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5 nuovi materiali per un design più sostenibile

Cinque esempi di soluzioni innovative che potrebbero rivoluzionare il mondo del design, della moda e della produzione industriale mondiale.

 

Di crisi climatica si è parlato e si continua a parlare sempre più. Questo grave fenomeno di portata mondiale ha portato conseguenze sempre più allarmanti e devastanti, dal surriscaldamento ambientale all’estinzione di numerose specie animali, passando per l’inquinamento da plastiche e atmosferico.

In questo scenario molte aziende e start-up si stanno attivando per trovare proposte e soluzioni alternative, meno impattanti e in grado di favorire il risparmio energetico. Qui di seguito trovate cinque esempi di materiali sostenibili, che potrebbero rivoluzionare il mondo del design, della moda e della produzione industriale mondiale.


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Cheer Project: From Earth, To Earth  | 2019 

Cheer Project nasce dall'idea di riciclare gli aghi di pino, che cadono in abbondanza ogni anno, per sviluppare un materiale biologico, riciclabile e compostabile al 100%.

Himachal Pradesh è uno stato dell'India che si trova ai piedi dell'Himalaya, noto per le sue pittoresche valli e per le sue motagne innevate. Il suo fascino deriva dalla foresta di pini che si estende per 50 chilometri. A causa del cambiamento climatico e ambientale i pini perdono sempre più aghi, causando complicazioni sul manto stradale.

Cheer Project propone così una soluzione utile al pianeta ma anche al sostentamento delle comunità indigene. Queste ultime infatti aiuterebbero a procurare la materia prima che poi, attraverso dei macchinari. viene trasformata in "fibra di pino". La composizione che si ricava è al 100% a base biologica, compostabile, riciclabile, ignifuga, idrorepellente e non causa inquinamento o rifiuti nel processo. Questo materiale bio-composito può essere usato dagli artigiani locali per fabbricare prodotti sostenibili e il reddito generato attraverso la loro vendita sostiene ulteriormente l'economia rurale.

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Hugo Maupetit e Vivian Fischer - Gum Wheel

Hugo Maupetit e Vivian Fischer, due studenti francesi, hanno sviluppato un metodo per raccogliere le gomme da masticare scartate e trasformarle in colorate ruote da skateboard di plastica riciclata. 

I designer hanno installato a Nantes diversi pannelli stradali dove i passanti possono attaccare le gomme da masticare usate, al posto di buttarle a terra. Settimanalmente, viene raccolta la materia prima e convogliata alla fase di elaborazione: le gomme vengono macinate insieme allo stesso pannello su cui sono state attaccate, che fornisce il PMMA per stabilizzare il composto finale.

I due creatori hanno constatato che solo il 10% delle gomme da masticare viene smaltito correttamente, il restante 90% inquina il pianeta ed è anche un enorme costo per le amministrazioni, in termini di smaltimento e pulizia. Il progetto per il momento è stato realizzato su piccola scala, la speranza è che nel futuro diventi utile per la produzione di molti altri oggetti.

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Totomoxtle di Fernando Laposse

Totomoxtle è un nuovo materiale di rivestimento, ricavato dalle bucce di mais, che si concentra non solo sull'estetica ma anche sulla rigenerazione delle pratiche agricole tradizionali del Messico.

Dal 2016 Tototmoxtle e Fernando Laposse operano in collaborazione con la comunità di Tonahuixtla, un piccolo villaggio di agricoltori e pastori Mixtec nello stato di Puebla. Con il supporto di CIMMYT, la più grande banca di semi di mais del mondo, stanno lentamente cercando di reintrodurre i semi di mais tipici del luogo, che da anni ormai sono quasi scomparsi.

Le bucce che vengono ricavate dal raccolto vengono poi trasformate dalle donne locali in un materiale di rivestimento. Con questo progetto, Fernando e la comunità di Tonahuixtla vogliono sottolineare l'importanza di preservare i semi di mais ancestrali, non solo per le loro proprietà nutrizionali, ma perché potrebbero contenere le soluzioni per le sfide climatiche che ci attendono. Molte di queste varietà, infatti, sono state coltivate per secoli in condizioni incredibilmente calde e secche.

Il progetto vuole inoltre enfatizzare il potere del design di trasformare, riparare e promuovere la partecipazione e l'unione sociale.

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Orange Fiber

Orange Fiber è l'azienda italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dagli scarti degli agrumi.
Fondata a Catania nel 2014, crea tessuti di alta qualità per il settore moda. Lo smaltimento degli scarti degli agrumi, che l'industria produce in grandissime quantità annualmente, ha costi molto elevati sia per l'industria che per l'ambiente. Così Orange Fiber da questi scarti ha ricavato un filato per chi sceglie di fare moda in maniera consapevole.

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Mylo la pelle ricavata dai funghi

Mylo è un materiale sostituivo della pelle fatto di micelio, il complesso corpo vegetativo dei funghi, formato da numerosi filamenti intrecciati sotterranei. Morbido, flessibile e meno dannoso per l'ambiente, potrà davvero essere la svolta per non utilizzare più pelli animali? Hermès, Adidas, Lululemon e Stella McCartney hanno già sperimentato questo nuovo materiale per le loro collezioni, con grandissimo successo.





Tag: Sostenibilità Design



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 13 dicembre 2021

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