Soho House Milano
Apertura: fine 2028
Ex Cinema Arti, via Pietro Mascagni, Milano
Il progetto: Members' Club, terrazza panoramica, Soho Health Club con palestra, piscina sul rooftop, oltre 50 camere e una collezione permanente dedicata ad artisti nati, formati o attivi a Milano.
Dopo anni di rinvii, un cambio di sede e un mercato profondamente trasformato, il members club londinese approda nell'ex Cinema Arti trovando una città più internazionale, più competitiva e una comunità creativa ormai consolidata.
Ci sono edifici che sembrano aspettare il progetto giusto, non perché rimangano immobili, ma perché continuano a vivere attraverso usi temporanei, cambi di destinazione e nuove interpretazioni fino a quando qualcuno riesce a coglierne davvero il potenziale, L'ex Cinema Arti di via Mascagni appartiene a questa categoria. Nato negli anni Trenta come uno dei più interessanti esempi del razionalismo milanese, trasformato nel dopoguerra in una delle sale cinematografiche più amate della città e rimasto per anni sospeso tra abbandono e progetti mai realizzati, oggi si prepara a inaugurare un nuovo capitolo della propria storia con l'arrivo di Soho House, che ha annunciato l'apertura della sede milanese entro la fine del 2028.
Progettato tra il 1934 e il 1935 dall'architetto Mario Cereghini, il complesso fu realizzato come sede dell'Opera Nazionale Balilla e rappresenta ancora oggi un esempio significativo dell'architettura razionalista milanese. Le superfici in calcestruzzo armato e mattoni, i rivestimenti in marmo, gli oblò di ispirazione navale, le ampie superfici in vetrocemento e soprattutto la celebre pensilina a sbalzo progettata dall'ingegnere Giorgio Baroni, considerata un precedente di quella che avrebbe caratterizzato il futuro Grattacielo Pirelli, raccontano una stagione dell'architettura italiana che guardava con fiducia alla modernità.
Danneggiato durante i bombardamenti del 1943 e ricostruito nel dopoguerra, l'edificio trovò una nuova identità nel 1977 diventando il Cinema Arti Casa Disney, un luogo che intere generazioni di milanesi ricordano ancora oggi come il cinema dedicato all'infanzia. Dopo la chiusura definitiva, avvenuta oltre vent'anni fa, il suo destino è rimasto a lungo incerto.
Eppure il Cinema Arti non è mai scomparso davvero dalla vita della città, mentre si susseguivano ipotesi di recupero e lunghi periodi di inattività, il Fuorisalone ha continuato a restituire vita ai suoi spazi, trasformandolo in una delle destinazioni più riconoscibili della Milano Design Week.
Nel 2015 Tom Dixon lo ha scelto per The Cinema, un'installazione che reinterpretava il linguaggio del grande schermo attraverso il design; nel 2016 COS ha affidato a Sou Fujimoto Forest of Light, una delle installazioni più iconiche di quell'edizione; nel 2019 Dimorestudio ha presentato proprio qui Interstellar, segnando il debutto di Dimoremilano.
Ogni volta il Cinema Arti tornava a essere un luogo di incontro e sperimentazione, capace di attrarre migliaia di visitatori da tutto il mondo e di confermare come alcuni edifici possano costruire la propria identità anche attraverso usi temporanei che finiscono per diventare parte della loro storia.

Cinema Arti Milan (courtesy Soho house)
È forse questo il motivo per cui la scelta di Soho House appare così naturale. Prima ancora dell'inizio del cantiere, l'ex Cinema Arti era già entrato nell'immaginario della comunità internazionale del progetto, non rappresentava soltanto un edificio da recuperare, ma uno spazio che aveva dimostrato più volte di possedere una vocazione all'incontro, alla sperimentazione e alla produzione culturale, esattamente gli elementi che hanno contribuito a definire l'identità di Soho House sin dalla sua nascita a Londra nel 1995.
Il percorso che ha portato il gruppo a Milano, tuttavia, è stato molto più lungo del previsto, i piani iniziali indicavano il capoluogo lombardo come prima destinazione italiana del brand, ma la ricerca di una sede capace di interpretarne l'identità ha richiesto tempi molto più lunghi. Nel frattempo la strategia è cambiata, portando prima all'apertura di Soho House Rome e lasciando aperta la ricerca del luogo giusto per Milano. L'ex Cinema Arti rappresenta oggi il punto di arrivo di quel percorso e, allo stesso tempo, il simbolo di quanto la città sia cambiata durante questi anni.
Cinema Arti Milan (courtesy Soho house)
Mentre Soho House cercava la propria casa milanese, Milano consolidava infatti una trasformazione che andava ben oltre la crescita dell'offerta alberghiera. La città ha visto nascere nuovi members club, indirizzi dedicati all'hospitality internazionale e luoghi ibridi in cui lavoro, cultura, benessere e socialità convivono sempre più spesso nello stesso spazio. Portrait Milano, Casa Cipriani e molte altre realtà hanno contribuito a ridefinire il concetto di ospitalità urbana, mentre il sistema creativo milanese ha rafforzato il proprio carattere internazionale ben oltre i confini della Design Week.
In questo contesto arriva anche Soho House. Fin dalla sua fondazione, il progetto di Nick Jones non ha mai riguardato esclusivamente camere, ristoranti o servizi alberghieri, l'obiettivo è sempre stato costruire una comunità internazionale di professionisti della creatività, offrendo luoghi dove relazioni, idee e collaborazioni potessero svilupparsi con naturalezza.
Oggi Milano possiede già molte delle caratteristiche che hanno reso possibile quel modello in altre città del mondo. La sfida non sarà quindi introdurre qualcosa di nuovo, ma trovare un ruolo riconoscibile all'interno di un ecosistema che nel frattempo è cresciuto, si è diversificato ed è diventato sempre più competitivo.
Quando aprirà nel 2028, Soho House entrerà in una città che ha già costruito una propria comunità internazionale e che durante la Milano Design Week trova ogni anno la sua espressione più visibile. Da quasi venticinque anni il Fuorisalone mette in relazione designer, aziende, istituzioni, creativi e professionisti provenienti da tutto il mondo, contribuendo a fare di Milano una delle capitali europee della cultura del progetto. Il lungo viaggio verso Milano racconta quindi molto più dell'apertura di un nuovo members club: racconta l'incontro tra un marchio globale e una città che, nel frattempo, è diventata uno dei luoghi in cui la creatività contemporanea produce relazioni, cultura e nuove opportunità durante tutto l'anno.





































