GLLIA
Via Antonio Perfetti 23
00133 Roma
Gllìa nasce con l’obiettivo di semplificare le scelte progettuali attraverso un archivio essenziale di superfici, finiture e componenti. Alla direzione artistica, NæssiStudio traduce questa visione in un sistema aperto, destinato a evolversi attraverso collaborazioni con designer, artigiani e produttori. La prima è Fòlia, una collezione in cotto che indaga il rapporto tra forma, ripetizione e materia.
Nel progetto degli interni, la scelta di un materiale determina molto più della finitura di una superficie perchè Influisce sulle proporzioni, sul rapporto tra gli elementi, sulla luce e sulla continuità visiva di uno spazio. È da questa consapevolezza che prende forma Gllìa, il nuovo brand fondato nel 2026 da Eleonora Galli e presentato a Milano il 27 ottobre, con la direzione artistica di NæssiStudio, il duo romano composto da Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli. Il progetto si rivolge ad architetti e interior designer con un sistema di superfici, finiture e componenti pensato per accompagnare il lavoro fin dalle prime fasi, quando si definiscono materiali, palette e relazioni tra gli elementi.

Gllìia - immagine di Luca Santini
Il nome Gllìa richiama la glia, la struttura del sistema nervoso che sostiene, protegge e mette nelle condizioni di funzionare le cellule nervose. Una metafora che chiarisce il ruolo attribuito al brand: creare connessioni tra materiali, tecniche e scelte progettuali, offrendo una base coerente senza sovrapporsi al linguaggio di chi progetta. L’identità si costruisce intorno all’essenzialità, intesa come criterio di selezione e metodo operativo dove ogni elemento deve rispondere a una necessità concreta, attraverso qualità della materia, funzione e durata.
Il sistema si articola in due linee autonome, la prima dal nome Archivio, raccoglie una selezione di prodotti archetipici, dalle superfici in cotto, ceramica smaltata e pastina di cemento al parquet, fino ai sanitari.
La collezione non ambisce a comprendere ogni possibile soluzione: punta a definire una base circoscritta di elementi capaci di dialogare tra loro dove anche il colore segue questa impostazione. Al Bianco Gllìa, tonalità identitaria del brand, si affiancano neutri e colori legati alla natura dei materiali, con la possibilità di costruire ambienti monocromatici e accostamenti tra superfici differenti. Il riferimento dichiarato è anche il guardaroba: una selezione di capi fondamentali, progettati per durare e combinarsi nel tempo. Trasferita all’interior design, questa logica permette di lavorare su una struttura riconoscibile, sulla quale innestare variazioni, accenti cromatici e interventi più caratterizzati.
«Chiamare Archivio il catalogo degli elementi basici racconta l’approccio di Gllìa, che attinge dal mondo della moda: partire da un sistema rigoroso, solido e costruito sul lungo periodo, che permette di definire un vero total look», spiegano Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli. La coerenza diventa così una condizione per sperimentare, non un limite alla ricerca.
NæssiStudio - immagine di Luca Santini
Accanto all’Archivio, le Collaborazioni introducono collezioni sviluppate attraverso l’incontro tra progettisti e produttori, ed è in questa dimensione ogni progetto ha una propria autonomia formale e materica, mentre il sistema di Gllìa fornisce una base comune. Il primo capitolo è Fòlia, collezione di superfici in cotto disegnata da NæssiStudio, che traduce una ricerca sulle forme vegetali in una serie di elementi architettonici. L’ispirazione nasce dalle nervature e dalle fibre di foglie e petali, dalle loro pieghe e curvature, capaci di trasformare una superficie apparentemente fragile in una struttura complessa.
