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Currents. Design in Berlin: una nuova geografia possibile del design

Design — 17 settembre 2026
Ph. Robert Rieger

Oltre 60 luoghi, 86 tra studi, brand, gallerie e università hanno disegnato per tre giorni una geografia creativa fatta di industria e sperimentazione, nuovi talenti e grandi aziende, arte e ricerca sui materiali

Berlino torna a parlare del design, ma lo fa a modo suo. Nessun padiglione fieristico o percorso obbligato: per la prima edizione di CURRENTS. Design in Berlin, la capitale tedesca è diventata la piattaforma stessa dell’evento.
Un debutto che ha rimesso Berlino sulla mappa internazionale del design – senza cercare di farne una nuova Milano o una seconda Copenhagen – e che ha già fissato il prossimo appuntamento per settembre 2027.
Per tre giorni Berlino ha ridisegnato la propria geografia del design. La prima edizione di CURRENTS. Design in Berlin, che si è svolta dal 10 al 12 settembre, ha portato circa 9.000 visitatori in oltre 60 luoghi della città, coinvolgendo 86 tra studi, aziende, gallerie e università. Numeri significativi per il debutto di un festival nato con un obiettivo ambizioso: rendere visibile e connettere una scena che in città esisteva da tempo, ma che finora non aveva trovato una piattaforma comune.

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CURRENTS. Design in Berlin - Ph. Robert Rieger

CURRENTS ha scelto fin dall’inizio una formula che rifletteva la struttura stessa, policentrica o meglio acentrica, di Berlino. Non una fiera concentrata in un unico luogo, ma una manifestazione distribuita attraverso la città, capace di portare il pubblico direttamente negli spazi in cui il design veniva pensato, sviluppato e prodotto. Una scelta “diffusa” che ha permesso di mostrare non soltanto oggetti finiti, ma anche i processi, le persone e le relazioni che stavano dietro alla loro realizzazione.
«Ci ha entusiasmato vedere con quanta flessibilità, inventiva e motivazione i partecipanti abbiano realizzato i loro progetti», ha raccontato Jasmin Jouhar, co-fondatrice di CURRENTS, sottolineando come le presentazioni avessero confermato l’interesse internazionale per Berlino come città del design.

Nato come progetto indipendente e realizzato senza finanziamenti pubblici, ha cercato di mettere in relazione energie che erano già presenti in città, dando loro per la prima volta una cornice condivisa e una maggiore visibilità internazionale. Fabbriche, showroom, gallerie, università e spazi temporanei hanno composto una mappa diffusa, mettendo in relazione industria, ricerca, cultura e nuove generazioni. E proprio questa mescolanza ha restituito qualcosa di specificamente berlinese: una cultura del progetto nella quale i confini tra design, arte, architettura e sperimentazione tendevano continuamente a sovrapporsi.

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Kaldewei - CURRENTS. Design in Berlin

Tra i progetti più interessanti della prima edizione, Kaldewei ha affrontato il rapporto tra industria, ricerca ed education. Nel nuovo Brand Space dell’azienda, ricavato all’interno di due ex arcate ferroviarie nei pressi di Savignyplatz, sono stati presentati i risultati di una collaborazione di dieci settimane con gli studenti della Design Academy Eindhoven. Piuttosto che chiedere loro di progettare semplicemente un nuovo prodotto, Kaldewei li ha invitati a confrontarsi con materiali e processi industriali. I lavori nati dal progetto hanno così spostato l’attenzione dall’oggetto al materiale e dal risultato al processo. Circolarità, durata, trasformazione e valore delle risorse sono diventati strumenti per interrogare non soltanto il futuro del bagno, ma più in generale il rapporto tra design e produzione industriale. Anche la scelta dello spazio ha contribuito al progetto. Durante CURRENTS, il nuovo Brand Space ha funzionato meno come showroom tradizionale e più come piattaforma di incontro tra azienda, studenti, progettisti e pubblico. Il dialogo con una delle scuole di design più sperimentali d’Europa ha permesso così a un produttore industriale di mettere temporaneamente in discussione i propri materiali e le proprie logiche produttive attraverso lo sguardo di una generazione molto più giovane.

