Un viaggio nelle mete estive più amate da una serie di creativi, tra ricordi personali, angoli segreti e indirizzi da scoprire
L’estate è appena iniziata portando con sé il desiderio di rallentare, partire, ritrovare spazi che - anche se lontani - sanno farci sentire a casa. Ci sono luoghi che in qualche modo ci appartengono: scorci che sanno di infanzia, di libertà, di promesse leggere. Luoghi del cuore e della memoria, in cui tornare ogni volta è come un piccolo rito che ci fa stare bene.
Abbiamo chiesto a una serie di creativi - designer, curatrici, architetti, collezionisti - di condividere le loro mete del cuore: destinazioni personali, ricche di ricordi, abitudini, ispirazioni. È nato così un racconto fatto di cartoline sincere accompagnate da consigli e suggerimenti un po’ segreti, da leggere con curiosità e salvare: magari, potranno ispirarvi e farvi conoscere e assaporare nuove mete.
Diamo la parola a Isabelle Valembras.
Due parole su di te: chi sei e di cosa ti occupi?
Sono storica dell’arte (Ecole du Louvre e Università Sorbona). Da 25 anni lavoro nel mondo dell’arte e del design vicino a chi crea, sviluppa e vende. Le mie consulenze riguardano sia l’aspetto operativo che quello strategico. Mi piace scovare nuovi creativi e nuove gallerie e luoghi d’arte. E adoro scrivere riguardo le mie scoperte (scrivo per la City Guide Louis Vuitton).
Qual è il tuo posto estivo del cuore? Ci racconti cosa rende questo luogo così speciale per te?
Sono Veneziana nel cuore da sempre. Essere circondata da acqua e bellezza dall’alba al tramonto mi rende la vita leggera. Adoro il ritmo della vita quotidiana, andare in barca in laguna e ritrovare amici arrivati da tutto il mondo.
Indirizzi da scoprire?
Mi piace la Barbati Gallery di Michele Barbati: un Veneziano della Giudecca tornato da Los Angeles per aprire una galleria in Campo Santo Stefano. Propone artisti del genius loci e della California, un'equazione originale. Amico di Tommaso Calabro (la cui galleria ha sede in Campo S. Polo) focalizzato, invece, ad artisti del XX secolo.
Numerose sono anche le fondazioni che hanno aperto in città. A me interessa la Fondazione dell’Albero d’Oro in palazzo Vendramin Grimani, che realizza un lavoro di ricerca per ricostruire la storia del palazzo attraverso la vita dei suoi abitanti. Non mi perdo mai le mostre della Fondation Wilmotte dove l’anno della Biennale Architettura si tiene la mostra dedicata al vincitore del Premio W. Mi interessa anche Panorama aperto da un gruppo di professionisti veneziani ambiziosi e colti.
B-R-U-N-O è la mia libreria di riferimento per le arti visive. Propongono una scelta mirata sia locale che internazionale.
Per quanto riguarda il cibo, sono fan della Zucca (sestiere Santa Croce) e di Pietra Rossa (Castello). E mi fermo spesso per un Prosecco da Umberto alla Naranzaria al Mercato. Mi sveglio sognando il budino di riso di Rosa Salva e il sabato il “festivo” di Rizzardini. Quando Toccià prepara delle cene tematiche corro da Spiazzi (Castello) dove arte design e food si incontrano col cool veneziano. Al Nolinsky adoro il bar dove sorsi un cocktail sotto il soffitto affrescato realizzato dall'artista Simon Buret.
Ricerco la natura nei giardini come quello del Redentore restaurato dal piemontese Paolo Pejrone, aperto pochi mesi fa grazie alla Venice Gardens Foundation. Una meraviglia monacale con vista sulla laguna sud. Anche la Fondazione Marchesani gode di un suo giardino nascosto, un piccolo angolo di paradiso. Per la City Guide Louis Vuitton ho creato una Flanerie dedicata al verde a Venezia. Esiste più di quello che ci si aspetta.
Cerco il relax passeggiando sulle Zattere la mattina o all’alba. La spa del Marriott firmata Matteo Thun sull’Isola delle Rose, poi, accessibile tramite battello, gode di una piscina perfetta con vista sulla laguna.
Per soggiornare consiglio Ca Maria Adele, un boutique hotel ideato da Nicola Campa: un gioiello raffinato con vista sulla Salute (e la nuova realtà culturale Casa San Lorenzo).
Qual è il tuo angolo segreto in questo luogo?
È troppo segreto per essere condiviso. Ci vado da sola e spengo il telefono



