Dal 25 settembre al 4 ottobre la ventesima edizione porta 200 appuntamenti in oltre sessanta location
Mostre, installazioni, workshop e talk tornano ad animare Vienna dal 25 settembre al 4 ottobre, con designer internazionali, aziende e manifatture storiche viennesi. Il Festival Headquarters si sposta quest’anno a Hietzinger Kai 101, nell’edificio per uffici di nove piani progettato da Harry Glück. Qui trovano spazio anche alcune delle iniziative dedicate al ventennale: Archive of Chance raccoglie oggetti e ritrovamenti conservati negli anni dal direttore Gabriel Roland e dalla project manager Alexandra Brückner nei diversi headquarters del festival, mentre il 26 settembre The Stages of Design Grief, simposio moderato da Matylda Krzykowski, affronta il ruolo del design di fronte a crisi climatica, intelligenza artificiale e incertezza sociale.
Tra gli appuntamenti da non perdere torna Passionswege, il format più longevo della Vienna Design Week, che dal 2006 mette in relazione designer internazionali e botteghe artigiane viennesi. Quest’anno il designer lussemburghese Christophe de la Fontaine lavora con la storica gioielleria A.E.Köchert a UNIFORM, una collezione che parte da forme e meccanismi del mondo industriale per sviluppare una nuova interpretazione dell’alta gioielleria. L’artista Anna Paul entra invece nella corderia Haanl, attiva dal 1889, e con SEILE trasforma corde, reti e tecniche tradizionali in grandi oggetti scultorei. Per il ventesimo anniversario, Passionswege Perspectives torna su alcune delle collaborazioni nate negli anni: Wiener Silber Manufactur, Rudolf Scheer & Söhne, LOBMEYR, Wäscheflott e Mühlbauer aprono archivi e spazi presentandone una selezione.
Al Festival Headquarters torna anche FOKUS, quest’anno affidato alla curatrice svizzera Connie Hüsser. The Essence of Lightness riunisce 36 designer internazionali intorno al tema della leggerezza. Tra i nomi selezionati Geckeler Michels, Odd Matter, Tomas Kral, Jenna Kaës, Daniel Schofield, Ward Wijnant, Adrian Bursell, Akiko Mori, Leo Koda e Mara Tschudi con Sebastian Marbacher. La scenografia è firmata dalla costume e set designer Kathrin Kemp.
Il product design austriaco è protagonista di Design Everyday, alla decima edizione e curata dallo studio Vandasye, fondato da Georg Schnitzer e Peter Umgeher. La collettiva riunisce progetti di EOOS, Nina Mair, MARCH GUT, Studio Barbara Gollackner, Camille Dutoit, Christian Bezdeka, Patrick Rampelotto, Lucy.D, KISKA e Georg Bechter Architektur + Design, mettendo al centro gli oggetti d’uso quotidiano e il rapporto tra designer e produzione. Tra i progetti più riconoscibili c’è quello di IKEA, che parte dalla sua iconica borsa blu FRAKTA. L’open call FRAKTA – More Than a Bag, lanciata con Vienna Design Week, ha raccolto 113 proposte per ripensarne usi e funzioni. Il progetto vincitore è STAPLA di Lisa Stolz e Juan Vertiz (MOWO - Move With Wood), un sistema modulare che trasforma FRAKTA in elementi flessibili per contenere, arredare e organizzare lo spazio. Sarà presentato al Festival Headquarters insieme ai concept degli altri dieci finalisti.
Non manca l’architettura. Spatial Concepts from Frank to Loos mette a confronto gli spazi di Adolf Loos con quelli di Josef Frank, passando dalla Villa Beer; altri itinerari toccano la Werkbundsiedlung e la Rietveld-Haus e le architetture di Carl Auböck e Roland Rainer. Paese ospite del 2026 è il Lussemburgo. La mostra principale, Two-O-Eight - Designing Voices, curata da Anna Loporcaro in collaborazione con Design Luxembourg, prende il nome dalla storica lunghezza d'onda di Radio Luxembourg, 208 metri. Listening station e uno studio radiofonico con trasmissioni dal vivo presentano la scena del design lussemburghese.
Infine, il MAK - Museum of Applied Arts celebra i vent’anni della Vienna Design Week con una mostra dedicata ai poster che ne hanno costruito l’identità visiva dalle origini a oggi.





































