Dal 27 al 31 maggio Lisbona si trasforma in una piattaforma diffusa con oltre 80 location, 11 quartieri e più di 150 maker tra atelier, showroom e spazi indipendenti
Negli ultimi anni Lisbona è diventata una delle città più osservate dal mondo del design. Ma ridurre la Lisbon Design Week a una semplice “nuova design destination” sarebbe superficiale. Perché quello che sta succedendo nella capitale portoghese non riguarda solo l’estetica o il lifestyle mediterraneo che tanto piace alle immagini di Instagram. Riguarda piuttosto un diverso modo di produrre, esporre e soprattutto pensare il design contemporaneo. Dal 27 al 31 maggio torna così Lisbon Design Week 2026, quarta edizione di un appuntamento che continua a crescere mantenendo però una scala umana: oltre 80 location, 11 quartieri e più di 150 maker coinvolti tra atelier, gallerie, appartamenti privati, showroom, studi e spazi indipendenti sparsi per la città.

© Eva & Jimmy
A differenza di molte design week ormai dominate da grandi brand activation e installazioni spettacolari, Lisbona sembra ancora muoversi secondo una logica più diffusa e quasi domestica. Il progetto fondato da Michèle Fajtmann continua infatti a costruire una rete fatta di laboratori, manifatture, artigiani, giovani designer e pratiche collaborative, dove spesso conta più il processo dell’oggetto finale. “This project is above all a community-building project”, racconta la founder. “The talents are here, but we need to give them more means to express themselves.”

© Further Ther
Non esiste un vero tema ufficiale per questa edizione, ma il programma sembra ruotare attorno a tre grandi tensioni: il ritorno dell’handmade, il dialogo tra craft e tecnologia e una crescente idea di design come ecosistema collettivo. La mostra principale “Design Feito à Mão”, ospitata all’Arquivo Aires Mateus, prende il vaso come archetipo originario per riflettere sul rapporto tra gesto manuale e progetto contemporaneo. Accanto a tessili, ceramiche e manifatture storiche reinterpretate attraverso nuovi linguaggi emergono infatti pratiche più sperimentali legate a stampa 3D, materiali rigenerativi e ricerca sulle superfici. Questa attenzione verso nuove pratiche progettuali emerge anche nel lavoro di una nuova generazione di designer e studi indipendenti, come il progetto tessile sviluppato da Constança Entrudo con l’architetto Duarte Caldas, dove superfici modulari e ricerca materica diventano strumenti per trasformare lo spazio. Allo stesso tempo la partnership con MUDE - Museu do Design rafforza il ruolo della manifestazione come piattaforma di sostegno alle nuove generazioni attraverso il programma Young Design Generation.

MADE IN SITU Coa Lamp © Nuno Sousa Dias - - Clémence NDL
Anche il formato della città contribuisce a definire l’identità della settimana. Molti dei progetti più interessanti avvengono infatti dentro appartamenti privati, atelier abitati e spazi ibridi, lontani dalla neutralità delle fiere. È il caso di Casa Aether by AB+AC Architects, delle installazioni domestiche curate da Bombony o delle presentazioni diffuse tra Graça, Anjos e Alfama, quartieri che negli ultimi anni stanno ridefinendo la geografia creativa della città. Tra gli highlight più attesi di questa edizione ci sono anche il progetto “The Living Room” firmato da Joana Astolfi per ARCOlisboa - una sorta di salotto-installazione concepito come spazio di incontro all’interno della fiera - la retrospettiva di Noé Duchaufour-Lawrance da Made in Situ, le nuove collaborazioni di Sam Baron e l’installazione di Luso Collective nella cappella della Basílica da Estrela, uno dei progetti che meglio raccontano la dimensione collettiva e collaborativa della manifestazione.

Luso Collective © irinaboersmamachado
Più che inseguire il modello delle grandi capitali del design, Lisbon Design Week continua a muoversi in una dimensione diversa: meno spettacolare, più relazionale; meno orientata alla monumentalità, più vicina ai processi, ai materiali e alle comunità creative che li rendono possibili. E forse è proprio questa sua scala ancora imperfetta, diffusa e in trasformazione a renderla una delle settimane del design più osservate del momento.
Tag: Design Week Design Product Design
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 26 maggio 2026





































