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La prima personale di Ronan Bouroullec in Italia

Abbiamo incontrato l’artista e designer francese in occasione della mostra “The Sound of My Left Hand”, in scena fino al 18 marzo 2022.

 

Mutina for Art, percorso dedicato all’arte contemporanea del brand di ceramica modenese, ha presentato The Sound of My Left Hand, la prima personale in Italia di Ronan Bouroullec. La mostra è ospitata nel cuore di Brera a Milano, negli spazi di Casa Mutina, e intreccia le diverse pratiche dell’artista e designer francese, senza definirne i confini. Curata da Sarah Cosulich, è visitabile fino al 18 marzo 2022 e propone un percorso introspettivo che comprende disegni, bassorilievi ed elementi ceramici, presentando la ricerca formale e cromatica del designer. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’inaugurazione.

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Cominciamo dal titolo della mostra, The Sound of My Left Hand. Che suono produce?

È un richiamo al mio essere mancino. Ed è anche è un’allusione all'espressione “fare una cosa con la mano sinistra”, che in Francia ha un’accezione non proprio positiva. Al tempo stesso è una caratteristica che accomuna figure dotate di creatività, originalità e intelligenza. La parola “sound” evoca invece la musicalità del tratto della penna sul foglio, un gesto che parte dalla mia mano in modo fluido, ininterrotto e si traduce in elemento sonoro.

In che modo le sue opere d’arte si inseriscono ed entrano in dialogo con gli spazi di Casa Mutina?

L’obiettivo dell’allestimento curato da Sarah Cosulich è stato mettere in scena l’essenza del mio lavoro, connotando sia pareti che pavimenti. In mostra ci sono piastrelle e vasi in ceramica, disegni, elementi d’arredo che esprimono la mia passione per diverse discipline, dal disegno alla progettazione di spazi e oggetti. Questa mostra è concepita come un mix di aspetti che compongono la mia vita, presentati con lo scopo di mostrarne il legame.

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Una cosa che ama nel progettare un oggetto fisico e una cosa che ama nel lavorare a un disegno.

Degli oggetti mi piace l’idea che possano essere riprodotti e che siano accessibili, questa è probabilmente la cosa che più mi lega al design. Il disegno è una disciplina molto intima e libera che ho sempre praticato: è qualcosa di cui sento l’esigenza e su cui mi concentro soprattutto di sera.


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Quali sono le differenze tra i due processi creativi?

Sono processi completamenti diversi. Il design deve considerare molte variabili: dal contesto al prezzo, passando per i materiali. Il disegno, come dicevo, concede grande libertà espressiva.

Che rapporto hai con i social network? Ne apprezzi l’immediatezza e la possibilità di raggiungere un largo pubblico?

Mi piace molto utilizzare Instagram: è uno strumento intuitivo, un diario attraverso cui riesco a esprimere la mia sensibilità. Ho sempre trovato molto frustrante il fatto che il mio lavoro fosse esclusivamente fruibile nelle gallerie, nei negozi, nelle pagine delle riviste. Oggi grazie ai social riesco a veicolare in modo puntuale i valori delle mie opere.

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Tag: Mutina Interviste



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 23 novembre 2021

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