MAGAZINE

0-99. Design per gioco

Design — 24 febbraio 2026
Backgammon Volante, opera dell’architetta e artista Valeria Molinari, a Palazzo Arese Borromeo, ph. Beatrice Arenella

Alla Milano Design Week una mostra sul Board game come fenomeno culturale, capace di attraversare epoche e generazioni

C’è un oggetto che attraversa i millenni e resiste alle accelerazioni tecnologiche senza perdere centralità: il gioco da tavolo. Prima dei libri, degli schermi, delle piattaforme digitali, esisteva già un tavolo attorno a cui riunirsi, negoziare regole, simulare conflitti e alleanze.  “0-99. Design per gioco” è il titolo della mostra che, in occasione della Milano Design Week, dal 10 aprile al 10 maggio 2026 trasforma Palazzo Arese Borromeo, a Cesano Maderno, in un osservatorio sul design come pratica relazionale e culturale. Nella cornice di questa residenza nobiliare seicentesca, tra le principali della Lombardia, il Board game non viene considerato come semplice intrattenimento, ma come oggetto e progetto culturale capace di raccontare identità collettive, sistemi di valori e modelli di convivenza. Il titolo richiama l’indicazione anagrafica impressa su molte scatole - “0-99” - a indicare un’esperienza universale e trasversale, capace di parlare a generazioni diverse. 

image-1771943231
Studiolabo_Atlante dei giochi da tavolo

Il curatore della mostra è Cristian Confalonieri, co-fondatore di Studiolabo e Fuorisalone.it, game designer e autore, insieme ad Andrea Cuman, dell’ “Atlante dei giochi da tavolo” (TOPIC Edizioni, 2024), tra le più ampie mappature internazionali del settore, che costituisce il riferimento scientifico del progetto. L’ideazione e co-curatela è di Alessia Interlandi, fondatrice di In.circle. Se il design è organizzazione di relazioni attraverso forme e regole, il gioco da tavolo ne rappresenta una sintesi esemplare: un sistema chiuso che simula il mondo, coordina conflitto e cooperazione, rende visibile la struttura invisibile delle dinamiche sociali. Non a caso, Confalonieri lo definisce “una tecnologia di convivenza”, capace, nella sua essenza analogica, di opporsi alla frammentazione digitale contemporanea. 

Il percorso espositivo attraversa la lunga durata del fenomeno, partendo da trenta giochi antichi provenienti da diverse aree del mondo - dal Gioco reale di Ur al Go, dagli Scacchi al Domino, dalle carte alla Tombola - per mostrare come il gesto ludico sia stato nei secoli strumento di apprendimento, rappresentazione simbolica e trasmissione culturale. Si passa poi ai grandi titoli del Novecento, da Cluedo a Forza 4, da Monopoli a Risiko, presentato in una versione gigante e giocabile di 90 metri quadrati che trasforma la dinamica di conquista territoriale in esperienza spaziale immersiva, richiamando l’espansione dell’industria ludica dagli anni Settanta in poi. 

image-1771943383
© archiviogianfrancofrattini

Accanto ai classici trovano spazio interpretazioni firmate da designer e brand che riportano il gioco nell’ambito dell’alto artigianato e del progetto: il tavolo da Carrom di Vismara Design, gli Scacchi in acciaio disegnati da Gianfranco Frattini, il tappeto-Backgammon dell’architetta e artista Valeria Molinari, la Battaglia navale in legno e pelle prodotta da Pinetti, il Gioco dell’oca di Pineider. Al centro del percorso un focus sul game design rende esplicito il lavoro autoriale dietro ogni titolo, con due stanze dedicate ad Alex Randolph, figura chiave nella professionalizzazione del settore e primo a introdurre il nome dell’autore sulle scatole dei giochi, raccontato anche attraverso la proiezione del documentario “Alex Randolph, regista di giochi”, di Andrea Angiolino, regia di Luca Bitonte (Lucca Crea, 2022). Il dialogo tra progetto e manifattura si materializza nell’installazione “La scrivania del game designer” di Spartaco Albertarelli, posta in relazione con la scrivania di Pierluigi Ghianda, maestro ebanista del design italiano oggi esposta permanentemente nel palazzo, in una riflessione implicita sul rapporto tra idea e materia, concetto e costruzione.
La mostra ha il focus sul game design e presenta I lavori più rappresentativi di alcuni dei nomi più rilevanti del panorama ludico italiano: Simone Luciani e Tommaso Battista, Emiliano Sciarra, Andrea Angiolino, Luca Borsa, Luca Bellini, Walter Obert e Carlo Emanuele Lanzavecchia.

image-1772009610
Vismara_Enigma_multigame-table

La mostra, mostra promossa dal Comune di Cesano Maderno, indaga inoltre il “nuovo risorgimento” del gioco da tavolo a partire dagli anni Novanta, con edizioni celebrative, fuori scala o da collezione, che testimoniano il ritorno del Board game come fenomeno culturale globale, e affronta una questione aperta: quale sarà l’impatto dell’intelligenza artificiale su una pratica tradizionalmente artigianale? A questa domanda risponde memorIA, gioco artistico sviluppato con l’uso dell’AI da Studiolabo e Silvia Badalotti, fotografa e prompt designer. Il percorso si conclude con una Ludoteca attiva, non semplice appendice, ma gesto coerente con l’impianto teorico della mostra: perché in fondo il gioco, per essere compreso, deve essere giocato.





Tag: Design Giochi da tavolo Game Design Mostre Milano Design Week News Preview Fuorisalone 2026



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 24 febbraio 2026

Vedi anche...