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A Roma una mostra dedicata all’inflatable art


Si intitola “Let’s Fly” e segna l’apertura del Balloon Museum ospitato nel Practibus District: uno spazio che unisce intrattenimento e responsabilità sociale.

 

Sono interamente biodegradabili e prodotti con lattice di gomma naturale i palloncini che punteggiano il Balloon Museum, ovvero il primo museo interamente dedicato alla balloon e all’inflatable art che ha aperto lo scorso 7 dicembre Roma negli spazi del Pratibus District, al 52 di viale Angelico.

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Let’s Fly è il titolo del percorso espositivo, prodotto da Lux Eventi, che segna l’inaugurazione del Balloon Museum attraverso opere di artisti che negli anni si sono cimentati nella realizzazione di sculture create dall’assemblaggio e modellazione di palloncini di forme e misure differenti. Opere dal forte messaggio sociale, veicolato in chiave pop, in mostra fino al prossimo 5 marzo.

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“La mostra si afferma come evento responsabile veicolando valori universalmente condivisi, quali: pace, uguaglianza, libertà e riconciliazione con la natura. fanno sapere gli organizzatori. “Responsabilità che si impegna a rispettare gestendo in modo sostenibile attività e componenti proprie della mostra, attraverso iniziative che rispettino l’ambiente secondo i tre principi promossi dall’Unione Europea di “Ridurre, Riusare, Riciclare”.”

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Tra i protagonisti del Balloon Museum troviamo Cyril Lancelin, artista francese tra i più quotati esponenti della inflatable art internazionale: qui presenta due opere site specific tra cui per la prima volta in Italia il suo Knot di grande scala; i catalani Penique Production creano un enorme gonfiabile visitabile al suo interno in dialogo con lo spazio industriale della rimessa di viale Angelico; da New York Pneuhaus & Bike Powered Events, con la prima in Europa di Canopy, una interactive inflatable installation che sensibilizza il pubblico sul tema della produzione consapevole di energia, attraverso un sistema dinamo che consente all’installazione di vivere in maniera partecipata; Motorefisico con l’opera Never ending story dà vita a una infinity room unica nel suo genere; i Signal Creative propongono Living Forest, un’installazione interattiva dall’alto valore etico per riflettere sulla tematica della necessaria transizione green delle città. Infine gli artisti di Quiet Ensemble presentano Hypercosmo, il loro primo lavoro della serie Hyper, che vuole essere la rappresentazione di un nuovo macrocosmo, rivisitazione di un ambiente naturale dove la parte superiore e inferiore sono in diretta comunicazione e coinvolgono tutto ciò che si trova al centro: l’essere umano.

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Tag: Roma Mostre



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 14 gennaio 2022

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