MAGAZINE

The 90s are back

Lifestyle — 05 ottobre 2026
Juergen Teller, Young Pink Kate London 1998 (c) Juergen Teller, All Rights Reserved

Tate Britain unisce arte, moda, fotografia e club culture per rileggere il decennio che ha cambiato la cultura visiva contemporanea

Prima dei social, le immagini passavano dalle riviste, dalle passerelle e dai club. Negli anni Novanta moda, arte, fotografia e musica iniziano a muoversi nello stesso territorio: magazine come i-D e Dazed & Confused danno spazio a una nuova generazione, il grunge porta nell’immagine di moda imperfezione e realismo, rave e club culture diventano luoghi di sperimentazione, mentre gli Young British Artists irrompono sulla scena. È da questo intreccio che parte The 90s: Art and Fashion, la mostra che Tate Britain presenta a Londra dall’8 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027. Oltre 100 tra fotografie, dipinti, sculture e abiti e quasi 70 artisti, fotografi e designer ricostruiscono una stagione di straordinaria energia creativa. A curarla è Edward Enninful, che quegli anni li ha vissuti in prima persona: a soli 18 anni diventò fashion editor di i-D, magazine nato nel mondo dello street style e diventato una delle pubblicazioni più influenti nella moda. 

image-1791191833
Eddie Otchere Metalheadz Sunday Sessions in the Blue Note, Hoxton Square 1995-1996 (c) Eddie Otchere

Il percorso comincia dalla cultura DIY e dall’estetica anti-fashion dei primi anni del decennio. Le fotografie di Corinne Day, Nigel Shafran e Juergen Teller sostituiscono alla perfezione patinata immagini più crude e immediate. È il contesto in cui Kate Moss, fotografata con lo slip dress trasparente di Liza Bruce, attira l’attenzione dei tabloid, mentre artisti come Barbara Walker, Jenny Saville e Gillian Wearing scelgono persone reali come muse e Tracey Emin, Sam Taylor-Johnson e Sarah Lucas affrontano identità, classe e autodeterminazione. Per raccontare gli anni Novanta bisogna però uscire anche dalle gallerie. Una parte importante della mostra entra nei club, nei rave e nelle sottoculture musicali: dall’Haçienda di Manchester al Bagley’s di Londra, dalla nascita dell’acid house alle scene jungle, hip-hop e drum and bass. Fotografie e filmati documentano una controcultura alimentata da flyer e telefoni pubblici, mentre Fiorucci Made Me Hardcore, film di Mark Leckey del 1999, racconta la cultura dei club attraverso immagini d’archivio.

tate-britain
A sinistra: Fiorucci Made Me Hardcore di Mark Leckey / A destra: Nick Knight, David Toole 1998, printed 2016. Image courtesy of Nick Knight SHOW Studio

La mostra mette però in discussione anche il racconto ottimista della Cool Britannia, dando spazio a chi ne rimase in gran parte escluso: da Steve McQueen e Chris Ofili ai designer Ozwald Boateng e Joe Casely-Hayford. E poi c’è il rapporto tra arte e moda. Alexander McQueen porta in passerella presentazioni provocatorie e teatrali, mentre Hussein Chalayan lavora a partire dagli oggetti della vita quotidiana: in mostra c’è anche la sua celebre table skirt, accanto alle Super Elevated Ghillie di Vivienne Westwood del 1993. Sul fronte dell’arte compaiono, tra gli altri, Damien Hirst, Rachel Whiteread, Helen Chadwick e Jake e Dinos Chapman. 

tate-britain
Corinne Day England's Dreaming, The Face, August 1993 1993 (c) Corinne Day Estate.





Tag: Fotografia Arte Mostre News



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 05 ottobre 2026

Vedi anche...