Tra design, tavola e décor, la nuova arte di ricevere passa da oggetti che hanno già vissuto
La tavola delle feste parla di materiali tattili, mix audaci e pezzi second-hand che portano con sé storie, usi, memoria. È un approccio più personale e più consapevole, che sposta l’attenzione dall’idea di apparire a quella di costruire un’esperienza. Secondo un’analisi di Catawiki cresce in tutta Europa l’interesse per un modo di ricevere più curato e individuale: a settembre 2025 le ricerche di bicchieri sono salite dell’87%, quelle dei candelabri del 47%, del 21% il tableware e del 15% il vino. Dati che confermano un desiderio diffuso di rimettere in circolo bellezza, qualità e carattere, soprattutto nella stagione delle feste. Chi è alle prese con cene o pranzi natalizi, sappia che parte tutto da una “formula” perfetta: la regola del 30/30/30, ovvero 30% basici senza tempo come piatti bianchi e bicchieri classici, 30% second-hand iconici come candelabri mid-century o bicchieri vintage, 30% dettagli che rispecchiano chi ospita con dettagli che vanno dai profumi alla musica ai piccoli oggetti.
Per la moda, Fleur Feijen invita a costruire il tono della serata attraverso accessori carichi di storia, come spille vintage, foulard di seta o gioielli ereditati, che illuminano senza sacrificare il comfort. Florentin Brunz Gaborieau, esperto di home décor, punta invece su atmosfera e leggerezza: musica discreta, profumi delicati, luci stratificate e piccoli oggetti second-hand come i poggiaposate vintage, ideali per dare carattere senza ingombrare, mentre l’abbinamento tra piatti neutri e bicchieri decorativi crea un equilibrio immediato. Per la tavola, Robin Goyeux ricorda che non serve esagerare: un runner pulito, fiori freschi e la luce morbida di un candelabro bastano, ma il vero tocco speciale nasce da dettagli inaspettati come salierine d’epoca o segnaposto incisi. Meglio evitare l’effetto da catalogo e osare con mix e contrasti. In ambito design, Alexander Fahl parla di massimalismo creativo, invitando a non nascondere ciò che è spaiato ma a trasformarlo in forza espressiva: sedute comode, appoggi funzionali e oggetti second-hand come Murano colorati, vasi vintage o candelabri mid-century diventano protagonisti. E per un regalo d’effetto consiglia i classici Alessi, capaci di unire praticità ed eleganza. Patricia Verschelling, esperta di vini, suggerisce invece di costruire un percorso sensoriale che accompagni gli ospiti: si parte da qualcosa di fresco, si prosegue con bianchi secchi o rossi leggeri e si chiude con vini strutturati o distillati morbidi, ricordando che anche la presentazione contribuisce all’esperienza, dai calici sottili alle caraffe a centro tavola.
Dalla cena più formale al brunch improvvisato, ciò che emerge è un nuovo modo di vivere le feste: accogliere con autenticità, mescolando epoche, materiali, ricordi e dettagli personali. Il second-hand non è un vezzo nostalgico, ma una scelta estetica e culturale che valorizza le storie degli oggetti e di chi li utilizza. In un anno che celebra la creatività e la circolarità, ricevere con stile significa riportare in scena ciò che ha già vissuto e dargli nuova vita.



