La prima retrospettiva europea di Es Devlin ripercorre trent’anni di progetti, dal teatro agli stadi e alle grandi installazioni
Il 2 ottobre apre al Design Museum di Londra Es Devlin: Other Worlds, la prima retrospettiva europea dedicata all’artista, scenografa e designer britannica classe 1971. Trent’anni di lavoro raccontati attraverso installazioni, film, disegni, fotografie, oggetti e oltre trenta modelli, insieme alla più ampia selezione del suo archivio mai presentata al pubblico. Un percorso che parte dal teatro, dove Devlin ha iniziato lavorando su piccola scala, e arriva agli stadi, ai musei e alle grandi installazioni pubbliche. Nel mezzo ci sono le scenografie per Beyoncé, U2 e Kanye West, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra del 2012, l’halftime show del Super Bowl del 2022 e i progetti realizzati per istituzioni come il V&A e la Tate Modern. Un lavoro difficile da ricondurre a una sola disciplina, che negli anni ha intrecciato scenografia, arte, scultura, musica, architettura e luce. È proprio questa dimensione trasversale che il Design Museum vuole mettere a fuoco con Other Worlds.

Model segments of ‘Mirror Maze’ by Es Devlin, featuring in Es Devlin - Other Worlds at the Design Museum. Photo Richard Round-Turner © the Design Museum
Il pubblico italiano la conosce bene. Durante la Milano Design Week 2025, Library of Light ha trasformato il Cortile d’Onore della Pinacoteca di Brera in una biblioteca circolare di 18 metri di diametro, con oltre 3.000 volumi disposti su scaffali luminosi, che ruotava lentamente su se stessa. E proprio in questi giorni Devlin è di nuovo in Italia, a Venezia, come direttrice artistica di Homo Faber 2026: An Island of Light, fino al 30 settembre alla Fondazione Giorgio Cini, riunisce oltre 500 artigiani da più di 70 Paesi in un percorso costruito intorno alla relazione tra luce, materia e lavoro manuale.

Ideas to Forms by Es Devlin, featuring in Es Devlin - Other Worlds at the Design Museum. Photo Richard Round-Turner © the Design Museum
A Londra sarà invece lei stessa ad aprire il proprio archivio. “I am moving my studio and practically my entire 30-year archive into the Design Museum for this show”, racconta. “It’s an immense privilege to have this opportunity to share my working process and practice with visitors and to create a new large-scale installation”. E il percorso comincia proprio dal luogo in cui quei progetti prendono forma: una ricostruzione del suo studio nel sud di Londra, con scaffali pieni di libri, oggetti e maquette e il tavolo di lavoro coperto di disegni, colori e strumenti. Un film in projection mapping, narrato dalla stessa Devlin, introduce poi ai progetti nati in quello spazio. Il cuore dell’archivio è 30-Year Desk, una nuova installazione di tavoli concentrici che raccoglie centinaia di disegni, fotografie, oggetti e documenti, molti dei quali mai mostrati prima. Accanto, più di trenta modelli permettono di ripercorrere progetti molto diversi tra loro: da The Lehman Trilogy a Forest of Us, dalle Olimpiadi di Londra al Super Bowl, fino alle grandi sculture cinetiche progettate per i tour musicali.
Torna anche Come Home Again, l’installazione presentata nel 2022 davanti alla Tate Modern e ora ripensata per il museo, mentre Archive Unboxed riunisce schizzi, dipinti, collage, diari e stampe che risalgono agli anni della scuola, dell'università e dell’art college. Materiali che permettono di seguire non solo i progetti finiti, ma soprattutto come l’artista arriva a costruirli.

Portrait of Es Devlin at the Design Museum, 2026_David Parry for the Design Museum
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 28 settembre 2026





































