Un’ex fabbrica milanese rinasce come ristorante e cocktail bar. Ma Nomad guarda già oltre, tra residenziale, hospitality e rigenerazione urbana
C’è una Milano che sta cambiando, soprattutto lontano dai suoi indirizzi più consolidati. È quella delle ex aree produttive, degli edifici industriali che trovano nuove destinazioni e dei quartieri in cui la rigenerazione urbana non passa soltanto attraverso l’architettura e il recupero degli spazi, ma anche attraverso le attività e le persone che scelgono di abitarli. Certosa District, nella zona nord-occidentale della città, è uno dei luoghi in cui questa trasformazione sta prendendo forma. A guidarne l’evoluzione è RealStep, società di sviluppo immobiliare che sta ridisegnando il quartiere, recuperando gli spazi industriali e attirando nuove realtà creative e imprenditoriali. È in questo contesto, in via Varesina 184, che ha aperto Nomad, negli spazi di un’ex fabbrica degli anni Ottanta. Oltre 1.500 mq reinterpretati secondo il concept Industrial Jungle, dove cemento, pietra e legno convivono con una rigogliosa vegetazione. Il progetto riunisce ristorante, cocktail bar e spazi per musica ed eventi, con Francesco Guarino in cucina e Marcos Néia alla mixology. Ma Nomad in realtà guarda già oltre. Il progetto comprende OASI Nomad Beach House, a Santa Teresa di Gallura, e Nomad Factory Living, un complesso residenziale di 35 loft di ispirazione industriale nel Certosa District. Cucina, design ed entertainment diventano così parte di un universo più ampio, che spazia dalla ristorazione all’abitare, con l’ambizione di costruire un’identità riconoscibile. Ne abbiamo parlato con Alberto Baldaccini, Fabricio Lanfredi e Dario De Lisi, tra i principali ideatori e sviluppatori di Nomad, con esperienze che spaziano dalla finanza alla comunicazione e all’ospitalità.

Partiamo dal ristorante Nomad, appena inaugurato: qual è l’idea alla base del progetto?
Alberto Baldaccini: L’obiettivo principale di Nomad è consentire a ciascun ospite di vivere un’esperienza meritevole di essere conservata e raccontata anche dopo aver lasciato il locale. Che sia un piatto particolare, un abbinamento tra cibo e cocktail o il mix di musica, servizio e ambiente: l’importante è che ognuno possa godere di un’esperienza unica e sempre piacevole da ricordare. Il focus principale di ogni esperienza ruota intorno alla freschezza dei prodotti, alla matericità degli ambienti e al comfort dell’atmosfera che, combinati, servono a mettere a proprio agio qualunque ospite, a prescindere da cosa venga a cercare o voglia provare.

Nomad è già arrivato in Sardegna con OASI Nomad Beach House e si sta aprendo anche al mondo residenziale con Nomad Factory Living. L’obiettivo è costruire un lifestyle brand? Prossimi sviluppi?
Dario De Lisi: L’obiettivo è in effetti creare un lifestyle brand che contraddistingua qualsiasi location con le caratteristiche peculiari di Nomad, ovvero il focus sull’unicità dell’esperienza e sulla coerenza di prodotto, servizio, design e atmosfera. La beach house Nomad a Santa Teresa è stata creata seguendo queste direttrici, così come il progetto immobiliare Nomad Factory Living di via Brunetti 9 a Milano. Lo stesso spirito esperienziale, mood e atmosfere è stato mantenuto nella realizzazione del club estivo di via Varesina, a fianco del ristorante. Crediamo fortemente nello sviluppo del quartiere Certosa District. Abbiamo pertanto partecipato a un progetto immobiliare che portava la cultura, il design e l’atmosfera di Nomad all’interno di un’abitazione privata, con il medesimo spirito di accoglienza e comfort che cerchiamo di far vivere a ogni nostro ospite presso il ristorante. Nell’area di Certosa District stiamo valutando altri due spazi che dovrebbero entrare nell’ecosistema Nomad a partire dal 2027. I prossimi sviluppi, oltre alla ristorazione, saranno orientati anche a progetti residenziali e strutture di hotellerie che mirano a offrire un’esperienza unica ai propri ospiti, al di là del semplice pernottamento. Il focus di tutte queste attività resta comunque l’esperienza, rivolta sia all’ambito B2C sia al B2B.

Certosa District è una delle aree più interessanti della trasformazione urbana milanese. Come vedete evolvere questo quartiere nei prossimi anni? E quale ruolo possono avere progetti come Nomad nel costruire una nuova identità per questa parte di città?
Fabricio Lanfredi: Certosa District, in questo momento, è sicuramente uno dei quartieri più dinamici di Milano, grazie al forte impulso di rinnovamento di Real Step. Oggi cominciamo a vedere i primi risultati di importanti interventi di riqualificazione urbana, ma siamo soltanto all’inizio, perché mancano ancora aree fondamentali dell’intero progetto che avranno un impatto notevolissimo sulla vivibilità e sulla riqualificazione estetica e funzionale dell’intera area. Nomad si inserisce nel cuore del progetto, apportando una novità sostanziale non soltanto per il quartiere, ma per l’intera città di Milano, puntando ad attrarre un pubblico sempre maggiore nel distretto, alla ricerca di nuove esperienze ed emozioni. L’intero Certosa District ruota intorno allo sviluppo di realtà commerciali con una forte identità a livello di prodotto e servizio. Basti pensare, oltre a Nomad, a eccellenze come Loste o Abba, ristorante dello chef Fabio Abbattista, già insignito di una stella Michelin.

Tra cucina, design e intrattenimento, il ristorante sta diventando qualcosa di più di un luogo dove mangiare…
Alberto Baldaccini: Il ristorante tradizionale - a patto di continuare a mantenere la qualità di prodotto e servizio che lo hanno contraddistinto negli anni - continuerà a mantenere la propria clientela abituale. Le nuove realtà della ristorazione, invece, dovranno trovare un angolo o una nicchia in cui eccellere per poter competere e sopravvivere in un settore sempre più complicato ed esigente. Una parte dei nuovi ristoranti farà sicuramente la scelta di specializzarsi in una nicchia che fornisca un’esperienza coerente di più elementi, esattamente come Nomad. Ma le possibilità di sviluppo e innovazione restano molteplici e su più direttrici. Saremo pertanto pronti a cogliere e, quando possibile, dettare i trend della ristorazione dei prossimi anni.

Tag: Ristoranti lifestyle Milano Fuorisalone tips Design Rigenerazione urbana
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 13 ottobre 2026





































