Dal 14 al 21 settembre il festival esplora il tema “Fragments” tra mostre, archivi, installazioni e percorsi diffusi
Una settimana di mostre, installazioni e percorsi che intrecciano storia e contemporaneità: dall’apertura del nuovo Archivio Ico Parisi ai tour tra le architetture razionaliste, fino a un programma che mette al centro la frammentazione come linguaggio rigenerativo. Dal 14 al 21 settembre 2025 il Lake Como Design Festival torna con la sua settima edizione, portando nel cuore della città e lungo le rive del lago un percorso progettuale ricco e articolato. Il tema "Fragments" diventa la chiave di lettura di un racconto che unisce mostre, archivi, installazioni e aperture speciali, oscillando tra memoria e rinascita, ricostruzione e immaginazione.

Villa del Grumello, Como - Courtesy of Lake Como Design Festival
Villa del Grumello si conferma epicentro del festival con “Frammenti di Memoria”, un’esposizione che trasforma l’heritage di grandi nomi del design italiano e brand storici in una mappa di racconti e visioni: dalle sculture evocative di Enzo Cucchi ai tappeti di Amini ispirati a Bruno Munari, dalla progettualità trasformabile di Vico Magistretti fino ai tessuti di DEDAR dedicati all’eredità di Anni Albers passando per la retrospettiva su Claudia Moreira Salles curata da ETEL, i dialoghi tra Mario Radice e Nanda Vigo, la narrazione visiva di Archivio Mantero e la ricerca di Eredi Marelli, fino ai lavori di WonderGlass e alle immagini di Dayanita Singh. Un mosaico di linguaggi che invita a riscoprire il frammento come ponte tra epoche e identità.

A sinistra, Ben Kicic Hand in Glove, ph Nicolas Polli; a destra, Atelier Thomas Serruys Rollmaster, ph courtesy of Athelier Thomas Serruys and Lake Como Design Festival
Nel parco della Villa torna la "Contemporary Design Selection", curata da Giovanna Massoni, che quest’anno raccoglie progetti di designer, architetti e artigiani provenienti da più continenti, invitati a riflettere sul frammento nelle sue molteplici declinazioni: fragilità, memoria, rigenerazione. Lungo il Chilometro della Conoscenza, tra architetture e giardini affacciati sull’acqua, nasce così una costellazione di ricerche che trasformano scarti in forme inedite, rituali dimenticati in nuove pratiche, materiali naturali in linguaggi ibridi, confermando il potere del design come atto di resistenza e di ricomposizione.
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A sinistra, ritratto di Aldo Rossi; a destra, ritratto di Ico Parisi
Il programma del Lake Como Design Festival si arricchisce anche con mostre dedicate a figure cardine del Novecento italiano. “Aldo Rossi. Architettura per frammenti”, a cura di Chiara Spangaro con la Fondazione Aldo Rossi, presenta negli spazi della ex chiesa di San Pietro in Atrio una lettura del frammento nel lavoro teorico e architettonico del grande architetto. In concomitanza con la mostra ci sarà anche una serata speciale dedicata alla proiezione del film documentario Aldo Rossi design, con la regia Francesca Molteni & Mattia Colombo. A Ico Parisi è invece dedicata la prima personale che inaugura la nuova sede dell’Archivio Design Ico Parisi, un’esposizione di dipinti di grande formato della serie Crolli edificanti - Tavole di provocazione, opere mai esposte prima d’ora in ambito comasco e realizzate negli anni ’70 e ’80. A completare la mappa del festival, il format Studio Visit riapre le porte di atelier, gallerie e archivi del territorio, mentre il tour di architetture razionaliste permette di rileggere Como come laboratorio vivo di memoria e progettualità. In un presente segnato da crisi, conflitti e disgregazione, il Lake Como Design Festival sceglie la frammentazione non come perdita, ma come possibilità di rinascita: un gesto rigenerativo che, attraverso il design, unisce memoria e futuro, radici e sperimentazione.

Como Razionalista - A sinistra, Canottieri Lario; a destra, Casa del Fascio
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 27 agosto 2025



