Focus


Il Verde e il Blu Festival, a settembre tre giorni di incontri sul futuro del pianeta


 

“Non un festival della filosofia, ma la filosofia che dà il nome a un festival: il Verde e il Blu, sostenibilità e digitale per salvare il pianeta”.
Sono le parole di Luciano Floridi, filosofo e docente, con cui ci si imbatte sulle pagine di digitali de Il Verde e il Blu Festival. Il progetto, nato nel 2020, si configura come una tre giorni di incontri live, talk show, spettacoli, testimonianze dirette dai protagonisti del nostro tempo. Il verde della sostenibilità e il blu del digitale si incontrano: nuove visioni dell’economia e della salute, del lavoro e della politica, dell’abitare, della mobilità e delle relazioni sociali. Nuove visioni del domani. Buone idee per il futuro del pianeta.
In vista dell’edizione di settembre, in onda nel weekend che va dal 10 al 12 presso BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, abbiamo incontrato Alessandro Beulcke, Presidente de Il Verde e il Blu Festival e CEO Beulcke+Partners.

Partiamo dall’inizio, come nasce il progetto Il Verde e il Blu?

Il Verde e il Blu Festival nasce lo scorso anno da 12 edizioni del Festival dell’Energia: dopo la prima ondata della pandemia, che ha reso davvero urgente la riprogettazione di modelli di sviluppo, produzione e consumo, ci siamo fatti anche noi portavoce di una ripartenza che non riguardava più soltanto la sfera energetica ma anche il climate change, l’economia circolare, la rivoluzione digitale e i nuovi modelli industriali e finanziari.
Ad ispirare il nome e la vision è stato il filosofo Luciano Floridi, nostro Advisor e Direttore Digital Ethics Lab, Internet Institute dell'Università di Oxford, con il suo Il verde e il blu: Idee ingenue per migliorare la politica: è dal titolo del suo libro che nasce il nome della manifestazione. Il Festival unisce le politiche verdi (economia green, circolare e dello share) a quelle blu (economia digitale e dell’informazione), con dialoghi e confronti che possano portare a uno stile di vita basato sulla qualità delle relazioni e dei processi anziché sul consumo e sulle cose.
Il nostro obiettivo come Il Verde e il Blu Festival ma anche come Beulcke+Partners è organizzare e promuovere al meglio una grande piattaforma di comunicazione per le migliori idee, parole ed esperienze, affinché sedimentino e lascino traccia per ispirare e dare vita a soluzioni concrete, nuove e adatte per questo secolo.

Parole come sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa riempiono le agende delle aziende. E i consumatori sono sempre più attenti nel recepire le informazioni fornite rispetto all’efficacia delle azioni messe in campo dai brand. Come si misura l'impatto di un investimento sostenibile?

Spesso definiamo un’impresa sostenibile tendendo conto solo del suo impatto diretto sull’ambiente, ma non è propriamente così: bisogna considerare anche altri indicatori di sostenibilità, come quello economico e quello sociale. Certamente la quantità di risorse, materie prime e strumenti, così come i rifiuti e le emissioni prodotte contribuiscono alla valutazione, ma non sono gli unici indicatori. Bisogna tener conto dell’intero processo di produzione e realizzazione di prodotti e servizi: come lavorano i miei fornitori? Applicano politiche sostenibili? Come si inserisce la mia impresa nel territorio locale? Quali sono le norme di sicurezza, quali le politiche di welfare? Oltre che per il suo singolo impatto la sostenibilità di ogni investimento deve essere valutata in termini più globali e nel tempo: solo così si può capire se le scelte di un’impresa siano realmente sostenibili. Le imprese che si limitano a considerare l’impatto di ogni investimento in modo separato non possono essere definite realmente sostenibili. Spesso poi sono le stesse che, per comunicare sé stesse e le loro scelte, utilizzano strategie come quella del greenwashing, offrendo ai consumatori un’immagine aziendale molto green, presentandosi come schierate a favore delle questioni ambientaliste, ma con il solo obiettivo di distogliere l'attenzione da eventuali pratiche scorrette e poco sostenibili. L’argomento è molto complesso ed è per questo che abbiamo previsto un appuntamento interamente dedicato a questo all’interno del nostro palinsesto.

Si è detto più volte che la pandemia ha rappresentato un acceleratore di processi già in corso. Dal vostro osservatorio privilegiato, quali sono stati i principali?

