Focus


Design al servizio delle città: quattro proposte per i candidati sindaco


L’Associazione Italiana del Design ha stilato un manifesto per un futuro migliore, rivolto ai candidati alle prossime elezioni amministrative.

 

Il 3 e 4 ottobre si svolgono le elezioni comunali nelle principali città italiane: i comuni coinvolti sono 1.162. Si vota anche in 20 capoluoghi di provincia di cui sei sono anche capoluogo di regione: Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste.

Ma cosa c’entra il design? Il design è oggi più che mai uno strumento utile per affrontare le sfide e le criticità del contemporaneo, proponendo soluzioni e servizi. Ed è in questo contesto che ADI, l’Associazione Italiana del Design propone a tutti i candidati in corsa di affrontare quattro tematiche che vanno dall’abitazione all’urbanistica, dai trasporti all’istruzione, dal lavoro al tempo libero. Come spiega Luciano Galimberti, presidente di ADI: “Intendiamo il design come concreta leva strategica per il miglioramento della vita, non un semplice artificio glamour per rendere più o meno ‘belli’ gli oggetti che ci circondano”. Gli fa eco Umberto Cabini, presidente di Fondazione ADI: “Non a caso la mostra della collezione permanente dell’ADI Design Museum si intitola Il cucchiaio e la città. L’innovazione, perno del design, riguarda tutto il tessuto della nostra vita.”

Il manifesto, intitolato “Design al servizio delle città”, nasce per stimolare i candidati nel migliorare le condizioni di vita nelle città italiane, conciliando sostenibilità, sviluppo e attuando scelte politiche e strutturali che favoriscano nuovi rapporti, nuovi modi lavorare e di vivere nelle città. Qui di seguito pubblichiamo i quattro pilastri che lo compongono.
 


Leggi anche: Benvenuto ADI Design Museum



L’istituzione di un Design Manager in ogni grande città. Il design va integrato nella strategia della gestione cittadina. La complessità dei problemi urbani richiede ascolto costante e sintesi propositiva, per migliorare la mobilità e la qualità dell’aria, l’abitare e i luoghi del lavoro e della cultura, ma anche il rapporto tra libertà e democrazia.

L’inclusione della qualità del design tra i requisiti dei bandi delle amministrazioni locali. Acquistare prodotti ad alto contenuto di design è un investimento, prima che una spesa. Inserire nelle gare di assegnazione degli appalti e degli acquisti un punteggio per prodotti o servizi di “buon design”, in base a parametri condivisi e dichiarati, significa maggiore qualità dei prodotti delle imprese e maggiore qualità degli acquisti della pubblica amministrazione.

Il sostegno alla cultura del luogo. Il lavoro delle fondazioni culturali locali, in un rapporto virtuoso tra pubblico e privato, è fondamentale. Per le amministrazioni dialogare costantemente con l’intero tessuto di queste istituzioni e sostenerle è essenziale per costruire una solida cultura di convivenza civile e per favorire relazioni e scambi culturali ed economici nazionali e internazionali.

L’educazione al consumo responsabile di tutti i cittadini, fin dalla scuola. Per costruire una nuova cultura della sostenibilità e della convivenza civile occorre dare alle giovani generazioni strumenti per affrontare consapevolmente le grandi e piccole scelte del loro futuro. Promuovere nelle scuole dell’obbligo l’avvicinamento all’uso consapevole del design, offrendo ai futuri consumatori strumenti per acquisire una coscienza critica, è una priorità.





Tag: adi design museum



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 29 settembre 2021

Vedi anche...