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Un tributo a Ettore Sottsass nel nuovo video di Marco Mengoni e Madame

“Mi fiderò” si ispira alle idee del celebre designer e architetto italianoe al concetto di arte come mezzo di evasione dalla realtà.

 

Il nuovo singolo di Marco Mengoni in collaborazione con la rapper Madame, intitolato "Mi Fiderò", ha riscosso parecchio successo negli ultimi due mesi, sia grazie alla performance dei due artisti sia per il significato profondo e la cura verso testo e videoclip. Quest'ultimo racconta la lotta contro le prigioni fisiche e psicologiche della vita quotidiana e vede la costruzione di nuovi spazi come unico mezzo di evasione.

Come sostengono in un’intervista Marco Mengoni e il regista Roberto Ortu, il messaggio era proprio quello di “inventare e costruire uno spazio (nella terra) dal niente e fuggire dalle strutture rigide e precostituite
Un’idea non nuova, in quanto il designer italiano, Ettore Sottsass, venuto a mancare nel 2007, ne aveva già fatto l’essenza di molte opere che tutt’ora rappresentano pilastri di design e arte.

“L’esigenza è stata proprio quella di recuperare il lavoro e il pensiero di artisti che già avevano affrontato il tema della necessità di ritrovarsi”, raccontano il cantante e il regista del video, che hanno realizzato nei minimi dettagli il videoclip per riaffiorare e rendere omaggio ai due grandi artisti.
Nel video infatti riemerge uno dei più noti concetti del designer, ovvere quello della “stanza nella stanza”, un meccanismo di scatole cinesi e spazi all’interno di un edificio.
La canzone stessa, in effetti, è costruita sulla base di “stanze sonore”, ognuna dall’atmosfera diversa dall’altra.
 



Il videoclip è ambientato principalmente nel quartiere “Nuovo Corviale” di Roma, dove il cemento è protagonista e dove l’attore Vincenzo Crea fugge dall’edificio e da quell’atmosfera pesante per raggiungere uno scenario desertico e vuoto, uno spazio in cui l’attore può ricominciare da zero e creare una nuova realtà, lontana da quella quotidiana.
“Qui deve confrontarsi con se stesso, ricostruire e delineare i suoi spazi dove non c’è niente. Come affermava Sottsass, ‘[…] Inventare uno spazio significa creare la materia […]’, perciò il protagonista, cerca strutture e soluzioni più plastiche per dar vita alla sua nuova casa. È sulla progettazione come atto di fiducia e di slancio del presente che si basa l’intero videoclip, la cui scena madre diventano le mani dell’attore sui materiali di lavoro”.



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 17 febbraio 2022

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