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Tecla - CURRENTS. Design in Berlin

La ricerca sui materiali è tornata, in una forma completamente diversa, anche in Marble Shaping Space, il progetto di Gonzalez Haase AAS per Marbledworks presentato da OUVERTURE Studio. Mobili e oggetti spaziali in marmo hanno indagato il rapporto tra materialità, funzione e quella che i progettisti hanno definito una “coreografia dei comportamenti quotidiani”.
A Kreuzberg, invece, Tecta’s Berlin Room ha occupato gli spazi di un’ex fabbrica in Pücklerstraße, trasformandoli per CURRENTS in una sorta di appartamento temporaneo dedicato al design berlinese. Qui Tecta ha messo in relazione la propria tradizione Bauhaus con una nuova generazione di designer legati alla città. Al centro del progetto c’era Pascal Hien, designer berlinese formatosi alla Universität der Künste e passato dallo studio di Konstantin Grcic prima di fondare il proprio studio nel 2023. Insieme a Tecta, Hien ha costruito un ambiente in cui i suoi lavori dialogavano con quelli di Hanne Willmann, Geckeler Michels, Katrin Greiling, Daniel Lorch e Andree Weissert. Con Erlkönig – Design in Process, Tecta e Hien hanno inoltre mostrato prototipi di una nuova collezione di sedute, portando in primo piano materiali, comfort, proporzioni e quelle decisioni normalmente invisibili che precedono la produzione in serie. Anche la scelta di una fabbrica dismessa, lontana dal contesto fieristico tradizionale, ha contribuito a trasformare il processo progettuale in parte dell’esperienza. Più che celebrare il Bauhaus come heritage, il progetto ne ha rimesso in movimento l’eredità attraverso il processo e la sperimentazione.

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Grau - CURRENTS. Design in Berlin

Se Kaldewei ha aperto il mondo dell’industria alla sperimentazione di una nuova generazione di designer, a pochi passi di distanza GRAU ha scelto invece il territorio di confine tra design e arte contemporanea. Nel suo spazio di Savignyplatz, il brand ha presentato ALIEN, il progetto sviluppato con l’artista Yngve Holen. Prodotto in un’edizione limitata di 200 esemplari, l’oggetto ha preso come punto di partenza la forma della moldavite, traducendola attraverso vetro soffiato a bocca reattivo alla luce UV e un corpo in alluminio lucidato.
Con ALIEN, GRAU e Holen hanno messo in discussione la distinzione tra lampada, scultura e oggetto da collezione. La collaborazione è risultata particolarmente significativa proprio per la pratica di Holen, da tempo concentrata sulla trasformazione degli oggetti industriali e sul rapporto tra corpo, tecnologia, consumo e desiderio. L’oggetto funzionale è diventato così il punto di partenza per un lavoro che si è mosso liberamente tra produzione industriale e pratica artistica.

Questa permeabilità e porosità tra cultura e industria è stata una delle caratteristiche più interessanti della prima edizione di CURRENTS. E non si è trattato soltanto di visibilità. Laura Ewert, co-fondatrice del festival, ha sottolineato come, oltre all’entusiasmo del pubblico per la qualità delle esposizioni, fosse stato particolarmente importante sapere che durante il festival erano nati nuovi contatti professionali e che erano state realizzate anche delle vendite.

È emersa così una domanda che ha attraversato molti dei progetti presentati: quale ruolo potevano assumere aziende e brand all’interno della cultura del design, oltre alla produzione e alla presentazione di nuovi oggetti? CURRENTS ha mostrato alcune possibili risposte: diventare committenti, piattaforme di ricerca, interlocutori per artisti e scuole e produttori non soltanto di oggetti, ma anche di idee e relazioni.





Tag: Design festival News



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 17 settembre 2026

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