erbacee, arbustive e arboree. Il visitatore attraversa e vive un percorso di riscoperta del suo rapporto con la natura, in un progressivo annullamento dell’antropizzato, a cura di Andrea Bartolini, Nunzia Centonze, Lia Maggioli e Dario Trovato; Plantocene, progetto che, partendo dal comportamento delle piante pioniere del Monte Etna, offrono un paradigma di resilienza vegetale, attraverso cui guardare al futuro, a cura di Erica Boncaldo e Margherita Pascucci; Sensory Landscape che si ispira e rende omaggio al paesaggio mediterraneo e siciliano, proponendosi come uno spazio interattivo ed esperienziale che fa appello ai diversi sensi e aumenta la percezione del paesaggio a cura di Ivan Juarez.

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Nostos by Andrea Bartolini, Nunzia Centonze, Lia Maggioli, Dario Trovato

Il parco, oltre agli interventi dedicati al tema dell’anno, ospiterà alcuni giardini dalle passate edizioni – realizzati da James Basson, Michel Péna, Antonio Perazzi e Andy Sturgeon –, le installazioni progettate da François Abélanet, Giò Forma e Studio Coloco, insieme alle opere frutto delle residenze d’artista di Emilio Isgrò, Alfio Bonanno e Federico Baronello. 

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Tour d’yvoir + Anamorphose © Alfio Garozzo

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Labirinto Sonoro © Alfio Garozzo

La  Fondazione Radicepura, con sede a Giarre, sostiene un programma culturale e di attività che valorizza il ruolo sociale dei giardini attraverso la promozione di progetti in armonia con l’uomo e con l’ambiente, come auspicato anche dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Quest’anno curerà - in collaborazione con il Comune di Catania - l’allestimento in Piazza dell’Università di Planta Sapiens - uno dei giardini vincitori dell’edizione 2019 - celebrazione dell'eccezionale capacità di adattamento delle piante, progettato da Domenico Dipinto, Marica Succi, Enrico Turini ed Elena Varini.

Questa collaborazione conferma l’intenzione di creare reciprocità tra le azioni di cura e promozione della cultura del giardino mediterraneo proprie della Fondazione Radicepura e la sensibilità concreta del Comune di Catania verso tematiche ambientali, trasformando così gli spazi cittadini in luoghi di accoglienza aperti a tutti.



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 18 giugno 2021

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