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La nautica come progetto: i vincitori del Design Innovation Award 2026

Design — 07 ottobre 2026

Con oltre 100 candidature, la settima edizione del Design Innovation Award racconta un settore nel quale il progetto non riguarda più soltanto la forma dell'imbarcazione, ma l'intero sistema di esperienze, tecnologie e relazioni che definisce il nuovo rapporto con il mare.

La 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova si è chiusa il 6 ottobre con 138.273 visitatori, confermando la crescita della manifestazione e il suo ruolo di piattaforma internazionale per il settore. All'interno di questo scenario, il Design Innovation Award rappresenta uno degli strumenti più interessanti per osservare come sta cambiando il progetto nautico: arrivato alla settima edizione, il premio ha raccolto quest'anno oltre 100 candidature, più del doppio rispetto alle prime edizioni, mettendo a confronto aziende, progettisti, tecnologie e nuovi modi di interpretare l'esperienza della navigazione.


La giuria presieduta dall'architetto Paolo Brescia ha lavorato su undici categorie, affiancate da tre premi speciali e due menzioni d'onore, con una selezione che ha cercato di leggere l'innovazione in una prospettiva più ampia rispetto alla sola ricerca formale. È un passaggio significativo per un settore nel quale il design è stato a lungo associato soprattutto alla linea dello scafo e alla qualità degli interni, mentre oggi coinvolge distribuzione degli spazi, materiali, sistemi di bordo, sostenibilità, prestazioni e modalità d'uso.

Tra i progetti premiati, il Magellano 27M di Azimut Yachts è forse quello che sintetizza meglio questa trasformazione. Disegnato negli esterni da Jarkko Jämsén e Navia Design e negli interni da Michele De Lucchi e AMDL Circle, il progetto interviene sulla distribuzione e sulla relazione tra gli ambienti, costruendo una nuova idea di abitare la barca. Il risultato non cerca soltanto un'identità estetica riconoscibile, ma interpreta lo yacht come uno spazio nel quale vivere, muoversi e stabilire relazioni con il paesaggio. Il premio nella categoria dedicata alle imbarcazioni oltre i 24 metri è stato evidenziato anche dalla stampa nazionale, tra cui La Stampa e Corriere della Sera.

 


La stessa attenzione alla qualità dell'esperienza emerge in progetti di dimensioni e tipologie differenti. Il Grand Soleil 60 di Cantiere del Pardo, progettato da Nauta Design con Matteo Polli per l'architettura navale, lavora sulla continuità tra cockpit, coperta e interni, mentre il Pardo GT65 sviluppa una diversa interpretazione dello spazio a bordo attraverso un layout pensato per ampliare la percezione dell'ambiente e il rapporto con il mare. Nel Dufour 39, invece, la ricerca si concentra sull'ottimizzazione dei volumi interni, dimostrando come anche un progetto di dimensioni più contenute possa intervenire in modo sostanziale sulla qualità d'uso.
Il tema dell'innovazione si sposta poi dall'imbarcazione ai sistemi che la rendono possibile. È una delle novità più interessanti dell'edizione 2026, con una categoria dedicata alla componentistica nautica che ha premiato soluzioni come Milos Coax di MZ Electronics, pensata per semplificare installazione e manutenzione, Bettersea Power, che integra la produzione di energia rinnovabile direttamente nella banchina, e SmartDrive di Garmin, un sistema che interviene sull'architettura del pilota automatico riducendo consumi, cablaggi e complessità di installazione.

 


Anche alcuni dei premi speciali confermano questa direzione. L'Innovation Award è andato all'Icona 70 di Mangusta, mentre il Talent Award ha riconosciuto il lavoro di Limenet nel campo della sostenibilità. Il Career Award ha invece premiato Veleria San Giorgio e Gottifredi Maffioli, due realtà storiche della nautica italiana. Insieme, questi riconoscimenti costruiscono una mappa nella quale il futuro del settore passa attraverso il progetto delle imbarcazioni, ma anche attraverso ricerca, materiali, energia, sistemi e competenze.


È all’interno di questa evoluzione che anche il rapporto tra nautica e design italiano assume una dimensione più strutturale. La presenza di Marco Sabetta, direttore generale del Salone del Mobile.Milano, nella giuria del Design Innovation Award e l’annuncio di Salone Contact, il nuovo progetto previsto per il 2027 per mettere in relazione nautica e design, segnano l’avvio di un dialogo più stabile tra due mondi che condividono sempre più progettisti, aziende, materiali e linguaggi. Gli interni delle imbarcazioni sono ormai ambienti complessi, nei quali architettura, arredo, illuminazione e tecnologia concorrono alla definizione dell’esperienza, mentre la nautica rappresenta per il design un laboratorio particolare nel quale confrontarsi con spazio, mobilità, sostenibilità e rapporto con l’ambiente. Un dialogo che il Salone del Mobile sembra oggi voler rendere più organico, portando nel mondo della nautica quella cultura del progetto e quella capacità di mettere in relazione filiere diverse che hanno contribuito a definire il ruolo internazionale del design italiano.

 


Il progetto nautico contemporaneo sembra quindi muoversi verso una dimensione più complessa, nella quale l'imbarcazione diventa un sistema di spazi, tecnologie e relazioni. È probabilmente questa la prospettiva più interessante emersa dalla settima edizione del premio: non una semplice celebrazione delle novità presentate a Genova, ma una lettura di come il design stia contribuendo a ridefinire il modo in cui immaginiamo, utilizziamo e abitiamo il mare.

 





Tag: Design



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 07 ottobre 2026

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