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Fuorisalone POSTCARDS: la meta del cuore di Giulio Iacchetti

Lifestyle — 10 luglio 2025

Un viaggio nelle mete estive più amate da una serie di creativi, tra ricordi personali, angoli segreti e indirizzi da scoprire

L’estate è appena iniziata portando con sé il desiderio di rallentare, partire, ritrovare spazi che - anche se lontani - sanno farci sentire a casa. Ci sono luoghi che in qualche modo ci appartengono: scorci che sanno di infanzia, di libertà, di promesse leggere. Luoghi del cuore e della memoria, in cui tornare ogni volta è come un piccolo rito che ci fa stare bene. 
Abbiamo chiesto a una serie di creativi - designer, curatrici, architetti, collezionisti - di condividere le loro mete del cuore: destinazioni personali, ricche di ricordi, abitudini, ispirazioni. È nato così un racconto fatto di cartoline sincere accompagnate da consigli e suggerimenti un po’ segreti, da leggere con curiosità e salvare: magari, potranno ispirarvi e farvi conoscere e assaporare nuove mete. 

Diamo la parola a Giulio Iacchetti, designer che ci dice “progetto, penso, disegno sempre, e se non posso disegnare immagino di farlo”.
 



Il tuo posto estivo del cuore?
Chi mi conosce bene sa che parte della mia vita la spendo a Fertilia, una borgata alle spalle di Alghero, in Sardegna. È un luogo magico e come tutte le cose magiche ha a che fare con una formula misteriosa i cui ingredienti sono tuttora puro mistero. Fertilia mi ha rapito per la sua desolata bellezza, per la decadenza irreversibile che impregna ogni pietra dei suoi edifici storici: memoria di uno pseudo-fantastico passato che pervade ogni suo angolo e ogni suo anfratto.
 

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Indirizzi da scoprire a Fertilia?
Al primo posto il ristorante "La Nuvola" a Tramariglio, nei dintorni di Fertilia: si mangia abbastanza bene (non ho mai pensato che i ristoranti andassero ricordati per la qualità delle pietanze), ma lo consiglio per la peculiarità dei gestori, per il decoro esagerato e sovrabbondante delle volte del locale, per la visita dei cinghiali alla sera sotto un meraviglioso pergolato illuminato da lampade al neon. Poi considero imperdibile salire sul monte Doglia, a piedi o in bicicletta, superando lo sbarramento posto dall'aeronautica militare (la cima del monte ospita una postazione militare): da lassù si gode una vista indimenticabile su Alghero, Capo Caccia e su tutta la campagna circostante. Un altro posto che consiglio è il bar di Sa Segada, per bere un crodino al bancone, in un luogo rimasto immutato dagli anni ’60: un posto ai confini della realtà; e poi il bar tamtam, sulla spiaggia delle Bombarde, dove passandoci capiterà di parlare con l’anziano gestore, un ex pilota di auto da rally...E ancora: la torre dell’acquedotto abbandonato, che si staglia sul Calich, il bacino lagunare residuo della bonifica fascista. Ogni volta che torno e cerco di salire sino all'ultimo piano attraverso una scaletta pericolante e lì mi immagino una vita come abitante di una torre medioevale: purtroppo è di proprietà del demanio quindi condannata prima o poi a crollare...

Il tuo angolo segreto?
Il Battistero della Chiesa parrocchiale intitolata a San Marco evangelista: una sorta di architettura Rossiana che sogno di far affrescare a Olimpia Zagnoli, ma lei non lo sa ancora...





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 10 luglio 2025

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