Eugenio Perazza, fondatore di Magis, racconta la sua visione e l’arte di trasformare il progetto in cultura
“Occorre sviluppare la cultura della sperimentazione: è uno sforzo enorme, a volte persino folle, ma necessario. Il rischio è di non farcela - ma si deve riprovare. Si fallisce una volta sola nella vita: quando si perde la voglia di ritentare.” Queste parole riassumono perfettamente la visione di Eugenio Perazza, imprenditore visionario che ha costruito una delle realtà più libere e innovative del panorama internazionale. Nel 1976, a Motta di Livenza (Treviso), Perazza fonda Magis - dal latino “di più” - un laboratorio di idee, una “fabbrica di artisti” dove la sperimentazione è la regola. Lo racconta nel libro Il giorno in cui vidi una bella sedia (Ed. Rizzoli, a cura di Beppe Finessi), una sorta di autobiografia intellettuale che attraversa cinquant’anni di incontri, successi e inevitabili errori. “Non sono un designer,” scrive, “ma so riconoscere la bellezza quando la incontro. E quando la incontro, la inseguo.”

Il giorno in cui vidi una bella sedia © Magis
La “bella sedia” del titolo non è solo un oggetto, ma una rivelazione: il momento in cui questo imprenditore illuminato comprende che il design può essere innovazione, curiosità, sfida. È il punto di partenza di una nuova avventura, di un guizzo, di una visione imprenditoriale che trasforma un’intuizione e un no in opportunità. “Io credo che a ogni persona, almeno una volta nella vita, capitino quelli che io chiamo ‘i sette secondi magici’ e, in questo piccolissimo lasso di tempo, possono accadere delle cose capaci di svoltarti la vita”, scrive l’autore. Come sottolinea Beppe Finessi nella sua introduzione, Perazza è “un artigiano delle idee, capace di trasformare il design industriale in un atto culturale”. Magis non è mai stata un’azienda legata a uno stile, ma un laboratorio di possibilità, dove ogni progetto nasce da una domanda e il rischio è parte integrante del processo creativo. Un pensiero che si riflette nel tema di Fuorisalone 2026 – Essere Progetto, che vede nel processo creativo, e nei suoi errori, una parte viva e generativa del fare. “Siamo una fabbrica di artisti, e artisti lo siamo tutti allorquando usiamo coraggio, intuizione e creatività per sfidare lo status quo, non riuscendo a stare buoni al nostro posto, ma sentendo la bruciante necessità di sporgerci oltre il bordo del conosciuto. Ci avviciniamo ai problemi in modo naïf che significa che ci approcciamo a un problema con spirito critico e apertura mentale. Perché siamo curiosi, siamo coraggiosi e non abbiamo paura di sbagliare”, continua Perazza nel libro.

Immagine a sinistra: Eugenio Perazza © Magis Immagine a destra: © Magis
Nel corso degli anni, Magis ha collaborato con alcuni dei protagonisti assoluti del design contemporaneo - da Enzo Mari a Philippe Starck, da Jasper Morrison a Konstantin Grcic, dai fratelli Bouroullec a Naoto Fukasawa - costruendo una collezione che non ha mai cercato coerenza estetica, ma coerenza etica. Ogni oggetto Magis nasce da un incontro, da un dialogo, da un rischio condiviso. Icone come lo sgabello Bombo, la Chair_One o la Pipe Chair non sono solo esempi di successo, ma tappe di un processo aperto e di ricerca, in continua evoluzione.
La storia di Magis è quella di un modo di fare impresa che mette al centro l’atto stesso del progettare. Oggi, con Alberto Perazza alla guida, Magis continua a esplorare nuove direzioni mantenendo viva quella stessa energia originaria. Simbolo di questo spirito rimane Ettore il mulo, la scultura in ghisa progettata nel 2016 da Konstantin Grcic per celebrare i 40 anni dell’azienda. Umile, testardo e instancabile, il mulo è un emblema di libertà e ostinazione proprio come il design secondo Eugenio Perazza: un modo di pensare che non smette mai di cercare. Alla fine del libro, l’imprenditore confessa che ogni progetto di Magis è “una storia d’amore”. Ed è forse questo il segreto della sua visione: unire la logica dell’industria alla passione del mestiere, il sogno alla concretezza.
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 11 novembre 2025



