Mani, materia, memoria: 10 progetti che ci sono piaciuti alla Milano Design Week 2026
Lontano dalle grandi installazioni e dagli effetti speciali, una delle storie più significative della Milano Design Week 2026 è passata attraverso la materia e il sapere manuale. L’artigianato è emerso come uno dei linguaggi più vitali della ricerca contemporanea, capace di mettere in dialogo culture, geografie e visioni diverse. Ceramica, vetro, legno, tessile e lavorazioni tradizionali sono tornati al centro della scena grazie a designer, artisti e maestri artigiani capaci di reinterpretare tecniche antiche con lo sguardo di oggi. Ecco dieci progetti che ci sono piaciuti.
Onofrio Acone - Aurorae

Collezione Aurorae di Onofrio Acone
Presentati da MoscaPartners Variations, i nuovi vasi in ceramica del designer e scultore Onofrio Acone (Salerno, 1977), celebrano i colori e la luce della costiera amalfitana. Solia, Doria e Aurea, appartenenti alla collezione Aurorae, sono realizzati a mano con l’antica tecnica del colombino e si distinguono per le forme monumentali, le superfici materiche e gli smalti dalle cromie intense. Un lavoro che unisce tradizione artigianale e ricerca contemporanea, trasformando la ceramica in un racconto di paesaggi, memoria e cultura mediterranea.
Ugo La Pietra × La Fucina di Efesto - Case Aperte

Case Aperte di Ugo La Pietra
Tra i progetti presentati da Doppia Firma 2026, Case Aperte nasce dall’incontro tra Ugo La Pietra e il maestro fabbro Alessandro Rametta della Fucina di Efesto. L'installazione è composta da sette piccole architetture in rame e ferro che reinterpretano il tema della casa, da sempre al centro della ricerca del designer milanese. A metà tra oggetto e scultura, le strutture accolgono candele, libri e fiori, trasformando un'antica lavorazione del metallo in una riflessione contemporanea sul rapporto tra abitare, memoria e spazio condiviso.
Lorena D’Ilio × Sahrai Milano - The Deeper Capsule Collection
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The Deeper Capsule Collection di Lorena D’Ilio × Sahrai Milano
Presentata nello showroom Sahrai di via Manzoni, The Deeper Capsule Collection nasce dall'incontro tra la ricerca artistica di Lorena D'Ilio e la tradizione manifatturiera del marchio milanese. I tappeti prendono forma da collage realizzati con tessuti recuperati e fotografie, successivamente tradotti in opere tessili realizzate a mano. Attraverso immagini ispirate a oceani, paesaggi e ambienti naturali, la collezione invita a riflettere sulla fragilità degli ecosistemi contemporanei e sul rapporto tra uomo e natura, trasformando il tappeto in una superficie narrativa oltre che decorativa.
Roberto Sironi – Future Memories

Future Memories di Roberto Sironi
Presentata da Rossana Orlandi durante la Milano Design Week 2026, Future Memories nasce dalla collaborazione tra Roberto Sironi e la storica falegnameria giapponese SANSUI. La collezione utilizza travi lignee recuperate dalla demolizione delle tradizionali case rurali giapponesi, trasformandole in tavoli, librerie e oggetti scultorei. Ogni elemento conserva le tracce del tempo e della propria storia, mentre l'accostamento con superfici in acciaio lucido crea un dialogo tra memoria e contemporaneità, tra materia naturale e intervento progettuale. Più che un esercizio di recupero, il progetto riflette sul valore culturale dei materiali e sulla possibilità di prolungarne la vita attraverso nuovi usi.
The Romance of Fragility – Delvis (Un)Limited
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The Romance of Fragility – Delvis (Un)Limited
Curata da Valentina Ciuffi, The Romance of Fragility ha riunito il lavoro di Johan Pertl, Maria Tyakina, Tino Seubert, Familiar Form, Inderjeet Sandhu e Serim Kwack attorno a uno dei materiali più antichi e affascinanti dell'artigianato europeo: il vetro. Dalla reinterpretazione della tradizione ceca del cristallo alle sperimentazioni sulle tecniche di assemblaggio, fino a opere che conservano tracce e memorie dell'abitare quotidiano, il progetto ha restituito la ricchezza di linguaggi e lavorazioni che oggi attraversano questo materiale.
Made In Fornace - Panta Rei
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Panta Rei di Made In Fornace
All’interno della storica Fornace Curti di Milano, Elena Pelosi e Luca Lanzoni, fondatori di Made In Fornace, portano avanti una ricerca che intreccia ceramica, design e artigianato. La collezione Panta Rei comprende tavoli e vasi realizzati interamente con argille di recupero, lavorate per ottenere superfici ricche di sfumature e stratificazioni cromatiche. Verdi, bianchi, toni nocciola, ocra e terra di Siena emergono naturalmente dagli ossidi utilizzati, dando vita a pezzi unici in cui la materia diventa protagonista.
AtMa - SUR+PLUS

