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Le case del Salento

Lifestyle — 24 settembre 2025
© Filippo Bamberghi

Cortili ombrosi, pareti a calce, giardini segreti: ogni spazio rivela un legame profondo con il territorio

C’è un Salento che vive oltre le spiagge affollate, lontano dai riflettori del turismo di massa. Un territorio che pulsa in silenzio, tra distese di ulivi, muretti a secco e cortili ombrosi. È qui, nel Basso Salento, che si trovano dimore uniche: masserie, palazzi storici, case nei borghi, edifici rurali convertiti in rifugi pieni di luce, semplicità e carattere. A raccontarli, in tutta la loro bellezza silenziosa, è il libro “Dimore del Salento. Segni mediterranei” (Ed. Rizzoli, a cura di Luciana Di Virgilio, fotografie di Filippo Bamberghi, prefazione di Helen Mirren).

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© Filippo Bamberghi

Le case selezionate attraversano secoli e stili diversi, ma hanno un elemento in comune: sembrano nate dal dialogo profondo con la terra. La pietra calcarea, il bianco accecante della calce, la terra rossa, la vegetazione mediterranea. Ogni abitazione, che sia un’antica masseria o un piccolo rifugio in paese, è il risultato di un legame forte con il paesaggio, il clima, la cultura del luogo. Gli interni, fotografati con estrema sensibilità, riflettono un’eleganza non ostentata, fatta di materiali naturali, spazi pensati per accogliere, colori tenui e forme essenziali. La luce è la protagonista assoluta: entra dalle finestre ad arco, si riflette sui muri imbiancati, accarezza superfici ruvide e oggetti di uso quotidiano trasformati in dettagli di stile. I cortili interni e i giardini rigogliosi diventano estensioni della casa, stanze all’aperto in cui il tempo sembra sospeso.

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© Filippo Bamberghi

Ogni dimora ha un volto, una voce. La giornalista Patrizia Piccinini ne raccoglie le storie, dialogando con i proprietari: creativi, artisti, appassionati che hanno scelto di recuperare, restaurare, rispettare. Le case non sono semplici scenografie, ma luoghi vissuti, impregnati di personalità, dove ogni oggetto ha una memoria e ogni scelta d’arredo risponde a un’emozione. Si alternano così arredi rustici e dettagli contemporanei, tessuti artigianali e pezzi di design, senza mai tradire l’identità del luogo. Ad arricchire il volume ci sono anche i disegni di Gianni Veneziano: elementi grafici che interpretano visivamente l’anima del paesaggio salentino. Sono i “segni mediterranei” che danno titolo al libro, icone poetiche di un territorio che parla attraverso le sue architetture.





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 24 settembre 2025

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