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10 pezzi che ci sono piaciuti alla Milano Design Week

Design — 11 maggio 2026
LE LABO 1.0 by Baguette Studio

Materiali ricercati, forme inattese, dettagli poetici: una selezione degli arredi più interessanti visti alla settimana del design milanese

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© bad-posture-chairs-collection-mara-bragagnolo-designboom

Bad Posture Chair di Mara Bragagnolo
Una collezione di sedie progettata per accogliere posture considerate “scorrette” e non conformi. Molte persone, in particolare persone neurodivergenti, adottano posture spontanee che le sedute tradizionali non supportano, risultando spesso costrittive e scomode. Ogni elemento della collezione propone una struttura capace di accompagnarle, anziché correggerle.

Presentato presso il Superstudio Village
 



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© Storet

Storet di Nanda Vigo x Acerbis
Giocosa e vivace, la cassettiera Storet incarna il tocco magico e visionario delle creazioni di Nanda Vigo. Lo Storet è stato scelto come parte dell’allestimento di “The Curated Core”, un progetto che ha interpretato il design come linguaggio condiviso e ha preso vita all’interno di Plan C Framework, il concept store nel cuore di via Manzoni a Milano, dove una selezione di pezzi iconici Acerbis ha dialogato con lo spazio e la visione curatoriale del progetto.

Esposto presso il concept store di Plan C Framework
 



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© RIPA_Convey_2026_Ph.GiuliaPapetti 

Elvira &­ Fortunato di Roberto Cicchinè x RIPA
La collezione nasce dall’osservazione di due presenze elementari dello spazio domestico – il tavolo e la sedia di origine popolare – e dai gesti che le hanno rese necessarie: mescolare le carte, sbucciare una mela, leggere il giornale, sedersi, attendere, appoggiare. I due arredi concentrano questa continuità d’uso in forme primarie, essenziali, prive di decorazione. Le proporzioni sono aggiornate per il comfort visivo e tecnico di oggi. L’uso dell’alluminio alleggerisce il “peso” della tradizione per restituire oggetti agili, versatili, durevoli e adatti a spazi indoor e outdoor.

Presentato all’interno del progetto espositivo di Convey 
 



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© Mother Dweller

Mother Dweller di Fenna Kosfeld
I Dweller sono creature mistiche che risplendono nel loro habitat. Si muovono quando vengono avvistati. Danzano quando l'energia fluisce. Questi specifici Dweller sono sculture luminose realizzate in acciaio, ossa di vacca carbonizzate, cotone, biopolimeri e carbone. Il nome Dweller deriva dal concetto ecologico di dimora e suggerisce che ogni organismo esista all’interno di una sorta di casa, una rete di relazioni che fornisce sia riparo che connessione. Non si tratta di una casa statica, ma di un ambiente vivente.

Presentato all’interno del progetto espositivo Alcova, e ATELIER KONDAKJI nell’ambito di Isola Design Festival
 



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© Antoine Seguin

Parata di Antoine Seguin 
La scaffalatura Parata è stata progettata per mettere in risalto l'industria del legno della Corsica. Inizialmente pensata per essere realizzata in castagno (l'albero più importante nella storia della Corsica), la mancanza di un'industria dedicata ha portato Antoine Seguin a scegliere il pino marittimo locale, la cui lavorazione è molto più consolidata. Per garantire una produzione interamente locale, le gambe scolpite a mano sono state realizzate dalla talentuosa falegnameria Cristiani di Ajaccio. 

Esposta all’interno del progetto espositivo No Space for Waste nell’ambito di Isola Design Festival
 



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© Bienvenue_Thelonious_Goupil

Bienvenue di Campeggi
Bienvenue è una box compatta e trasportabile che, con un gesto semplice, si apre rivelando un materassino gonfiabile e una testata pieghevole autoportante. Una micro-architettura temporanea, una vera e propria stanza in una scatola, che definisce uno spazio intimo e trasforma l’ospitalità in un gesto di cura. 

Presentato presso la fiera del Salone del Mobile 
 



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© Baguette

LE LABO 1.0 di Baguette Studio
Il progetto ripensa il consumo dei beni rendendo i processi industriali trasparenti, locali e adattabili. Al suo centro c'è un sistema di illuminazione completamente rimodellabile grazie alla sua composizione al 100% in cera naturale. La miscela di cera sviluppata da Baguette Studio resiste a temperature fino a 80 °C prima di deformarsi, è biodegradabile e proviene da fonti rinnovabili. Progettata per essere rimodellata attraverso punti di micro-produzione locali, la lampada diventa un prodotto in continua evoluzione, favorendo un rapporto più sostenibile con gli oggetti.

Presentate all’interno del progetto espositivo Alcova e Isola Design Gallery nell’ambito di Isola Design Festival
 



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© Brutalist Pink Vinyl Listening Station

Brutalist Pink Vinyl Listening Station di Yont Studio
Un progetto nato inizialmente per uno spazio berlinese a metà tra record store e installazione immersiva. In questa proposta il linguaggio progettuale cambia completamente registro. La listening station si presenta come un volume monolitico e compatto, dalla forte presenza scultorea, interamente declinato in rosa. Giradischi e sistema audio sono integrati in un unico elemento, pensato più come presenza autonoma che come semplice arredo. L’oggetto richiama l’estetica severa e massiva del brutalismo, ma la reinterpreta attraverso una palette intensa e quasi pop.

Presentata all’interno del progetto espositivo Isola Design Gallery nell’ambito di Isola Design Festival
 



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© Faye Toogood x Meritalia

CREASE di Toogood x Meritalia
CREASE nasce da una riflessione sul rapporto tra forma, rivestimento e struttura, reinterpretando il linguaggio dell’imbottito attraverso volumi morbidi e scultorei segnati da profonde pieghe. Invece di partire da una struttura rigida da rivestire, Faye Toogood sviluppa il progetto seguendo un processo inverso: è il rivestimento stesso a generare la forma dell’oggetto. La collezione prende ispirazione dalle reti bidimensionali, dai mobili flat-pack e dal gesto semplice del piegare la carta. Divani, poltrone e chaise longue evidenziano linee di piega volutamente irregolari, accentuate da cuciture a contrasto che definiscono superfici morbide e ondulate, quasi spontanee.

Presentato presso la fiera del Salone del Mobile
 



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© StudioNotte

Marte di StudioNotte
Marte è un candelabro da terra in acciaio inox presentato da StudioNotte da Retreat. Parte di una collezione più ampia, il progetto riflette sul passaggio dal giorno alla notte e sul ruolo della luce negli spazi domestici. Le sue geometrie essenziali e la rigidità dell’acciaio contrastano con la luce calda e vibrante delle candele, creando un’atmosfera intima e raccolta. Dettagli discreti e sensuali ammorbidiscono il rigore del materiale, trasformando l’oggetto in una presenza scultorea capace di definire lo spazio attraverso luci e ombre.

Presentato all’interno del progetto espositivo Retreat





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 11 maggio 2026

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