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Al via la terza edizione di Sentieri d’arte sulle Dolomiti Ampezzane

Dopo il successo delle prime due edizioni, la rassegna andrà in scena dal 23 luglio al 3 novembre con la mostra I giardini di Artemide che include gli interventi di Margherita Morgantin e Italo Zuffi.

 

Dopo due prime edizioni di successo nel 2020 e nel 2021, torna anche quest’anno la rassegna estiva Sentieri d’arte, a cura di Fulvio Chimento e Carlotta Minarelli e con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. Nello straordinario scenario dolomitico, dal 23 luglio al 3 novembre andrà in scena la mostra I giardini di Artemide con gli interventi di Margherita Morgantin e Italo Zuffi.

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Il paesaggio dolomitico visto da Baita Lerosa (Cortina) © Matteo Schiavoni

La mostra inaugurale di sabato 23 luglio è allestita nel primo tratto del sentiero di Pian de ra Spines, collocato nei pressi di Fiames, caratterizzato dalla presenza di boschi e dalle sinuosità del letto del fiume Boite, mentre nella seconda parte del sentiero è possibile ammirare le opere permanenti realizzate per l’edizione 2021 di Sentieri d’arte da Benni Bosetto, Cuoghi Corsello, Dado e Maurizio Mercuri. Organizzata da Associazione Controcorrente, Regole d’Ampezzo e Liceo Artistico di Cortina, l’esposizione mette in scena le opere di Margherita Morgantin e Italo Zuffi che si aggiungono a quelle realizzate in primavera da T-yong Chung, in occasione di un workshop presso il Liceo Artistico di Cortina. 

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Italo Zuffi, Una specie di illusione, 2022 © Matteo Schiavoni

Il titolo della mostra rimanda a una guida letteraria per escursionisti scritta dal poeta e scalatore Giovanni Cenacchi, che ha saputo descrivere le peculiarità di questo territorio in modo penetrante e raffinato. I Giardini di Artemide vuole stimolare un esercizio percettivo del rapporto tra uomo e natura ispirato al sentire del mondo greco, consacrando proprio ad Artemide una porzione del territorio dolomitico e marcando questa presenza attraverso gli interventi degli artisti coinvolti. Il sentiero di Pian de ra Spines, interpretato quindi dal punto di vista artistico, si trasforma idealmente nel Regno di Artemide.

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T-yong Chung, Traccia (Cortina d'Ampezzo), 2022 © Matteo Schiavoni

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T-yong Chung (Cortina d'Ampezzo), 2022

L’allestimento delle opere di Margherita Morgantin, Italo Zuffi e T-yong Chung determina una modificazione, seppur lieve, all’interno dell’ambiente naturale, che trasforma una parte del sentiero in un “giardino” ideale: le opere possono essere lette nella propria valenza estetica e funzionale, oppure acquisire valore di “offerte” disinteressate alla natura, ma anche manifestarsi quali tangibili presenze del passaggio di Artemide. La protettrice degli animali selvatici e della caccia attrae il visitatore nel proprio “giardino dolomitico” in Pian de ra Spines, spingendolo a “perdersi” e a inebriarsi del paesaggio in modo che possa percepire quella forza vitale, eterna, che i Greci proiettavano nell’ambiente, ai loro occhi realmente popolato da entità spirituali.

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Margherita Morgantin, Arawa Aramis Anaramis Akawa, 2022 © Matteo Schiavoni

Le opere che compongono la mostra I giardini di Artemide sono fruibili con modalità libera lungo il sentiero di Pian de ra Spines ed esposte in modo permanente. Quest’anno Sentieri d’arte espande il suo raggio d’azione dal Veneto alla Lombardia con una seconda esposizione, Polline, in Valle Intelvi sulle Prealpi lombarde, vedrà gli interventi site- specific di Simone Berti, Caretto/Spagna, Jonathan Vivacqua (settembre-novembre 2022)
Le due mostre nascono in differenti ambiti geografici, storici e naturalistici, ma sono accomunate dall’intento di realizzare percorsi artistici organici integrati al paesaggio e in grado di dialogare con le precise istanze culturali legate al territorio.



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 22 luglio 2022

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