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Horto, un nuovo ristorante (sostenibile) con vista sulla città di Milano

A due passi dal Duomo, lontani dal caos della metropoli per riscoprire il contatto con la natura. La cucina è affidata allo chef tre stelle Norbert Niederkofler.

 

Vista mozzafiato, interni e arredi curati nei minimi da GLA (Genius Loci Architettura), cucina che celebra la filiera corta. Insomma, una piccola oasi di pace nel cuore di Milano. Siamo sulla terrazza dell’edificio The Medelan, via San Protraso al numero 5, in origine Palazzo Broggi progettato da Giovanni Muzio alla fine del 1800, che per anni ha ospitato il quartier generale del Credito Italiano.

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Foto di Mattia Parodi

Horto, questo il nome del nuovo progetto gastronomico voluto da Osvaldo Bosetti e Diego Panizza, è un invito a riscoprire il contatto con la natura, elevandosi dal caos della metropoli. La filosofia è presto detta: sperimentazione e sostenibilità, ispirata da una nuova filosofia che valorizza il locale, ma anche innovazione ed equilibrio etico. “Il mondo continua a dirci che dobbiamo cambiare il modo in cui approcciamo la quotidianità e il rapporto con il tempo. Il progetto di Horto è volto al desiderio di proporre un nuovo modello, partendo da questa consapevolezza, dalla cucina e dal rapporto con il locale, grande ricchezza molto spesso dimenticata”, dichiarano i due co-fondatori Bosetti e Panizza, che hanno hanno formulato il concetto di ora etica: una filosofia che valorizza il territorio con una filiera corta e un modello che propone una nuova sinergia tra cucina e territorio.

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Foto di Mattia Parodi

Per la cucina si sono affidati allo chef tre Stelle Michelin e Stella Verde per la Sostenibilità Norbert Niederkofler, mentre la gestione quotidiana del ristorante all'Executive Chef e Responsabile Sviluppo Menù Alberto Toè. “Il mio approccio sostenibile nasce con un obiettivo preciso: trovare un equilibrio con tutto quello che ci circonda,” spiega Niederkofler. “Sono entusiasta di essere parte di questo progetto innovativo, catalizzatore di comportamenti rispettosi, in cui ogni scelta è guidata da una visione etica condivisa. Essere riusciti a trovare una sua applicazione nel cuore di Milano, puntando su prodotti locali e una filiera corta, è motivo di orgoglio”.

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Horto lavora solo con i territori di prossimità, coinvolgendo partner con grande esperienza nella gestione delle materie prime: alcune qualità di carne e latticini derivano Cirenaica a Robecchetto, gli ortaggi dalla Cascina Fascina ad Abbiategrasso e da Iside a Sulzano, il pesce di lago dalla Pescheria Montisola, il latte da Baronchelli a Lodi, il riso da Cavalieri d'Italia a Giussano, mentre il pane da Tondo a Milano.

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Foto di Mattia Parodi

Lo studio GLA (Genius Loci Architettura) ha seguito il progetto in toto, dall’interior design alla ristrutturazione dell’intero complesso. Il risultato è un ambiente etereo, organico e avvolgente, dove la scelta dei materiali è guidata dalla logica del “zero waste”. Le pareti sono rivestite con intonaco di riso che si ottiene riutilizzando gli scarti derivati dalla lavorazione agricola e industriale del riso, mentre ogni elemento del parquet è realizzato con legno di recupero, proveniente da vecchie acetaie. Il coordinamento dell’ambiente è stato curato dalla preside del dipartimento della Scuola del Design del Politecnico di Milano, Luisa Collina, che spiega: “Ed  è proprio dal dialogo tra città e territorio, dalla ricerca di equilibrio tra otium e negotium, tra tradizione e sperimentazione, che prende forma Horto”, dichiara Collina, un luogo in cui la cultura del cibo, l’ambiente, il servizio e  l’identità visiva si offrono al visitatore in modo integrato, esprimendosi con lo stesso tono di voce. Uno dei principi-guida  per la creazione di Horto è l'idea di raffinatezza che risuona con essenza piuttosto che con apparenza, con una  particolare attenzione per la qualità dei materiali e dei dettagli.

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Foto di Francesca Moscheni

Raffaella Colombo, architetto e docente, ha curato l’ambiente terrazza, che si presenta con un progetto immersivo e sperimentale che celebra la storia del giardino medievale italiano: “I colori, le masse vegetazionali, le armonie e i disequilibri botanici, muteranno, spontaneamente e stagionalmente, includendo periodi di stasi, essenze morte e manti misti, in divenire e calpestabili, su cui cenare. Sulla terrazza di Horto ci si immergerà in ciò che è delicato, per rivelare sensibilità più intime e segrete del paesaggio ricreato e gioire dell’eccellenza culinaria in modo più rilassato”.





Tag: Ristoranti Milano



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 14 settembre 2022

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