MAGAZINE

Tutto su 3daysofdesign Copenaghen 2026

Design — 03 giugno 2026

Dal 10 al 12 giugno 2026 Copenaghen vive il design con Make This Moment Matter: otto distretti in città tra grandi brand internazionali, collectible design, aziende storiche e studi indipendenti

Nel panorama sempre più affollato delle design week internazionali, 3daysofdesign continua a ritagliarsi uno spazio molto preciso. Più che sulla scala dell’evento, il festival danese sembra costruire la propria identità sulla qualità delle relazioni tra design, città e comunità. Ed è probabilmente questo il motivo per cui negli ultimi anni Copenaghen è diventata uno degli appuntamenti più osservati del calendario contemporaneo: non soltanto per la crescita dei brand coinvolti, ma per la capacità di trasformare l’intera città in un’esperienza diffusa, dove showroom, gallerie, studi, ristoranti e istituzioni culturali partecipano alla stessa narrazione.
L’edizione 2026 di 3daysofdesign, in programma dal 10 al 12 giugno, ruota attorno al tema Make This Moment Matter e si sviluppa attraverso otto Design Districts distribuiti in tutta Copenaghen. Un format che conferma l’approccio urbano del festival: più che concentrare tutto in un unico polo fieristico, 3daysofdesign usa infatti la geografia e l’identità della città come strumento curatoriale. Dai palazzi storici di Frederiksstaden alle trasformazioni post-industriali di Nordhavn, ogni quartiere restituisce un diverso frammento della cultura progettuale nordica contemporanea. “Il design prende davvero vita qui e ora”, racconta Signe Byrdal Terenziani, CEO & Managing Director di 3daysofdesign. “Con gli otto Design Districts di quest’anno invitiamo i visitatori a rallentare, vivere la città con intenzione ed esperire il design dove appartiene davvero: nei luoghi reali, tra le persone e dentro le comunità.” 
 

QUI GALLERY ARTICOLO


Il tema scelto per questa edizione riflette bene anche il momento che sta attraversando oggi il design contemporaneo. In un panorama sempre più segnato da sovrapproduzione, accelerazione e saturazione visiva, Make This Moment Matter propone infatti una riflessione sul valore dell’intenzione, della presenza e delle connessioni reali. Nella conversazione diffusa dal festival, Terenziani parla apertamente della necessità di passare da una logica del “more” a una del “meaningful”, sottolineando come designer e aziende siano sempre più chiamati a interrogarsi sul senso di ciò che producono, sui materiali utilizzati e sull’impatto culturale e ambientale del progetto. Anche quest’anno il programma mescola grandi marchi internazionali, collectible design, aziende storiche e studi indipendenti. Tra i protagonisti attesi ci sono brand come &Tradition, Gubi, Fritz Hansen, Carl Hansen & Søn, Fredericia, Muuto, Vipp, Hay, Audo Copenhagen, Louis Poulsen, USM, e Bang & Olufsen, accanto a una presenza internazionale sempre più ampia che include anche numerose aziende italiane come Agape, Alpi, Molteni&C, Cassina, Ethimo, DAVIDE GROPPI, Flos, Magis, Moroso, Potocco, Saba Italia, Tableau+Secolo. 

Ciò che rende oggi 3daysofdesign particolarmente interessante è soprattutto il modo in cui il festival continua ad allargarsi oltre il formato espositivo tradizionale. I confini tra showroom, installazione e spazio sociale diventano sempre più fluidi. Non si tratta più soltanto di vedere nuovi prodotti, ma di costruire esperienze, relazioni e momenti di incontro. In questa direzione va anche A Seat at the Table, nuovo programma diffuso di Long Table Dinners ospitati in diversi luoghi della città durante il festival. Più che semplici eventi collaterali, le cene immaginano momenti di incontro tra designer, aziende, chef, creativi e visitatori attorno a conversazioni e rituali conviviali. Un format che racconta bene la direzione che 3daysofdesign sta prendendo: il design non più soltanto come cultura dell’oggetto, ma come pratica sociale capace di creare relazioni e comunità temporanee. Lo stesso vale per Entering the Now, altra nuova iniziativa introdotta per l’edizione 2026, che amplia ulteriormente il festival oltre la dimensione puramente commerciale o fieristica per interrogarsi sul modo in cui viviamo e abitiamo il presente. Anche il linguaggio scelto da 3daysofdesign si allontana sempre di più dalla comunicazione esclusivamente product-driven per avvicinarsi a concetti come presenza, consapevolezza, cura e responsabilità. Più che rincorrere l’effetto spettacolare, Copenaghen sembra oggi lavorare sulla costruzione di un’atmosfera. Ed è forse proprio questa la sua forza: una design week capace di restare internazionale senza perdere il rapporto con la città, con i suoi ritmi e con la vita quotidiana.





Tag: Design 3daysofDesign Copenhagen Design Week Fuorisalone tips



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 03 giugno 2026