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miart 2026: nuove direzioni

Milano — 22 gennaio 2026
South Wing, Allianz MiCo

La trentesima edizione della fiera milanese tra jazz, dialogo e sperimentazione

Nel 2026 miart celebra la sua trentesima edizione e lo fa scegliendo di cambiare passo. Dal 17 al 19 aprile, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano torna con un progetto che guarda alla propria storia per aprirsi a nuove direzioni, a partire dal titolo: New Directions. Un riferimento esplicito al jazz - e in particolare all’album omonimo di John Coltrane - che diventa metafora curatoriale di un approccio fondato su ascolto, dialogo e trasformazione. Con la direzione artistica di Nicola Ricciardi, miart 2026 si configura come una fiera che non rinuncia alla propria identità, ma la rilegge in modo dinamico, facendo dell’improvvisazione e della relazione tra linguaggi un principio guida tanto per i contenuti quanto per l’esperienza del pubblico.

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Nicola Ricciardi © Niccolò Campita

Il cambio di passo è segnato anche dalla nuova sede: la South Wing di Allianz MiCo, affacciata sull’area di CityLife. Uno spazio più compatto, articolato su tre livelli, pensato come uno “spartito aperto” in cui i progetti espositivi possono dialogare in modo più diretto e fluido. Una scelta che non è solo logistica, ma simbolica, e che accompagna l’idea di una fiera capace di muoversi tra memoria e futuro, tra consolidamento e sperimentazione. Saranno 160 le gallerie partecipanti, provenienti da 24 Paesi, chiamate a raccontare oltre un secolo di storia dell’arte, dai maestri del Primo e Secondo Novecento fino alle ricerche più contemporanee, confermando la vocazione di miart come piattaforma in cui moderno e contemporaneo convivono senza gerarchie rigide.

L’edizione 2026 si articola in tre sezioni che condividono un ritmo comune. Established, con 111 gallerie, rappresenta il cuore della fiera e accoglie realtà consolidate capaci di attraversare diverse stagioni dell’arte, con aperture anche al design d’autore. Established Anthology, una metasezione che coinvolge 20 gallerie, propone invece progetti espositivi concepiti come riflessioni sul tempo, mettendo in relazione opere storiche e pratiche contemporanee in un dialogo che guarda alla complessità del presente. Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, amplia infine lo sguardo sulle ricerche più giovani e sperimentali, con 29 gallerie che investono su nuove generazioni di artisti, molte delle quali presenti per la prima volta a miart.
 

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Tra le novità dell’edizione spicca anche Movements, progetto speciale dedicato all’immagine in movimento e realizzato in collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival che porta in fiera una riflessione sul film e sul video d’artista come esperienza ritmica, basata su risonanza e vibrazione, rafforzando ulteriormente il legame con il linguaggio musicale evocato dal tema curatoriale. Accanto ai contenuti espositivi, miart conferma una rete articolata di partnership, premi e acquisizioni - dal sostegno di Intesa Sanpaolo al Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano - ribadendo il ruolo della fiera come luogo di incontro tra mercato, istituzioni e ricerca.

Inserita nel calendario della Milano Art Week, miart 2026 si presenta così come una fiera che ascolta e mette in relazione, capace di accogliere la complessità del sistema dell’arte contemporanea senza irrigidirsi in un modello unico. New Directions diventa allora non solo un titolo, ma un invito: a lasciarsi attraversare da linguaggi diversi, a riconoscere il valore del dialogo e a partecipare a un’esperienza che, come il jazz, vive di equilibrio tra struttura e libertà.





Tag: miart Milano Arte



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 22 gennaio 2026

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