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Sentieri d’Arte 2022: inaugura Polline

Dopo I Giardini di Artemide, prosegue la rassegna curata da Fulvio Chimento e Carlotta Minarelli, con un percorso espositivo allestito al confine tra Como e il Canton Ticino. 

 

Dopo I Giardini di Artemide, inaugurata lo scorso 23 luglio sulle Dolomiti Ampezzane con interventi site-specific di Margherita Morgantin, Italo Zuffi e T-yong Chung (di cui abbiamo parlato qui), prosegue la terza edizione di Sentieri d’arte, rassegna curata da Fulvio Chimento e Carlotta Minarelli, con Polline, un percorso espositivo allestito lungo le Prealpi lombarde dei Comuni di Centro e Alta Valle Intelvi, al confine tra Como e il Canton Ticino. 

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Simone Berti, Senza titolo, 2022 © Grazia Branco

La mostra, che aprirà al pubblico domenica 9 ottobre, vedrà intervenire gli artisti Simone Berti, Caretto/Spagna e Jonathan Vivacqua lungo un percorso ad anello che coinvolge il sentiero basso del Monte Generoso, il sentiero botanico di ERSAF e la strada agro-silvo-pastorale del Barco dei Montoni, passando per uno dei boschi di maggiociondolo tra i più estesi delle Alpi. 

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Jonathan Vivacqua, Scarabocchi, 2022 © Grazia Branco

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Jonathan Vivacqua, Metamorfosi, 2022 © Grazia Branco

Il polline è una sostanza apparentemente informe, trasportata da vento, acqua e correnti, che assume sembianza fisica di quello “spirito vitale” che i greci rintracciavano nella potenza del mondo naturale. Il titolo della mostra si riferisce quindi al reciproco scambio che si instaura tra le opere e il contesto naturale, in un dialogo continuo tra la dimensione artistica e quella spirituale della natura. Il senso dell’arte, come il polline, è rintracciabile in ciò che si manifesta in modo impercettibile e aereo, afferrabile solo grazie a un impulso d’ispirazione estetica: arte come forma di “fecondazione” e di guarigione, che, tramite l’esercizio della sua pratica, determina una “dipendenza” in grado di porre l’esistenza al servizio di una volontà superiore.

Polline nasce non solo con l’intento di integrarsi al paesaggio, ma anche di dialogare con le precise istanze culturali legate a questo territorio, caratterizzato da una certa vocazione al “transito”. Dal punto di vista artistico, la zona è conosciuta per il proliferare già in età medievale dei “maestri comacini”, tra le più qualificate maestranze nella lavorazione dello stucco e della scagliola operanti al tempo in Italia. La Valle Intelvi ha inoltre dato i natali a Benedetto Antèlami, scultore e architetto di formazione provenzale, che costituisce una figura di riferimento nell’introduzione dell’arte gotica in Italia e anche nella scultura italiana del Duecento. 

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Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Mostro Generoso, 2022 © Grazia Branco

Simone Berti presenterà Senza titolo: due differenti interventi che affrontano il rapporto tra arte e botanica e il principio di eternità e immutabilità. Andrea Caretto e Raffaella Spagna presenteranno due interventi di tipo scultoreo-installativo: Emissari e Mostro Generoso. Jonathan Vivacqua, ricorrendo all’utilizzo di materiale proveniente da cantieri edili e di recupero, presenterà Scarabocchi, in un affascinante gioco metalinguistico. Le opere che compongono la mostra Polline sono fruibili con modalità libera lungo il sentiero per i prossimi cinque anni.

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Simone Berti, Senza titolo, 2022 © Grazia_Branco

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Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Emissari, 2022 © Grazia Branco
 



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 07 ottobre 2022

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