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A Milano, una mostra nel cantiere di Casa Baglioni


In occasione del Fuorisalone, il nuovo Baglioni Hotels & Resorts firmato Spagnulo & Partners apre le porte a una selezione della Stefano Cecchi Trust Collection.

 

Entro la fine dell’anno, nel cuore del distretto di Brera, inaugurerà Casa Baglioni, il nuovo hotel milanese della Collezione Baglioni firmato dallo studio d’architettura Spagnulo & Partners. Nei giorni del Fuorialone, dal 6 al 12 giugno, aprirà le porte del suo cantiere trasformandosi nell’esclusivo palcoscenico della mostra IN-BETWEEN. Tra Arte e Design.

La mostra anticipa i temi chiave di Casa Baglioni, un omaggio alla grande esperienza artistica delle avanguardie della Milano anni Sessanta. Il percorso espositivo è curato da Spagnulo & Partners e intreccia arte e design, presentando i lavori di quattro grandi artisti internazionali, Enrico Castellani. Agostino Bonalumi, Anne Imohof e Giulio Paolini, dalla Stefano Cecchi Trust Collection – Fondo per l’Arte, collezione creata dall’imprenditore Stefano Cecchi con la curatela di Iole Pellion di Persano.

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Quattro ambienti al piano terra scandiscono l’esposizione, ognuno dei quali contrassegnato da un tema. Si apre con un percorso fatto da linee metalliche sottili e luce al neon che, come una matita, disegnano una struttura leggera in dialogo con il contesto, suggerendo una scatola aperta a quello che verrà e a quello che contiene. Superficie Bianca, 1980, di Enrico Castellani, una grande tela estroflessa iconica del lavoro del maestro che riporta un’onda di pieni e vuoti accuratamente composti a dettare un ritmo è qui posta in dialogo con due opere della serie Bianco, 1973, 1974, di Agostino Bonalumi. Tre opere bianche, tre rilievi diversi di pari intensità, messi in dialogo evidenziano la bellezza di una tecnica che nonostante la ripetitività e rigidità della stessa riesce a creare sempre nuovi ritmi e impressioni in un gioco di luci e ombre.

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La seconda stanza è dedicata al tema delle riflessioni, delle superfici specchianti, della dimensione dell’ambiguità̀ in cui ci si interroga sul ruolo dell’opera, il suo essere protagonista o comparsa, sul ruolo dello spettatore nel farne parte, attivandola, in un continuo gioco di senso. Il pavimento è una vasca d’acqua che accentua lo stato di spaesamento e indeterminatezza sul quale si riflettono le due opere Untitled (2018, 2019) di Anne Imohof, artista contraddittoria che nell’ultimo anno ha sconvolto il mercato dell’arte contemporanea e le istituzioni con la forza delle sue installazioni e performance, tra cui la personale al Palais de Tokyo, a Parigi e SEX al Castello di Rivoli.

La terza installazione gioca con la permeabilità dello sguardo, con l’uso della luce e delle superfici come creatrici di atmosfere, in cui l’opera è svelata secondo un ritmo sincopato. Le pareti in tessuto giocano sulla contrapposizione di trame e trasparenze introducendo alla Comédie Italienne (1984) di Giulio Paolini, opera ricca di evocazioni letterario-artistiche intimamente legate al tema della teatralità. Lo spettatore è invitato a scoprire il lavoro dell’artista come un palcoscenico all’apertura dei tendaggi: la scena è occupata dalle più diverse comparse che annunciano una rappresentazione di cui restiamo in costante attesa.

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L’ultima sala è uno sguardo verso il futuro, una finestra sul passaggio del tempo attraverso lo sguardo del regista Fabrizio Roscini che fissa il lavoro del cantiere mentre si compie. Esserne testimoni, incorniciare come in un quadro vivente le fasi del lavoro, dona ai suoi protagonisti il giusto peso all’interno del tutto.

Il progetto vanta partner di primo piano come Panzeri Illuminazione, Zucchetti Kos, Dedar, e la gentile collaborazione di Guisa Costruzioni, Gabana Arredamenti, e dello Chef Claudio Sadler che firmerà la ristorazione di Casa Baglioni.





Tag: Milano Brera Hotel



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 12 maggio 2022

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