A Milano apre un nuovo spazio fluido e trasformabile che ospiterà collezioni prêt-à-porter e accessori, ma anche pop-up, installazioni e iniziative culturali
A Milano ha aperto un nuovo spazio che unisce moda, design e cultura. Nel cuore di via Manzoni Plan C Frame è il primo flagship store del marchio fondato nel 2018 da Carolina Castiglioni del quale è direttrice creativa dopo la lunga esperienza in famiglia alla guida di Marni, fondata dai genitori Gianni e Consuelo Castiglioni. Non una semplice boutique, ma un format inedito, concepito come spazio fluido e trasformabile, capace di ospitare collezioni prêt-à-porter e accessori del brand, ma anche collaborazioni speciali, pop-up, installazioni e iniziative culturali.
Ideato insieme alla piattaforma creativa April e allo studio di architettura milanese (Ab)Normal, il progetto interpreta il retail come un contenitore modulare, dove ogni ambiente è caratterizzato da materiali e colori differenti. Al piano terra trovano spazio le collezioni Plan C e il primo shop-in-shop di Aliita, marchio di gioielli fondato da Cynthia Vilchez Castiglioni, che spiega “Aliita è un brand giocoso e sofisticato: la presenza all’interno di Plan C Frame farà immergere i visitatori in un’atmosfera unica e sorprendente”. Sempre al piano terra, una scenografica scala a chiocciola rossa ospita gli scaffali della libreria indipendente milanese Reading Room, che porterà nello store una selezione di riviste internazionali curando anche eventi e lanci editoriali. Il piano interrato sarà invece dedicato a mostre temporanee, archivi e attività culturali: qui i visitatori troveranno moquette gialla, pareti metalliche e sistemi modulari pensati per riconfigurare lo spazio in base ai progetti ospitati.
In occasione dell’apertura, Plan C Frame presenta la mostra “Christoph Niemann: On Paper”, una selezione curata di opere su carta del celebre illustratore tedesco, noto per le copertine del New Yorker e per collaborazioni con istituzioni come MoMA e brand come Hermès e Google. Abbiamo voluto scoprire qualcosa in più, e abbiamo fatto due chiacchiere con Carolina Castiglioni.
Plan C Frame è un flagship, ma anche molto di più: come lo definiresti?
Mi piace pensarlo come una galleria di oggetti, di cui ovviamente Plan C, con l’abbigliamento e gli accessori, è il protagonista. Per valorizzare il mio lavoro, ritengo fondamentale poterlo inserire in un frame — da qui il nome del negozio — insieme a una proposta di cose belle: oggetti che fanno parte del mio mondo e del mio gusto, che esprimono un concetto di lifestyle più che solo una tendenza legata alla moda del momento. Sarebbe troppo riduttivo, e anche poco interessante, per un consumatore curioso.
Chi entra dentro Plan C Frame troverà sempre cose diverse, frutto della mia ricerca in settori di cui sono appassionata, tra design, arte, oggetti per la casa che abbiano uno spirito speciale, che siano colorati o che raccontino qualcosa con la loro matericità.
Insomma, cerco di applicare il mio sguardo e il mio gusto a ogni cosa. È un concetto ibrido di multibrand, con una forte natura personale legata a me e al mondo Plan C.
Lo store è modulare e trasformabile: quanto conta la flessibilità nel retail contemporaneo?
Il negozio è progettato intorno al concetto di trasformabilità e flessibilità. Si sviluppa su due piani e presenta una struttura modulare che consente di riconfigurare facilmente la boutique per ospitare pop-up ed eventi speciali, integrare collezioni di altri brand, mostre d’arte e progetti culturali.
Una serie di spazi diversi, ognuno definito dalla selezione di materiali e colori personalizzati, pensati per accogliere altri brand e pop-up. Quando abbiamo affrontato la progettazione del nuovo concept, l'obiettivo era quello di creare uno spazio vibrante, facile da trasformare e che permettesse di dare vita a progetti diversi.
Cosa significa per te inaugurare questo spazio nella tua città e in che modo pensi dialogherà con la Milano del fashion e del design?
È un bel traguardo personale e professionale poter avere uno spazio a Milano dove comunicare l’estetica di Plan C, ma anche un mondo più allargato, per sfruttare le mie passioni che si coniugano perfettamente con il ricco tessuto culturale e creativo della città.
Questo spazio non è solo un negozio, ma un vero e proprio manifesto delle mie passioni: un luogo dove la moda si fonde con il design, l'arte e l'editoria.
Il progetto non nasce dal nulla, ma è il naturale risultato di un dialogo che ho sempre mantenuto vivo con l'universo milanese della moda e del design. L'apertura di questo spazio non è un inizio, ma una nuova fase di un rapporto già consolidato, come dimostrato dai numerosi progetti realizzati negli ultimi anni con Plan C, in cui abbiamo fatto incursioni nel mondo dell’arte con una mostra di collage dell’artista Yelena Yemchuk, nell'editoria con un progetto dedicato alla città di Tokyo realizzato con Perimetro, e molti altri.
Aliita, Reading Room, Serax... ma ci saranno anche altri marchi all’interno del flagship: cosa ti affascina del mettere in relazione mondi diversi?
Mi piace vedere oggetti con funzioni d’uso diverse convivere insieme, e soprattutto vedere come cose all’apparenza molto diverse tra loro possano invece coesistere se abbinate e scelte con gusto.
Il progetto con Serax segna il debutto di Plan C nell’homeware: come è nata l’idea della capsule “Silos” e quali ispirazioni hai seguito?
Alcuni anni fa ho viaggiato in Islanda, dove ho fotografato un sito con tre serbatoi d’acqua. Sono rimasta affascinata non solo dalla forma, ma anche dalle incredibili combinazioni di colori e motivi che i silos presentavano. Ma il mio lavoro non nasce mai da un’unica ispirazione: durante il processo creativo confluiscono molti elementi diversi.
Per Silos, ho unito quei ricordi di viaggio con la mia ricerca su oggetti di design vintage. Presentiamo adesso una prima parte di collezione fatta di candele profumate, piccoli vasi e portacandele, per poi espandere la collezione ad altre categorie di homeware e completare l’universo Plan C legato alla casa. Per le candele, ho voluto aggiungere all’esperienza olfattiva un contenuto musicale, da fruire mentre la candela brucia e diffonde l’essenza. Ho creato una playlist dedicata a questo momento, fatta di pezzi che mi piacciono.
Vedi questo flagship come un modello replicabile anche in altre città?
Certamente. L’obiettivo è quello di esportare il format in altre città, partendo da quei mercati che per noi sono di riferimento, come il Giappone, dove abbiamo già una presenza di negozi dentro i department store più importanti.



