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A Milano torna FAROUT Live Arts Festival

Negli spazi di BASE Nove giorni di performance, installazioni e talk con artisti e collettivi nazionali e internazionali. Dal 1° al 9 ottobre.

 

Qual è il tempo che non possiamo misurare? Quello di cui non possiamo parlare? Quale tempo stiamo fuggendo? Quale stiamo reclamando? Cosa c'è oltre il pensiero della fine del tempo? È a partire da questi interrogativi che prende forma presso BASE a Milano la seconda edizione FAROUT Live Arts Festival in programma dal 1° al 9 ottobre, nove giornate dedicate a performance, installazioni e talk con artisti e collettivi nazionali e internazionali per riflettere sul tema del tempo. L'idea della "Fine del Tempo" nelle sue dimensioni filosofiche e storiche, insieme alle sue attuali ramificazioni politiche, sociali, ecologiche ed economiche, costituisce lo sfondo per il palinsesto di FAROUT 2022, che si articola tra arti visive, performance, musica, teatro e danza.

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Fra le proposte artistiche di FAROUT Live Arts Festival, che riflettono su un rinnovato concetto di tempo, i lavori di Giorgia Ohanesian Nardin e Gianmaria Borzillo riscoprono la coreografia come rito di aggregazione e contemplazione, gli armonografi giganti di Kaleider scandiscono la giornata disegnando, Belinda Annaloro, Antoine Defoort, Julien Fournet, Halory Goerger, Sébastien Vial / France Distraction e Nobodys ci accompagnano in una dimensione contemplativa e dilatata del tempo tra terme filosofiche e saune meditative, mentre Emke Idema con la sua scuola dei mondi non vissuti e i DOM intervengono attraverso percorsi nello spazio pubblico per dilatare e dare durata allo spazio.

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Le opere di Lucia Palladino e di 6000 Highwayman / Teatro di Sardegna mettono il ritmo del gioco e la pratica della condivisione al centro del recupero del tempo sociale, i Muta Imago indagano il riverbero e l’eco dell’incontro tra suono e corpo, Fra de Isabella racconta il tempo come storia anagrafica dei suoi 18 anni. Ancora, Emanuele Braga, Gabriella Riccio / Institute of Radical Imagination & Anna Rispoli esplorano nuove forme di vita post-capitalistiche attraverso una performance militante partecipativa e l’opera di Effetto Larsen celebra il tempo presente tramite la presa di coscienza della fugacità dell’esistenza. Il collettivo Extragarbo produce cortocircuiti temporali tramite dispositivi partecipativi e dissidenti, Maddalena Fragnito e Valeria Graziano riflettono sul tempo del lavoro che scandisce la vita e Milo Rau esplora il tempo della rivoluzione, mentre, scanditi in sera, notte e alba, gli eventi di Le Cannibale indagano la relazione tra suono e pubblico nei tre momenti.

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Il programma si arricchisce grazie alla partecipazione delle Artiste e degli Artisti Associati di BASE Milano, tra i quali la compagnia teatrale Corps Citoyen, la coreografa e performer Elisabetta Consonni e il duo musicale MOMBAO che, a partire da quest’anno e fino al 2024, avranno un ruolo fondamentale di co-creazione e realizzazione della produzione artistica di BASE Milano: dalla progettazione di festival ed eventi del public program, talk e incontri, alla collaborazione nel mentoring e nelle attività di formazione continua di artiste e artisti emergenti attraverso il programma di residenze artistiche e di design.





Tag: BASE Milano



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 02 settembre 2022

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