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A Milano, il nuovo ristorante Andrea Aprea tra design e gastronomia 


Ha aperto nel cuore di Porta Venezia, nella cornice dello storico palazzo della Fondazione Luigi Rovati, su progetto dello studio Flaviano Capriotti Architetti.

 

Una nuova meta per gli amanti della buona cucina ha inaugurato a Milano nel cuore del quartiere Porta Venezia. Stiamo parlando del ristorante Andrea Aprea al 52 di Corso Venezia, situato all’interno della sede della Fondazione Luigi Rovati e del suo Museo d’Arte.

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Ristorante Andrea Aprea - Foto di Giovanni De Sandre

Il ristorante nasce su progetto dello studio Flaviano Capriotti Architetti che ha curato anche il Caffè Bistrot che affacciato nella corte verde. Si sviluppa su 400 metri quadrati, suddivisi in 210 metri quadrati di sala, private dining, cantina, hall d’ingresso e 190 metri quadrati di cucina. Per un totale di 36 coperti, con otto tavoli disposti nella sala centrale, dove lo sguardo degli ospiti incontra la cucina a vista.

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Ristorante Andrea Aprea - Foto di Leo Torri

Gli ambienti, di grande impatto scenografico, sono contraddistinti da una vetrata panoramica che apre lo sguardo sul parco di Porta Venezia e sullo skyline della città. All’interno i materiali nobili dialogano con le opere d’arte, tra cui spicca l’opera site specific realizzata da Andrea Sala, “Il vestito di un riflesso”, per il timpano del Palazzo.

La grande sala centrale del ristorante è caratterizzata da pareti rivestite di conci di bucchero - la caratteristica ceramica nera con cui gli etruschi realizzavano i loro vasi - realizzati su disegno, che Capriotti ha voluto per creare una linea di continuità con il Museo d’Arte che ospita una importante collezione di reperti etruschi. I profili sono stati realizzati a mano da un artigiano del Viterbese ai confini tra Lazio, Toscana e Umbria che opera in una piccola fornace dove cuoce la terracotta secondo le antiche tecniche, in assenza di ossigeno, da cui risulta il caratteristico colore nero cangiante di memoria etrusca.

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Ristorante Andrea Aprea - Foto di Leo Torri

Un lampadario circolare in vetro di Murano e foglia d’oro - realizzato su disegno di Capriotti da Barovier&Toso con l'antica lavorazione “rugiada” - scandisce la centralità della sala e dialoga con le prospettive inclinate delle pareti e del soffitto che rendono l’intero spazio una sorta di proscenio per osservare l’alta cucina all’opera.

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Il Caffè Bistro - Foto di Leo Torri

Al pian terreno si trova invece il Caffè Bistro: uno spazio di 135 metri quadrati che evoca la tradizione delle caffetterie della Milano cosmopolita e borghese del primo Novecento.

“Il progetto è il punto di incontro tra la filosofia gastronomica di Andrea Aprea e la mia visione del progetto– in una perfetta sintesi tra due modi di intendere il tema dell’esperienza sensoriale: tra alta gastronomia e percezione dello spazio, coinvolgendo vista, tatto ed udito”, racconta Flaviano Capriotti. “Grande importanza è stata data al comfort acustico e luminoso. Proprio il tema del comfort è una delle chiavi di lettura, dove l'ospite si abbandona ad una serie di sensazioni prodotte dal cibo e dall'ambiente. Innovazione, modernità, ricordo, attenzione alla memoria e alla tradizione sono gli ingredienti con cui abbiamo progettato gli spazi.”





Tag: Ristoranti Milano



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 25 luglio 2022

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