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Tutto su MoscaPartners Variations 2026

— 20 gennaio 2026

Dall'installazione di Lina Ghotmeh nel Cortile d'Onore di Palazzo Litta ai protagonisti dell'esposizione

L’architetta franco-libanese Lina Ghotmeh è stata scelta da MoscaPartners per realizzare Metamorphosis in Motion, l’installazione centrale di MoscaPartners Variations 2026, la rassegna collettiva che ogni anno trasforma lo storico palazzo barocco di Corso Magenta in un osservatorio privilegiato sulla cultura del progetto contemporaneo.

Per Ghotmeh si tratta del primo intervento site-specific all’aperto in Italia: un’installazione che diventerà fulcro scenografico e concettuale della manifestazione, dialogando con l’architettura del Cortile d’Onore e con i progetti di designer, creativi e aziende selezionati da Caterina Mosca e dal suo team. Seguendo il suo approccio, che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, Ghotmeh interpreta il tema di quest’anno, Metamorphosis, come un processo di trasformazione, stratificazione e ascolto del luogo.

image-1772125223MoscaPartners Variations 2026, Palazzo Litta, Milano. Metamorphosis in Motion, vista dall'alto ©️ Lina Ghotmeh

La simmetria, la proporzione e gli assi visivi del Cortile d’Onore lo rendono una vera e propria scenografia dinamica, in cui il corpo del visitatore diventa parte integrante della composizione. Attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale, il padiglione trasforma questo luogo da cornice monumentale statica a ecosistema spaziale vivente. Un percorso labirintico funge da dispositivo architettonico che media tra conservazione e attivazione, permettendo allo spazio di rimanere intatto pur venendo continuamente reinterpretato attraverso il movimento, la luce, gli elementi naturali e il tempo. Le diverse aree delimitate dai moduli offrono modalità differenti di vivere il padiglione, sia dal punto di vista sensoriale sia da quello della relazione con l’ambiente e gli altri visitatori.

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MoscaPartners Variations 2026, Palazzo Litta. Metamorphosis in Motion, vista dentro il padiglione ©️ Lina Ghotmeh

“Abbiamo riflettuto sul ruolo del cortile sia come passaggio sia come rappresentazione, un regno intermedio progettato per guidare il movimento e intensificare l’esperienza”, afferma Lina Ghotmeh. “La metamorfosi emerge come un viaggio architettonico in cui un singolo spazio dispiega molteplici identità, trasformando memoria e spazio in un’unica narrazione dinamica.”

Nata a Beirut negli anni Ottanta, Ghotmeh ha sviluppato una visione architettonica sensibile e rigorosa, profondamente influenzata dal contesto storico e culturale della sua città d’origine. Dopo gli studi all’American University of Beirut e la formazione all’École Spéciale d’Architecture di Parigi, dove ha anche insegnato, ha fondato lo studio Lina Ghotmeh — Architecture, riconosciuto a livello internazionale per un approccio interdisciplinare che combina ricerca storica, osservazione sensibile e sperimentazione sui materiali. I suoi progetti, pubblicati ed esposti in contesti prestigiosi come la Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Danish Architecture Center, testimoniano una pratica capace di dialogare con le stratificazioni dei luoghi. Tra i riconoscimenti più recenti figurano la nomina per la ristrutturazione dell’ala occidentale del British Museum, l’inclusione nella lista TIME100 Next 2025 e il Gold Award per la Migliore Architettura e Paesaggio al Padiglione del Bahrain all’Expo 2025 di Osaka.

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Lina Ghotmeh a Palazzo Litta © Emanuele Cremaschi

Ancora una volta, il Cortile di Palazzo Litta si conferma cuore pulsante della Design Week milanese, proseguendo l’intuizione di Caterina Mosca e Valerio Castelli, che nel 2014 ne riscoprirono il potenziale, trasformandolo in uno spazio simbolo del Fuorisalone. Con Metamorphosis in Motion, il cortile diventa soglia attiva e luogo di partecipazione, un palcoscenico in cui il rapporto tra individuo, spazio e natura si intreccia con pratiche sostenibili come riciclo, upcycling e innovazione tecnologica.

La mostra riflette sul concetto di metamorfosi come trasformazione generativa, capace di creare nuove identità formali, narrative e progettuali, mantenendo al centro l’essere umano ma ampliando lo sguardo verso l’ambiente e le risorse del pianeta. Architettura, design e creatività dialogano per immaginare scenari futuri, fondendo poesia, ricerca e sperimentazione in un’esperienza unica, sensibile e partecipativa.

Oltre all’installazione principale, la mostra ospita una selezione di espositori internazionali che esplorano design, arte e materiali innovativi:

Adrenalina – Bar Adrenalina di DebonaDemeo (Italia)
BASE TIMES – kawaguchi di Kazuhito ISHIDA (Giappone)
Chiodelli Arte – Transforming Hand di Alexander Brizh evaty (Italia)
DaniloRamazzotti X NovaBell Ceramiche – Rare Heart di Glauco Ramazzotti (Italia)
Habit+Eleni+Gape – Three Design Languages di Studio Giovanetti (Italia-India)
Helix Bespoke Studio – The Ecology of the Hexagon di Katia Luna Benaï (Regno Unito)
LcD Textile Edition – «Full Metal Banquet», Scenography guest: Eric Charles Donatien (Belgio)
meet by JooHyun Lee – Balance Objects (Corea del Sud)
MV Line – Sunflower di Giulio Iacchetti (Italia)
NABA, Nuova Accademia di Belle Arti – Extreme Environments, a cura di Claudio Larcher, Andrea Mancuso, Michele Aquila, Luca Poncellini, Sofia D’Andrea, con gli studenti NABA, in collaborazione con CIAL, Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio (Italia)
Nychair X – Lightness of comfort di Jakub Kozłowski (Giappone)
Odone Angelo – Veins of Blue di Claudio Larcher Design Studio (Italia)
Onofrio AconeOnofrioacone – The Perfect Imperfection of Ceramic Art (Italia)
Osmotica / Humans connected – designer Elena Bonnet con Martina Toso, Valentina Bottani, Marcantonio Raimondi Malerba, Sara Ricciardi; Art direction Vincenzo Castellana; Executive direction Flaviana Lenzo (Italia)
POETIC CURIOSITY + MITSUBISHI CHEMICAL CORPORATION – Curious Matters (Giappone)
Poliuretano-è – Mutant Materials di Studio Giovanetti (Italia)
Shanghai Saibosi Textile Technology Co., Ltd. (Cina)
Vetralia – The Bukolisch Project di Lucia Massari (Italia)





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 20 gennaio 2026

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