Nel passaggio al cotto, queste forme tridimensionali diventano segni grafici e le linee curve, parallele e ripetute costruiscono pattern in cui la percezione complessiva dipende dal rapporto tra ogni singolo elemento e la sua ripetizione, tra pieni e vuoti, tra la superficie ceramica e la fuga. La precisione del disegno incontra l’irregolarità naturale del materiale e ogni elemento di Fòlia è realizzato a mano attraverso sagome sviluppate appositamente e cotto in fornace, utilizzando argille locali selezionate tra Lazio e Umbria. Con Fòlia, la materia diventa il terreno su cui verificare il rapporto tra un principio formale e le possibilità della lavorazione artigianale. La ripetizione costruisce il disegno, mentre la distanza tra gli elementi, la fuga e le variazioni del cotto ne determinano il ritmo. Il risultato dipende dalla relazione tra progetto e produzione, tra controllo geometrico e qualità non del tutto prevedibili di una superficie naturale.

Gllìia - immagine di Luca Santini
Che cosa significa per voi progettare qualcosa di senza tempo? Essere fuori moda o non essere mai di moda?
Progettare il senza tempo significa, per noi, disegnare qualcosa di non databile, o almeno partire da questo brief quando si pensa a una forma, un colore o una funzione. Il tema è: essere fuori moda o non essere mai di moda? Fòlia è un prodotto che si posiziona tra il cotto classico, caratterizzato da forme decorative floreali e geometrie complesse, e il cotto contemporaneo, molto geometrico, rigido e minimale. Per noi è un prodotto senza tempo perché non ha una facile collocabilità temporale, ma si pone in aperto dialogo con contesti diversi.
Quanto spazio ha la decorazione nella vostra pratica progettuale? Esiste un limite oltre il quale sentite di perdere la vostra autorialità?
Esiste un punto che percepiamo come confine ultimo, oltre il quale sentiamo di perdere la nostra autorialità e il progetto stesso. Per noi, l'elemento decorativo è, per esempio, la porosità della materia, il bordo imperfetto che viene strappato dalla sagoma metallica, ma anche l'ambratura che si crea sul cotto quando viene stuccato con un colore a contrasto.
La linea ondulata è un elemento ricorrente nei vostri progetti. Come nasce questa ricerca e che ruolo ha nella sperimentazione sui materiali?
La linea ondulata è un segno formale che, in realtà, ha il solo scopo di attivare processi. Dai mobili in legno curvato a caldo alle ceramiche pressate a mano, passando per una serie di incisioni diventate litografie, Fòlia, la collezione di superfici in cotto disegnata per Gllìa, fa parte di una serie di sperimentazioni che hanno come comune denominatore proprio questo segno grafico. Apparentemente troppo semplice, per noi funziona da attivatore: grazie a esso esploriamo le materie, le loro tecniche produttive e le relative estetiche. Non c'è un'esclusiva materica, anzi. Ci piace metterci nei panni di chi lavora un materiale e capirne i limiti e le possibilità.
Che rapporto avete con il tempo nella progettazione? E come si traduce in un approccio consapevole al progetto?
Non ci interessa tanto lo slow living o l'esaltazione della lentezza come pratica estetica. La lentezza è un concetto che si pone in contrasto con la velocità; noi siamo più dell'idea che ci sia un tempo corretto per fare le cose per bene. Questo tema, che si lega anche al libro fotografico di Gllìa, è un leitmotiv per noi e apre, a sua volta, molti altri argomenti: la sostenibilità, il rapporto con i progetti imprenditoriali, la relazione con i brand e i cicli di vita di un progetto o di un prodotto.
Il brand intende affiancare studi di architettura, interior designer e uffici tecnici nelle fasi iniziali del progetto, contribuendo alla definizione di palette, soluzioni e strategie prima della scelta dei singoli prodotti. La relazione con una rete di aziende e artigiani permette inoltre di sviluppare interventi su misura senza perdere il controllo sulla qualità e sulla coerenza del sistema. La scelta di non inseguire le tendenze stagionali e di mantenere uno stock contenuto si lega alla stessa impostazione: lavorare su una struttura durevole, che possa evolvere attraverso interventi mirati. Gllìa si presenta quindi come un sistema in progressione: l’Archivio ne definisce il vocabolario di base, le Collaborazioni aprono possibilità di ricerca attraverso materiali, tecniche e autori differenti.





































