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Essere Progetto: intervista con Debonademeo Studio

— 16 febbraio 2026
Debonademeo Studio_Adrenalina_ph Serena Eller Vainicher

Un dialogo sul design come processo trasversale, tra sperimentazione, direzione artistica e responsabilità sociale

Fondato nel 2010 da Luca de Bona e Dario de Meo, Debonademeo studio lavora tra Padova e Milano muovendosi tra differenti ambiti, materiali e scale: dal prodotto alla direzione artistica, dalla ricerca all’interior design (e qui è impossibile non citare il riuscitissimo progetto del Ristorante Contraste di Milano). Questa attitudine si traduce in progetti diversi: dalla capsule in ferro battuto Allegorie per Bottega Vazzoler, presentata a EDIT Napoli 2025, alla collezione Due Sicilie per Chroma Composites - di cui sono appena diventati art director - con vasi e tavolini in materiali compositi riciclati. Accanto a questi lavori, Debonademeo disegna da anni collezioni di carte da parati per Wall&decò e luci per Karman. Nel 2025 ha firmato superfici per De Castelli, arredi per Medulum, uno sgabello in cemento per Pulkra e progetti di illuminazione per Zava e Vistosi. Dal 2022 sono anche art director di Adrenalina, per cui hanno ideato Adrenalina Incontra, un progetto curatoriale che ha portato alla co-creazione del sistema di divani Aedo insieme a persone non vedenti e ipovedenti, premiato con l’Archiproducts Design Award 2025. Per Luca de Bona e Dario de Meo il design non è mai solo una soluzione, ma un atto di interpretazione che restituisce al progetto una dimensione culturale e sensibile. Abbiamo fatto due chiacchiere con loro. 

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Contraste by Debonademo Studio_ph@Serena Eller Vainicher

Il vostro lavoro attraversa ambiti diversi. Come mantenete coerenza? 
Il nostro approccio progettuale si fonda su un’interpretazione personale del concetto di Hic et Nunc, in cui tempo e luogo diventano il valore dell’incontro spazio temporale tra esigenza progettuale, intelletto, pubblico di riferimento e artefice. In questa celebrazione del presente come sintesi compiuta tra evocazione del passato e proiezione verso il futuro, la coerenza non assume per noi una dimensione stilistica, ma profondamente metodologica. Cambiano i contesti, le scale e i linguaggi, ma resta costante il modo in cui affrontiamo il progetto: partire dalle persone, dal contesto reale e dalle condizioni di produzione. Ogni progetto è una risposta specifica, ma nasce sempre da un processo di ascolto, di analisi e di sintesi che riconosciamo come nostro. È lì che si costruisce l’identità, non nella ripetizione di una forma.

Nei vostri progetti il materiale non è mai neutro: ferro battuto, compositi riciclati, cemento, tessuti, luce. In che modo la scelta diventa già una presa di posizione progettuale?
Per noi il materiale è già racconto, funzione ed etica insieme. Sceglierlo significa prendere posizione rispetto al tempo in cui viviamo, alle risorse, alle competenze disponibili. Ferro battuto, compositi riciclati, cemento, tessuti o luce non sono mai usati come semplice rivestimento, ma come elementi attivi del progetto. Il materiale condiziona il gesto, l’uso, la percezione e spesso anche il significato dell’oggetto o dello spazio.

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Allegorie capsule collection by Debonademeo

Allegorie per Bottega Vazzoler e Due Sicilie per Chroma lavorano entrambe sulla tradizione, ma in modi molto diversi. Che rapporto avete con l’eredità artigianale?
Vediamo l’eredità artigianale come un sistema vivo, non come un repertorio da citare. In alcuni casi il progetto lavora per sottrazione, lasciando emergere il valore del gesto e della materia; in altri diventa più narrativo e simbolico. In entrambi i casi il nostro obiettivo è evitare la nostalgia: la tradizione ha senso solo se riesce a dialogare con il presente e ad aprire possibilità future.

Dal 2022 siete art director di Adrenalina e dal 2026 di Chroma. Come cambia il vostro ruolo quando il progetto non riguarda un singolo oggetto, ma la costruzione di una visione nel tempo?
Il passaggio da progettisti di singoli prodotti ad art director richiede uno sguardo più ampio e responsabile. Non si tratta solo di disegnare oggetti, ma di costruire una direzione, un immaginario coerente nel tempo. Significa lavorare su linguaggi, relazioni, contenuti e processi, accompagnando l’azienda in un percorso culturale oltre che produttivo. È un ruolo meno immediato, ma molto più profondo.

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Palazzo Litta_Divano Aedo_Debonademeo_Adrenalina_ph Serena Eller Vainicher

Adrenalina Incontra e il progetto Aedo hanno introdotto un tema centrale: la co-creazione con persone non vedenti e ipovedenti. Cosa vi ha insegnato questa esperienza e cosa vi ha messo più in crisi, come progettisti? È cambiato il vostro sguardo sul ruolo sociale del design?
È stata un’esperienza che ha messo in discussione molte certezze del progetto contemporaneo. Lavorare con persone non vedenti e ipovedenti ci ha costretti a ripensare radicalmente il rapporto tra forma, funzione e percezione, spostando l’attenzione dal visivo al corpo, al tatto, al tempo dell’esperienza. La difficoltà maggiore è stata progettare senza poterci affidare ai consueti strumenti di controllo formale, accettando un processo più aperto e meno prevedibile. Questo percorso ha rafforzato la nostra consapevolezza del design come pratica relazionale e culturale, capace di generare valore sociale oltre che oggetti.

Arriviamo al tema di questa edizione di Fuorisalone: “Essere Progetto”. Che cosa significa per voi?
Ritorna il concetto di Hic et Nunc. Per noi “Essere Progetto” significa riconoscere che il progetto non è solo un risultato finale, ma un modo di stare nel mondo. È un atteggiamento critico, aperto, capace di mettersi in discussione e di assumersi delle responsabilità. Significa accettare la complessità, lavorare sul processo e sulle relazioni, e considerare il design come un atto culturale prima ancora che formale.

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Wall&Deco_Debonademeo Studio

A cosa state lavorando? Cosa presentate alla Milano Design Week?
Prosegue il nostro ruolo di direzione creativa nell’accompagnamento delle aziende. Oltre al consolidamento delle collaborazioni già attive, si sono affiancate realtà nuove che ampliano l’orizzonte verso un panorama progettuale che supera i confini del product design e mette in dialogo saperi diversi. In vista della Milano Design Week stiamo portando a compimento lo sviluppo di nuovi prodotti: due poltrone, un sistema di sedute, una collezione di lampade e una serie di complementi d’arredo, continuando parallelamente a occuparci di product design e di progettazione degli allestimenti. In particolare, per Adrenalina stiamo progettando una nuova modalità di presentazione del brand al pubblico, capace di sovvertire il formato tradizionale dello stand fieristico ed evolvere il concetto di location Fuorisalone, aprendosi in modo più diretto alla città.





Tag: Essere Progetto Interviste Design Fuorisalone 2026



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 16 febbraio 2026

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