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Come va il design in Cina?

Intervista a Davide Conti, designer italiano con studio a Shanghai, responsabile ADI e Compasso d'oro in Cina e fondatore Italian Design Masterclass.

 

Davide Conti è un designer italiano che dal 2013 è attivo in Cina dove ha ricoperto molti ruoli di rilievo tra cui il responsabile ADI e Compasso d'oro. Nel 2019 ha fondato IDM - Italia Design Masterclass a Shanghai, un corso sul design italiano per professionisti cinesi, il primo corso extra accademico di riferimento in Cina che unisce lezioni tenute da docenti accademici e rappresentanti autorevoli di aziende italiane. Grazie a Davide è nata la partnership tra fuorisalone.it e SPCCD (Shanghai Promotion Center for City of Design) e oggi gli chiediamo qualche informazione sullo stato del design in Cina.

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Ciao Davide, sei un esperto del mercato del design in Cina e hai un tuo studio a Shanghai, come sta andando questo periodo post (speriamo) pandemia?

Buongiorno e grazie innanzitutto per questa intervista. È un periodo molto intenso, ma è normale dopo il capodanno cinese. Stiamo lavorando su diversi progetti di interni: appartamenti, uffici, showroom e ville in diverse città della Cina, infatti pur vivendo e lavorando a Shanghai, ho la fortuna di avere clienti in altre città cinesi, cosa che mi permette di approfondire la cultura cinese e conoscere diverse culture nazionali. Quello che emerge di interessante è la crescita costante di attenzione verso la qualità della manifattura che nei nostri progetti è spesso italiana e cinese, pertanto stiamo selezionando le migliori aziende locali da affiancare ad alcuni brand prestigiosi italiani.

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La pandemia quando ha influenzato e influenza il mondo del design cinese? (Service Design, Product Design, Interior Design).

Nelle zone rurali che coprono la maggior parte del paese, la pandemia non ha cambiato molto le abitudini, mentre negli spazi pubblici delle grandi città ha ovviamente creato delle limitazioni e rallentamenti della normale vita quotidiana come in occidente. Il design ha avuto un ruolo significativo per fronteggiare l’emergenza. Nel concreto si possono elencare tante nuove applicazioni, cartellonistica chiara e diretta, grandi spazi organizzati con tornelli e barriere. A livello globale spero che questo sarà il trend, cioè mi auguro che aumentino i casi in cui i designer saranno chiamati a lavorare a stretto contatto con Amministrazioni locali, aeroporti, stazioni ferroviarie, insomma nella definizione degli spazi e dei servizi per la comunità.

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Quali sono gli architetti cinesi che secondo te rappresentano meglio il trend e la qualità di progetto cinese?

Sky Guan e Janette Jiang sono sicuramente tra i miei designer preferiti in questo momento. Una coppia di progettisti che da anni lavorano con una notevole sensibilità estetico - concettuale espressa nei loro progetti di recupero architettonico, e di interni. Loro comunque sono un esempio di quello che i designer cinesi possono esprimere, lavori poco conosciuti in occidente. Progettisti come loro stanno cambiando il volto della Cina riqualificando zone rurali e aumentando la qualità degli spazi di vecchie zone urbane nate senza progettualità.

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Come vedi il futuro della collaborazione nel mondo del Design tra Cina e Italia?

Stiamo unendo questi mondi con grande fatica. L’obiettivo è lavorare su modelli di efficienza, tutela, rispetto delle risorse e delle culture. La Cina deve imparare a sviluppare una sua creatività ed originalità, salvaguardando il suo patrimonio storico ed ambientale. In Italia dobbiamo imparare a dialogare prima di tutto tra di noi, creando team di tecnici e creativi che possano recuperare territori e culture locali e sviluppare nuovi modelli di collaborazione. Pur essendo mondi diversi, Cina e Italia secondo me hanno tante cose da fare insieme, dobbiamo avere fiducia ed apertura nel creare ponti professionali. Ci sono stati errori di relazioni da ambo le parti in passato e forse ce ne saranno ancora, ma non possiamo esimerci dal cercare la strada giusta per entrambe.

Infine, cosa cercano i tuoi clienti cinesi?

Dopo 9 anni di vita in Cina sono diventato Design Director di ITUP, agenzia Italo-cinese che ha l'obiettivo di promuovere e commercializzare prodotti di arredamento italiani in Cina. Io mi occuperò nello specifico della progettazione per clienti cinesi, ed i colleghi cinesi di facilitare business e relazioni nuove. Il motivo è che ho percepito una crescente richiesta di qualità sia nell’arredamento che nelle architetture. È un progetto ambizioso che mette in comunicazione diretta le aziende Italiane ai clienti cinesi finali. Abbiamo già molte richieste da diverse città cinesi, non solo a Shanghai. Sono onorato di rappresentare con tanti progetti l'Italia in Cina e di poter aiutare questi due grandi paesi ad essere sempre più uniti nell'amicizia e nel business.

Questo contenuto è realizzato in collaborazione con Digital To Asia





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 09 marzo 2022

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