Il design da collezione approda nel Golfo Persico, tra architettura modernista, artigianato e visioni contemporanee
Dal 19 al 22 novembre 2025, la fiera itinerante NOMAD approda per la prima volta nel Golfo Persico con NOMAD Abu Dhabi, trasformando il Terminal 1 dell’aeroporto Zayed International in uno straordinario spazio espositivo dedicato al design da collezione. L’edificio, capolavoro modernista firmato nel 1982 dall’architetto francese Paul Andreu su richiesta dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, è una delle icone dell’architettura del Golfo: la sua cupola geometrica rivestita di mosaici iridescenti e la facciata vetrata che riflette luce e proporzioni diventano scenografia ideale per un progetto che unisce heritage e sperimentazione. Abbandonato nel 2023 e ora riattivato da NOMAD, il Terminal 1 verrà reinterpretato con un allestimento site-specific che ne valorizza gli elementi originali - le arcate, i percorsi circolari, la spazialità simbolica - trasformandolo in una piattaforma di dialogo tra arte, design e architettura. Oltre venticinque gallerie internazionali parteciperanno a questa prima edizione emiratina, inserita nel programma culturale di Abu Dhabi Art, in una città che si sta affermando come nuovo polo globale per il collezionismo e la cultura del progetto, anche grazie a istituzioni come il Louvre Abu Dhabi e il futuro Guggenheim Abu Dhabi.

Zayed International Airport © N. Berezhnoy
Tra i nomi più attesi, la milanese Nilufar Gallery che debutta ad Abu Dhabi con un allestimento di oltre 200 mq che traduce il linguaggio curatoriale di Nina Yashar in un racconto tra epoche e materiali. In mostra, i pezzi poetici di Osanna Visconti, le creazioni in vetro di Christian Pellizzari, i bronzi tattili di Allegra Hicks, le sculture luminose di Maximilian Marchesani e i tavoli architettonici di Gal Gaon, accanto ai lavori di Odd Matter, StudioDanielK, Shlomo Harush e Claude Missir. Interessante il lavoro di Etereo - studio fondato nel 2017 a Dubai da Stefania Digregorio e Mirko Sala Tenna - che reinterpreta il concetto di solidità attraverso composizioni in carbone e marmo a cui si aggiunge un tavolo della Collezione Faraglioni, realizzato in bronzo fuso e vetro colato le cui linee richiamano le onde del mare donando così un senso di fluidità allo spazio. A chiudere il percorso, un’icona come la poltrona Mod. 807 Distex di Gio Ponti e le opere di Jeorge Zalszupin, che ancorano l’esposizione alla continuità culturale del design modernista.
Accanto a Nilufar, Formafantasma presenta per Maison Perrier-Jouët l’installazione Cohabitare, una riflessione sul rapporto tra arte e natura, mentre Bottega Veneta porta Destinations, curata da Rana Beiruti, che celebra l’intreccio tra artigianato e identità locale. La presenza italiana si completa con Mondavilli Scagliola, atelier milanese che reinterpreta l’antica tecnica della scagliola in chiave scultorea. Tra i progetti speciali, spiccano la collaborazione tra Iwan Maktabi e Orient 499, dedicata all’artigianato del Levante, l’installazione Fluid Echoes del collettivo libanese Super Loop, e la mostra curata dall’Irthi Contemporary Crafts Council di Sharjah, che rilegge le tecniche tradizionali emiratine in chiave contemporanea.



