Considerata dal Time una delle architette più influenti del 2025, Lina Ghotmeh interpreterà il tema di MoscaPartners Variations 2026, “Metamorphosis”, con un’installazione nel cortile d’onore di Palazzo Litta
L’architetta franco-libanese è stata scelta da MoscaPartners per realizzare l’allestimento centrale di MoscaPartners Variations 2026, la rassegna collettiva che ogni anno trasforma lo storico palazzo barocco di Corso Magenta in un osservatorio privilegiato sulla cultura del progetto contemporaneo.
Per Ghotmeh si tratta del primo intervento site specific all’aperto in Italia: un’installazione che diventerà fulcro scenografico e concettuale dell’intera manifestazione. Nel dialogo con l’architettura del cortile e con i progetti di designer, creativi e aziende selezionati da Caterina Mosca e dal suo team, l’opera offrirà una riflessione sulla ricerca architettonica contemporanea, interpretando il tema di quest’anno, Metamorphosis, come processo di trasformazione, stratificazione e ascolto del luogo.
Ancora una volta il Cortile di Palazzo Litta si conferma cuore pulsante della Design Week milanese, dando continuità all’intuizione di Caterina Mosca e Valerio Castelli che nel 2014 ne riscoprirono il potenziale, rendendolo uno degli spazi simbolo del Fuorisalone. Un luogo che, anno dopo anno, si rinnova attraverso progetti capaci di coniugare poesia, ricerca e sperimentazione.

Lina Ghotmeh a Palazzo Litta ©Emanuele Cremaschi
Nata a Beirut negli anni Ottanta, Lina Ghotmeh ha sviluppato un approccio progettuale che definisce “Archeologia del futuro”: un metodo che intreccia memoria, paesaggio e spazio, profondamente influenzato dal contesto culturale e storico della sua città d’origine. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi – dove è stata anche docente – Ghotmeh ha costruito una visione architettonica sensibile e rigorosa, capace di fondere attenzione al luogo e forza espressiva. Il suo studio parigino, Lina Ghotmeh — Architecture, è riconosciuto a livello internazionale per un approccio interdisciplinare che combina ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione sui materiali. I suoi progetti, pubblicati ed esposti in contesti prestigiosi come la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center, testimoniano una pratica capace di dialogare con le stratificazioni dei luoghi. Tra i riconoscimenti più recenti, la nomina per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, l’inclusione nella lista TIME100 Next 2025 e il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio al Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka.
Palazzo Litta ©Angelica Carillo
In occasione di MoscaPartners Variations, il tema della memoria e della trasformazione sarà centrale. Ghotmeh interpreta Metamorphosis come “un viaggio architettonico in cui movimento e memoria lavorano insieme per rivelare identità stratificate all’interno di un unico spazio”.
«Nel mio intervento a Palazzo Litta attingo alla ricchezza del cortile barocco e alla sua capacità di coreografare il movimento e la percezione», afferma Lina Ghotmeh. «La metamorfosi emerge come un viaggio architettonico in cui un singolo spazio dispiega molteplici identità. Il progetto ascolta la storia del sito e la trasforma attraverso esperienze stratificate, in linea con un’Archeologia del futuro che amplifica la memoria e apre nuove possibilità spaziali».
Attraverso un percorso di narrazioni, dialoghi e prospettive che attraversa le sale di Palazzo Litta – gioiello del barocchetto lombardo e oggi sede degli uffici del Ministero della Cultura – MoscaPartners Variations 2026 riflette sul concetto di metamorfosi come trasformazione alimentata dalla ricerca, dall’innovazione dei materiali e dalle tecnologie contemporanee. Una trasformazione che include pratiche di riciclo e up-cycling e invita il mondo del design a interpretare il presente immaginando nuovi scenari futuri.
Al centro resta l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ma lo sguardo si estende al rapporto con il pianeta, alle risorse e alle modalità di interazione con l’ambiente, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura. Metamorphosis diventa così un’esplorazione del cambiamento e dell’adattamento, capace di generare nuove identità formali, narrative e progettuali.
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 20 gennaio 2026
