Il 3 e 4 ottobre Morel Milano ospita la prima edizione del COMBO Festival, tra giochi, design, mostre, talk e nuove forme di socialità
Il 3 e 4 ottobre Morel Milano ospita la prima edizione del COMBO Festival, dedicato alla cultura del gioco da tavolo e di ruolo. 150 tavoli per giocare, mostre, talk, oltre 300 giochi da provare, tra cui 40 anteprime assolute, e un premio dedicato al design raccontano un settore che intreccia progetto, immaginazione e nuove forme di socialità.
COMBO Festival nasce per divertire, giocare e socializzare, ma anche per offrire nuovi spunti di riflessione: cosa succede quando smettiamo di considerare il gioco da tavolo soltanto come un passatempo e iniziamo a guardarlo come un oggetto progettato? Pochi oggetti riescono infatti a mettere insieme tante discipline progettuali e, allo stesso tempo, chiedono a chi li utilizza di diventare parte attiva del progetto.
Una complessità che emerge nei diversi format presenti al festival, come la Game Design Lab by IED, mostra dedicata ai progetti sviluppati dagli studenti delle aree Design e Visual Arts dell'Istituto Europeo di Design. I prototipi lavorano su multisensorialità, interazione, accessibilità e progettazione inclusiva, sperimentando forme, materiali, tatto e narrazione.
Il tavolo da gioco diventa così un piccolo laboratorio in cui verificare una delle condizioni fondamentali del design: un progetto esiste davvero quando qualcuno lo usa. Il programma espositivo comprende anche Un gioco da ragazze, installazione dedicata a quattordici game designer che hanno contribuito a cambiare la storia del gioco contemporaneo.

La mappa di COMBO Festival
COMBO Festival dedica inoltre una parte importante del programma a ciò che normalmente rimane invisibile: il percorso che precede l'arrivo di un gioco sugli scaffali.
L'Italian Game Jam, in un'edizione speciale dedicata a Pinocchio, invita autori emergenti e professionisti a reinterpretare attraverso un nuovo gioco una delle figure più conosciute dell'immaginario italiano. Con Proto-soccorso, invece, chi sta lavorando a un proprio prototipo può confrontarsi direttamente con autori esperti per analizzarne problemi, potenzialità e possibili sviluppi. Due format diversi che raccontano la stessa cosa: dietro un gioco finito esiste un lungo processo fatto di tentativi, errori, test, modifiche e continue negoziazioni tra l'idea iniziale e l'esperienza reale. È, ancora una volta, cultura del progetto.
La scelta di Milano non appare casuale. È una città che ha costruito una parte importante della propria identità internazionale attorno al design, ma soprattutto attorno alla capacità di estenderne progressivamente i confini: dal mobile alla moda, dalla comunicazione ai servizi, dal digitale al food, fino alle nuove forme di progettazione dell'esperienza. Il gioco può rappresentare un ulteriore territorio di questa ricerca.
C'è poi un'altra caratteristica che rende il gioco particolarmente interessante oggi, richiede presenza. In un tempo dominato da esperienze individuali sempre più mediate dagli schermi, sedersi attorno a un tavolo significa condividere uno spazio, accettare un sistema comune di regole, osservare gli altri, negoziare e prendere decisioni insieme. COMBO Festival parte proprio da qui. Non una fiera costruita soltanto intorno al prodotto, ma un festival nel quale il gioco diventa un'occasione per creare relazioni.
Il programma attraversa quindi registri diversi. Ci sono le novità editoriali che anticipano Spiel Essen, la grande ludoteca curata da La Tana dei Goblin e la possibilità di provare centinaia di titoli. Ci sono dodici talk realizzati in collaborazione con IED, la libreria tematica COMBooks, una escape room e la sfida che proverà a stabilire il record mondiale per la più grande partita di Wings of Glory, insieme al suo autore Andrea Angiolino.
E poi, il sabato sera, il festival cambia ritmo: dalle 19 alle 23 il COMBO Festival Cocktail Party porta tra i padiglioni musica, food & drink, tavoli aperti e cinque tornei pensati per giocatori esperti e principianti.
Un programma ampio, ma costruito intorno a un gesto elementare: sedersi insieme davanti a qualcosa che qualcuno ha progettato perché possa accadere qualcosa tra le persone.
È forse questa la ragione per cui il gioco da tavolo continua a essere contemporaneo. Ed è anche la ragione per cui, in una città come Milano, vale la pena cominciare a parlarne con la stessa attenzione con cui parliamo di design.
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 14 settembre 2026





































