Un itinerario tra i capolavori dell’artista che ha riscritto l’identità di questo luogo
Lanzarote è un luogo fuori dal tempo, un’isola vulcanica modellata da eruzioni e terremoti che hanno scolpito paesaggi surreali. La sua anima è profondamente connessa all’arte e alla natura, grazie all’opera di César Manrique, artista e architetto nato negli anni ’20 ad Arrecife, oggi capitale dell’isola. Poliedrico e visionario, Manrique si forma a Madrid e si afferma tra Europa e Stati Uniti. Vive anche a New York, allora cuore pulsante dell’arte contemporanea, da cui sceglie di tornare alla sua isola natale negli anni ’60, facendo di Lanzarote il suo capolavoro.
Sono le rocce, le cavità vulcaniche, le caldere e i venti oceanici a determinare la forma e lo spirito delle sue architetture: non semplici costruzioni, ma vere e proprie manifestazioni del paesaggio stesso. Un dialogo profondo con il terreno, le sue dimensioni, la sua materia. Opere che non si possono replicare né standardizzare, perché nascono da un atto di riconoscimento e consacrazione del luogo che le ospita. Da questa connessione si genera un’alchimia magica e irripetibile, in cui l’eccezionalità del territorio si fonde con quella dell’opera, dando vita a un’identità forte e inconfondibile: quella della cosiddetta Isla diferente, che ha plasmato la visione e il progetto di Manrique.
Di seguito, un itinerario da conservare dedicato alle architetture simbolo del suo genio creativo.
Fundación César Manrique – Tahíche
Costruita sulle colate laviche originate tra il 1730 e il 1736, la casa di Manrique a Tahíche è il manifesto più autentico del suo rapporto viscerale con il paesaggio. Sopra, la reinterpretazione in chiave modernista dell’architettura tradizionale delle Canarie: spazi aperti, luminose aperture, semplicità funzionale. Sotto, le cinque bolle naturali scavate nella roccia si trasformano in habitat umani, con salotti, studio, piscina, area barbecue e perfino un piccolo dance-floor. L’esperienza del visitatore è immersiva: ogni stanza, ogni corridoio è un invito all’incontro tra arte, natura e luce vulcanica. All’interno si trovano opere della sua collezione personale, insieme a pezzi di Picasso e Miró, mentre la Fondazione oggi ospita mostre temporanee e attività culturali.

Casa Museo César Manrique – Haría
Immersa nel palmeto del nord, questa residenza è l’ultimo santuario domestico dell’artista. Nasce da una vecchia masseria, che Manrique trasforma in un luogo intimo, raccolto, essenziale ma carico di significato: stucchi bianchi, pietra locale, arredi scultorei, dipinti, schizzi, foto e ricordi personali. Percorrendo le stanze, si respira il ritmo lento di una creatività radicata nella vita rurale. Il giardino rigoglioso incornicia il tutto, mentre lo studio rimane congelato nel tempo, testimone del quotidiano lavorativo dell’artista.

Jameos del Agua
Il capolavoro più famoso, incastonato in un vasto tunnel vulcanico: una simbiosi perfetta tra geologia e architettura. Manrique plasma spazi senza forzare: un auditorium naturale con acustica perfetta, una piscina che diventa opera d’arte, un ristorante sospeso, giardini e il celebre lago sotterraneo abitato dal granchio cieco albino (Munidopsis polymorpha). Ogni gradino, ogni lampada risponde alla forma e alla materia del luogo. Un posto multisensoriale, unico del suo genere.
Mirador del Río
Un balcone affacciato sulla vastità dell’Atlantico e sull’isola di La Graciosa, mimetizzato però nella roccia. All’esterno quasi invisibile, all’interno si spalanca uno spazio curvilineo, ipnotico, costruito per guardare, rallentare, sentire. Le ampie vetrate abbracciano la vista, mentre gli arredi, le maniglie e i dettagli sono pensati per essere toccati e vissuti come opere d’arte funzionali. È un luogo per meditare, per comprendere il valore della natura come architettura su larga scala.

Jardín de Cactus
Progettato nel 1991 in una cava di cenere vulcanica, questo giardino è un’opera pubblica in forma di paesaggio scultoreo. Più di 4.500 cactus di oltre 450 specie sono disposti in terrazze concentriche, come se il terreno fosse un amphitheatrum naturale. Il vecchio mulino restaurato racconta le radici agricole dell’isola, mentre i percorsi, le panchine, le ceramiche integrano l’ambiente senza snaturarlo. Un viaggio nei tempi lunghi della natura, pensato come una composizione plastica luminosa.

Museo del Campesino & Monumento alla Fecundidad – San Bartolomé
Inaugurato nel 1968, è un omaggio affettuoso alla tradizione rurale canaria. Manrique ridisegna una scuola-fattoria con laboratori, spazi espositivi, piazza artigiana, ristorante in grotta e l’imponente monumento della “Fecundità”, una torre organica in vetroresina, simbolo di rinascita. Un luogo collettivo per celebrare la dignità del mondo contadino, con estetica pop, ironica, profondamente radicata nel territorio. L’ingresso al museo è gratuito e l’area è spesso animata da mercati e laboratori.
Hotel Meliá Salinas – Costa Teguise
Un capolavoro dell’architettura alberghiera firmato da Fernando Higueras con interventi cromatici e paesaggistici di Manrique. Il corpo a terrazze scalinato garantisce luce e vista su ogni camera; i giardini rigogliosi, le piscine lagunari, i murales e i dettagli artistici rendono il soggiorno un’esperienza immersiva, dove design contemporaneo incontra la filosofia “arte-natura” dell’artista.
Castillo de San José – Arrecife
Originariamente una fortezza militare, oggi ospita il Museo Internazionale di Arte Contemporanea (MIAC). Restaurato da Manrique, il castello conserva la sua funzione storica mentre si apre all’arte contemporanea, con opere esposte all’interno e nelle aree esterne. Manrique ha saputo coniugare la struttura difensiva con una fruizione culturale, inserendo dettagli architettonici tipici del suo stile e valorizzando la vista sul porto.

Ristorante El Diablo – Parco Nazionale di Timanfaya
Sito unico nel Parco Nazionale di Timanfaya, il ristorante “El Diablo” è progettato da Manrique con un barbecue che utilizza il calore geotermico del vulcano sottostante. L’edificio si integra con il paesaggio lunare circostante e propone un’esperienza gastronomica immersa nella natura e nella sostenibilità, simbolo perfetto del connubio tra arte e ambiente che caratterizza tutta l’opera di Manrique.
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 30 ottobre 2025



