Dal 9 all’11 ottobre l’ottava edizione torna a La Santissima e si estende nel quartiere di Chiaia, tra installazioni, nuovi format e collaborazioni internazionali
Dal Crochet Coral Reef di Margaret e Christine Wertheim, una barriera corallina realizzata all’uncinetto da migliaia di persone, alle opere in vetro di Massimo Lunardon; dalle luci di sei designer spagnoli negli ambienti di Palazzo Cellamare a un dialogo inedito tra Napoli e Cape Town. Dal 9 all’11 ottobre EDIT Napoli, la fiera dedicata al design editoriale e d’autore curata da Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi, torna per la sua ottava edizione e, accanto ai circa 80 espositori italiani e internazionali riuniti a La Santissima, costruisce un programma che si estende nel quartiere di Chiaia, entrando in palazzi storici, chiese e architetture normalmente non accessibili. Where Design Shapes è il tema scelto quest’anno: un invito a riportare l’attenzione non soltanto sull’oggetto finito, ma sui processi, i materiali, i gesti, le competenze e le relazioni attraverso cui il progetto prende forma.

EDIT Napoli 2025 - La Santissima © A. Mustilli
È soprattutto EDIT CULT, il programma diffuso di mostre, installazioni e progetti site specific, a tracciare questa nuova geografia. Dopo aver attraversato negli anni chiostri, castelli, certose e musei, nel 2026 il percorso scende verso Chiaia e il mare, mettendo il design contemporaneo in relazione con il patrimonio storico e architettonico della città. Al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes arriva Crochet Coral Reef, il progetto con cui Margaret e Christine Wertheim intrecciano arte, scienza e partecipazione collettiva. Sviluppata in collaborazione con il Museum Frieder Burda di Baden-Baden, l’opera ha coinvolto oltre 4.000 persone provenienti da diversi Paesi nella realizzazione di più di 40.000 forme di corallo all’uncinetto, confluite in sei grandi isole tessili, due delle quali saranno presentate a Napoli.

Chiaia, EDIT Napoli 2026 - © A. Mustilli
Nella Chiesa di San Rocco a Chiaia, Archetipi di Pace di Fabrizia Frezza e Felice Limosani porta materia, luce e parola sui cinque altari della chiesa. Le sculture di Frezza, realizzate insieme all’artigiano e artista Pericle Moretti in cotto, smalto e cocciopesto, danno forma a Presenza, Ascolto, Cura ed Equilibrio, che sull’altare maggiore diventano Pace; in dialogo, l’installazione video di Limosani fa emergere parole e relative etimologie attraverso luce e immagini. A Palazzo Ruffo della Scaletta, L’Equilibrista di Lombardini22, insieme a Mangini e B&B Italia, traduce invece il tema dell’equilibrio in un ambiente immersivo fatto di elementi sospesi e contrappesi, il cui assetto cambia anche al passaggio dei visitatori. Alla Fondazione Plart, Controtempo, mostra curata da Domitilla Dardi, raccoglie oltre cinquanta opere di Massimo Lunardon e ne attraversa il lavoro sul vetro attraverso tre sezioni: Interpretazioni, dedicata al rapporto con gli artisti; Q/A, al dialogo con i designer; Teatro Lunardon, alle figure del suo immaginario. In concomitanza con la mostra, Corraini pubblicherà una monografia dedicata alla sua opera. Common Ground di Margherita Rui riunisce invece NasonMoretti, Fornace Brioni, Fortuny, Imolarte e Amenta Incisioni intorno alla tavola come spazio d’incontro tra differenti tradizioni manifatturiere italiane. A Palazzo Cellamare, Lights on Spain mette infine in dialogo gli interni storici con le lampade di Tomás Alía, Álvaro Catalán de Ocón, Curro Claret, Mayice Studio, Lucas Muñoz Muñoz e Jorge Penadés, sei interpreti del design spagnolo contemporaneo.

EDIT Napoli 2025 - La Santissima / Foto a destra © Eller Studio; foto a sinistra © A. Mustilli
La dimensione internazionale passa anche da Cultural Currencies: Cape Town Furniture Week x EDIT Napoli, progetto nato dalla collaborazione con Cape Town Furniture Week e curato da Francesca Lanzavecchia. African Jacquard, Ananta Design Studio, James Mudge Furniture Studio x Mungo, Water Dixon e Wiid Design sono i cinque studi sudafricani scelti per costruire un confronto tra Cape Town e Napoli, due città accomunate dal rapporto con la geologia, il mare e da una cultura del progetto legata al territorio. Prosegue inoltre il dialogo con España Diseño Mediterráneo e l’Instituto Cervantes di Napoli, mentre grazie al contributo di ICE arriverà in città una delegazione di oltre 40 operatori provenienti da 12 Paesi. A La Santissima debutta intanto Camera con Vista, nuovo format espositivo che invita designer, studi e aziende a interpretare la camera come spazio abitabile di sperimentazione e messa in scena. Affacciate simbolicamente sul Vesuvio, le diverse stanze propongono visioni dell’abitare contemporaneo attraverso arredi, oggetti e materiali, facendo entrare il paesaggio nel progetto.

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes - Courtesy of Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
Tra le novità dell’edizione c’è infine un programma di workshop aperti al pubblico, che porta in primo piano tecniche, materiali e processi. Il collettivo francese Studio CoPain, con Brick after brick: bread after bread, invita a dare una seconda vita al pane raffermo trasformandolo in materiale con cui costruire una piccola casa; Alison Grace Martin, con Woven 3D Shapes - Original Digital Technology, parte invece dalla carta per esplorare geometrie iperboliche e forme tridimensionali ispirate a fiori e conchiglie. Due esperienze che riportano Where Design Shapes alla sua dimensione più concreta, mostrando il design non soltanto attraverso ciò che produce, ma attraverso il modo in cui prende forma.

Camera con Vista - La Santissima © A. Mustilli 20
Tag: Design News EDIT Napoli
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 01 ottobre 2026





