SUR+PLUS di Atma
Con SUR+PLUS - progetto che abbiamo visto a Villa Pestarini nell’ambito di ALCOVA - lo studio giapponese AtMa, fondato da Makoto Suzuki e Ayumi Koyama, lavora a partire da materiali esclusi dai normali cicli produttivi. Pietra, legno e altri scarti industriali vengono recuperati e assemblati senza nasconderne differenze, tracce d'uso e caratteristiche originarie. Attraverso un sistema di giunzioni a vista, questi frammenti si trasformano in arredi e strutture che dimostrano come anche ciò che viene considerato residuo possa generare nuove possibilità progettuali.
When Apricots Blossom - Uzbekistan

When Apricots Blossom della Uzbekistan Art and Culture Development Foundation
La mostra della Uzbekistan Art and Culture Development Foundation a Palazzo Citterio intrecciava tradizioni manifatturiere, paesaggio e ricerca contemporanea, prendendo spunto dalla storia del Mar d’Aral e dal tema della resilienza. When Apricots Blossom ha riunito designer provenienti da contesti e culture diverse attorno alle tradizioni artigianali dell'Uzbekistan. Dai materiali naturali di Fernando Laposse alle ricerche sulla materia di Marcin Rusak, passando per il minimalismo di Nifemi Marcus-Bello, il segno grafico di Glithero e l'approccio sperimentale di Raw Edges, il progetto ha mostrato come tecniche e saperi locali possano diventare terreno di interpretazione contemporanea.
Heritage Reimagined - Soban

Heritage Reimagined - Soban
Heritage Reimagined - Soban all’ADI Design Museum ha offerto uno sguardo interessante sulla cultura materiale coreana. Promossa dalla Seoul Metropolitan Government e dalla Seoul Design Foundation, la mostra prendeva come punto di partenza il Soban, il tradizionale tavolino portatile utilizzato per i pasti, reinterpretandolo come chiave di lettura dello stile di vita contemporaneo di Seoul. Il percorso metteva in dialogo artigianato, design e nuove modalità dell’abitare, raccontando come un oggetto della tradizione possa continuare a generare significati nel presente.
INSIEME

INSIEME, Glass Italia © AgneseBedini_DSLstudio
Tra i progetti che hanno raccontato meglio il valore del fare contemporaneo c’era INSIEME, curato da Sabato De Sarno alla Piscina Cozzi. Più che una mostra di oggetti, un omaggio alle persone, ai gesti e ai saperi che rendono possibile la manifattura. Dodici eccellenze italiane, organizzate attorno a sei famiglie materiche - vetro, ceramica, metallo, pietra, legno e tessile - davano vita a una riflessione sul lavoro manuale come atto culturale prima ancora che produttivo. In mostra c'erano realtà storiche e manifatture specializzate come Glas Italia e Venini per il vetro, Fornace Brioni e Solimene per la ceramica, Bottega Vazzoler e De Castelli per il metallo, Artieri 1895 e Henraux per la pietra, F.lli Levaggi e Bonacina per il legno, Rubelli e Amini per il tessile.
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 16 giugno 2026





































