Il 23 e il 24 maggio visite gratuite in spazi privati, luoghi iconici, architetture storiche, hotel, studi e nuovi landmark urbani
Per due giorni Milano apre porte normalmente chiuse. Case private, torri, atelier, sedi istituzionali, spazi culturali, luoghi del lavoro e architetture storiche diventano visitabili grazie a Open House Milano 2026, il programma di aperture straordinarie che il 23 e 24 maggio torna a raccontare la città attraverso i suoi spazi e le trasformazioni che ne stanno ridefinendo il paesaggio urbano. L’XI edizione segna anche un nuovo capitolo per la manifestazione, ormai diventata una delle iniziative culturali più attese in città. Il tema del 2026, “Milano dall’alto”, invita infatti a osservare la città da una prospettiva diversa: non soltanto skyline e torri, ma relazioni tra quartieri, nuovi modi di abitare, memoria architettonica e trasformazioni urbane. Un invito a leggere Milano come un organismo vivo, stratificato e in continua evoluzione.
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Lombardini 22 @Luca Rotondo
Gli 80 luoghi visitabili costruiscono così una geografia eterogenea della Milano contemporanea. Tra le novità di questa edizione, Lombardini22 apre per la prima volta il proprio headquarter di via Lombardini e Hub Lombardini22, spazio dedicato a eventi e progettualità culturali, mentre MULINO Factory e MuaMua Hotel raccontano nuove forme di abitare collettivo e hospitality contemporanea all’interno di un ex pastificio realizzato anche con la collaborazione di Gio Ponti. Apre eccezionalmente anche Casa De Pas, storico appartamento-manifesto progettato negli anni Settanta da Jonathan De Pas all’interno della Casa Fronte Parco di Pietro Lingeri, recentemente restaurato dal figlio Martino De Pas insieme agli architetti Carlo Masera e Alessandro Ferrari.

© Blu_MILANO
Il programma attraversa poi mondi molto diversi tra loro: dalla home gallery The AP.Art.Ment, dove collectible design, arte contemporanea e ospitalità convivono in una dimensione domestica, al Leonardo3 Museum in Galleria Vittorio Emanuele II, che per l’occasione propone un percorso speciale dedicato alla veduta a volo d’uccello della Milano leonardesca. Si sale poi negli spazi di Signiture, marchio di IWG all’interno della Torre Velasca, mentre Blu Milano trasforma un appartamento affacciato sulla torre in una casa-manifesto costruita attraverso colore, luce e contrasti cromatici. Tra le aperture anche Casa Girola, storica palazzina rielaborata da Piero Portaluppi e oggi sede di Banca Investis, e CPM Music Institute, uno dei centri di formazione musicale più importanti d’Italia fondato da Franco Mussida.

© Ansaldo
Accanto alle architetture domestiche e ai nuovi modelli dell’abitare, Open House Milano continua anche a esplorare il lato culturale e produttivo della città. Aprono infatti il Conservatorio Giuseppe Verdi, il Teatro Filodrammatici, l’Auditorium di Milano e i Laboratori del Teatro alla Scala, dove nascono scenografie e costumi del teatro milanese. Immancabile anche il Centro produzione TV RAI Milano con lo storico Palazzo della Radio di corso Sempione. Il percorso prosegue poi tra gallerie d’arte come Assab One, case museo come Casa Museo Mangini Bonomi, Atelier Mazot e Casa del Petrarca, oltre a collezioni private come quella di Giuseppe Iannacone nella Torre Snia Viscosa.

© Assab One
Non mancano poi alcune delle architetture più riconoscibili dello skyline milanese, dalla Diamond Tower alla Palazzina INA, dal Collegio di Milano alla Torre Arcobaleno fino a Casa Rustici. Tra le dimore private aprono invece Casa Aricò, Casa Cicca Museum, Casa degli archi ritrovati, Loft in Via Legnone e Spazio Vito Nesta, mentre il racconto della città contemporanea passa anche da LivingUp, al 18° piano di una delle torri del progetto SeiMilano firmato da Mario Cucinella Architects, dagli showroom di design come Archiproduct Milano e Cassina Store Milano e dagli studi di progettazione come Barreca&LaVarra, Oneworks Headquarters e ACE - Integrated Design Company all’interno di Palazzo Archinto.

© Casa Studio Aricò
L’ospitalità occupa infine una parte importante del programma, con aperture che spaziano dal Grand Hotel et de Milan al green hotel Hotel Concorde, fino a Nhow Milano e CX Milan Bicocca Campus & Hotel, esempio di hybrid hospitality nato dalla riconversione dell’ex Manifattura Tabacchi.

© Grand Hotel et de Milan
Anche quest’anno il programma si costruisce attraverso una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, magazine e scuole. Tra queste NABA, che inaugura la manifestazione con il progetto performativo “Nel Paese delle Ombre” ospitato al Centro Artistico Alik Cavaliere, Abitare, che accompagna il pubblico alla scoperta dello studentato Aparto Giovenale progettato da Carmody Groarke con Calzoni Architetti, e Lampoon Magazine, che firma la pubblicazione Milano Città Giardino dedicata al rapporto tra natura, spazio pubblico e futuro urbano.
Il programma completo sarà consultabile e prenotabile su https://www.openhousemilano.org/
Tag: Milano Open House Milano Architettura
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 20 maggio 2026





































