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Daydreaming: l’open call di BASE per We Will Design 2027

Design — 22 ottobre 2026

BASE Milano invita designer e creativi a esplorare il sogno a occhi aperti come pratica collettiva e strumento per immaginare nuove possibilità

Chi può permettersi di sognare? E quali condizioni rendono possibile immaginare un futuro diverso? Sono le domande da cui prende forma Daydreaming, il tema scelto da BASE Milano per We Will Design 2027, la piattaforma sperimentale che ogni anno, in occasione del Fuorisalone, accoglie progetti di designer, scuole, università e istituzioni internazionali. È aperta fino al 18 dicembre 2026 la nuova call for applications, rivolta a proposte che utilizzano il design per interrogare il presente e immaginare altre possibilità di convivenza.

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Il tema prosegue il percorso biennale avviato nel 2026 con Hello Darkness, dedicato all'invisibile, all'incertezza e alle forze che sfuggono al controllo. Se la precedente edizione invitava ad attraversare l'oscurità, Daydreaming si interroga su ciò che può nascere al suo interno. Il sogno a occhi aperti non viene inteso come fuga dalla realtà, ma come una forma di immaginazione condivisa, capace di mettere in discussione ciò che consideriamo inevitabile. Il riferimento è anche a Dreaming Together (2023) di Max Haiven, secondo cui il sogno assume una dimensione politica quando diventa condiviso. Immaginare non è infatti un'attività separata dalle condizioni in cui viviamo: ambienti, linguaggi, memorie e rapporti di potere influenzano ciò che possiamo desiderare e concepire. In questa prospettiva, il design non è chiamato semplicemente a rappresentare nuovi scenari, ma a progettare gli spazi, gli oggetti e le relazioni che permettono di immaginarli.

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La call si articola in cinque direzioni di ricerca. Dreaming Commons considera l'immaginazione una risorsa collettiva e invita a sviluppare spazi comuni, dispositivi partecipativi e progetti che rendano accessibile il diritto di sognare. Synthetic Reveries esplora il confine tra desiderio e previsione algoritmica, attraverso oggetti speculativi, interfacce e scenari capaci di mettere in discussione le logiche dell'ottimizzazione. Other Ecologies guarda invece alle relazioni già esistenti tra esseri umani, territori, materia e forme di vita non umane, cercando nuove modalità di coesistenza e cura. Con Soft Revolution, l'attenzione si sposta sul corpo, sull'intimità e sul desiderio, indagando il ruolo di oggetti, ambienti e tecnologie nel definire le nostre esperienze e relazioni. Infine, Nightswimming esplora la notte come spazio di sperimentazione, attraverso performance, suono, movimento, luce, architetture temporanee e culture del clubbing.

Come nelle precedenti edizioni, We Will Design si propone come un laboratorio di ricerca e sperimentazione, in cui prototipi, progetti in divenire e pratiche emergenti trovano spazio e visibilità. Un programma che non si esaurisce nella settimana del design, ma si sviluppa durante l'anno attraverso residenze, collaborazioni e progetti collettivi.





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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 22 ottobre 2026

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