Sicuramente tra i processi che più sono stati accelerati dalla pandemia c’è la digitalizzazione. Tantissimi processi fino a un anno fa legati a doppio filo al mondo analogico sono oggi diventanti interamente (o quasi) digitali. Basti pensare all’aumento degli acquisti via e-commerce, alla crescita delle piattaforme di vendita e all’enorme varietà della loro offerta. La pandemia ha accelerato anche i processi di transizione digitale: sono state adottate tecnologie sempre più avanzate e nuovi modelli organizzativi, nel privato ma anche nel pubblico e nell’istruzione, anche se non sempre il cambiamento è stato in positivo, purtroppo. Sono stati accelerati poi tutti i processi legati alla sostenibilità: con la pandemia e gli stop forzati anche i meno esperti hanno potuto valutare l’impatto sull’ambiente di alcune azioni quotidiane; per sostenere l’economia locale, sempre più spesso sono stati acquistati prodotti del proprio territorio e il km0 è andato per la maggiore, rimanendo poi una prima scelta per molti; l’attenzione delle aziende verso la sostenibilità è cresciuta molto e così il privilegiare l’acquisto di prodotti sostenibili, fino a poco tempo fa una tendenza di pochi che oggi sta diventando una buona abitudine sempre più diffusa e radicata.

Quali sono le principali tematiche che il festival affronterà durante l’edizione di settembre?

I temi principali de Il Verde e il Blu Festival saranno certamente l’economia circolare e la transizione ecologica, che oggi più che mai richiedono progetti, competenze, investimenti e una profonda trasformazione collettiva e culturale. Vogliamo attivare un confronto tra politica, scienza, istituzioni, imprese e società civile che porti non solo all’informazione, ma anche alla definizione di azioni concrete per ridisegnare spazi, abitudini quotidiane, attività formative e produttive. Si parlerà di climate change, rivoluzione digitale, di come la sostenibilità si è fatta parte integrante e fondamentale di settori come la moda e il food, ma anche di mobilità sostenibile e dei megatrend del futuro.
Per sottolineare come i temi della sostenibilità e della transizione siano davvero filo conduttore di qualsiasi progetto, mercato e modello industriale e finanziario, questa seconda edizione de Il Verde e il Blu Festival sarà particolarmente legata al mondo del design: infatti avrà inizio in una data simbolo, la giornata di chiusura della Design Week 2021, e al tempo stesso farà da ponte alla Cop Youth e ai lavori della Pre Cop 26, a Milano dal 28 settembre.
Il tema della sostenibilità sarà affrontato da diversi punti di vista grazie alle voci di numerosi ospiti: tra gli altri, abbiamo invitato il Ministro Roberto Cingolani, il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il Ministro Enrico Giovannini, Giovanni Soldini, Ellen MacArthur, Alessandro Baricco, Roberto Burioni, Stefano Mancuso, Luciano Floridi, Stefano Boeri, Paolo Nespoli, Bruno Tabacci, Vittorio Sgarbi e moltissimi altri rappresentanti del mondo della cultura, dell’impresa, della scienza e della politica, tra cui naturalmente il Sindaco Beppe Sala e diversi altri sindaci di città impegnate in una transizione green.

Quanto è importante per un progetto culturale come il Verde e il Blu riuscire a coinvolgere un pubblico giovane per aumentarne la consapevolezza sui temi di attualità?

Moltissimo: oggi coinvolgere i più giovani in iniziative come la nostra non solo è importante, ma fondamentale, perché quando si parla di futuro non si può non pensare a chi lo vivrà più degli attori dei giorni nostri; sono loro che ne saranno protagonisti e solo conoscendo ciò che accade oggi si può pensare ai passi necessari per il domani. I più giovani hanno già un discreto bagaglio di conoscenze ed esperienze, ma in tanti casi hanno bisogno di una spinta in più per trasformarle in azioni concrete. Anche per questo il taglio degli appuntamenti sarà dinamico, veloce e coinvolgente; i relatori sono professionisti con una grande esperienza sul campo e potranno condividere testimonianze dirette e stimolanti, che potranno ispirare soprattutto i più giovani. Il Festival poi non è solo talk, informazione e discussione: abbiamo creato “Connessioni”, che racchiuderà tutti i momenti dedicati ad arte, cultura e intrattenimento. Nelle serate di Venerdì 10 e sabato 11 settembre saranno sul palco la pianista e compositrice contemporanea Roberta Di Mario, che si esibirà in A New Beginning, Vittorio Sgarbi, in un monologo tutto dedicato all’arte, e l’attrice milanese Cinzia Spanò.





Tag: Sostenibilità Cambiamento



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 22 luglio 2021

Vedi anche...