
Date: Dal 30 settembre al 10 ottobre 2025
Luogo: Grand Palais, Rotonde Clemenceau, 1, Place Clemenceau, 75008 Parigi, Francia
Orari di apertura:
30 settembre: 10:00 - 16:00
1 - 9 ottobre: 10:00 - 19:30
Al Grand Palais di Parigi arriva l'universo creativo di un visionario, tra memoria e futuro
Parigi si prepara a un ritorno che ha il sapore del mito. Dal 30 settembre al 10 ottobre 2025, il Grand Palais aprirà le sue porte rinnovate per ospitare Virgil Abloh: The Codes, la prima grande retrospettiva europea dedicata al visionario designer scomparso nel 2021. Un appuntamento che, più che una mostra, si annuncia come una celebrazione collettiva di un linguaggio, un metodo, un modo di intendere la creatività che ha ridefinito i confini della moda e del design.
Dai 20.000 pezzi dell’archivio personale emergono prototipi, schizzi, oggetti, fotografie, tesori privati e collaborazioni che hanno segnato un’epoca. È un viaggio dentro un metodo, non un’estetica: un approccio aperto e hackerato che ha trasformato sneaker in icone e slogan in manifesto, che ha reso il retail un medium e il pubblico parte di una conversazione. L'esposizione al Grand Palais, che si estende su 1240 metri quadrati e presenta oltre 1000 pezzi, alcuni dei quali inediti, mira a decodificare i principi estetici di Abloh, i suoi "codici", che hanno unificato una pratica che abbracciava molteplici discipline. Dagli slogan tra virgolette alle sneakers rielaborate, dai mobili ridisegnati alle copertine dei dischi rivisitate, Abloh ha creato un linguaggio visivo che è diventato un manifesto di accessibilità e creazione collettiva. La mostra sottolinea anche l'importanza delle sue collaborazioni con artisti, designer e atleti, evidenziando l'etica della comunità e del dialogo creativo al centro del suo lavoro.
La scelta di Parigi non è casuale. Era la città che più aveva ispirato Abloh e che lo aveva accolto quando ancora cercava di scalare le mura dell’establishment. Ed è qui che il racconto si intreccia con quello di Colette, il concept store leggendario di rue Saint-Honoré, chiuso nel 2017 e pronto a rivivere, simbolicamente, proprio dentro il Grand Palais. La retrospettiva del Grand Palais, curata da Chloe e Mahfuz Sultan, non è solo una lettera d’amore a Parigi, come ha detto lo stesso Mahfuz, ma anche una lettera d’amore a Colette, alla sua energia e alla sua capacità di dare spazio a ciò che ancora non aveva un nome.
Per dieci giorni il piano terra della boutique, con i suoi libri, profumi, magliette in edizione limitata e la fragranza L’Air de Colette, sarà ricostruito come un’installazione vivente e un gift shop. Non un revival nostalgico, ma un tributo a uno spazio che Abloh considerava parte integrante della sua formazione. “Off-White non sarebbe esistito senza Colette”, aveva dichiarato. Sarah Andelman, co-fondatrice, lo aveva sostenuto fin dagli esordi: fu lei a rispondere a quell’email del 2008 con la proposta di una T-shirt improvvisata, una delle prime tre che Abloh avesse mai prodotto, trasformandola in un successo immediato.
Da lì in poi Colette diventò la sua piattaforma, il luogo dove streetwear e alta moda convivevano senza gerarchie, dove Karl Lagerfeld faceva acquisti e Travis Scott si esibiva di notte, dove un giovane designer di Chicago trovava un terreno fertile per la sua visione.
Ritornare a Colette significa restituire senso a quel dialogo, e The Codes si propone come la cornice perfetta. Una retrospettiva che non è solo archivio, ma manifesto collettivo: workshop, talk, performance e pubblicazioni accompagneranno l’esposizione, in linea con l’idea di una creatività aperta e accessibile. Shannon Abloh, moglie e custode della sua eredità, lo ha descritto come un primo capitolo, un atto di trasmissione più che un’operazione celebrativa. Perché i codici di Virgil non sono reliquie, ma strumenti da reinterpretare, linguaggi da hackerare, idee da estendere a nuove generazioni.
Così, dal giorno del suo 45° compleanno, Parigi si ritroverà a celebrare non solo un designer, ma una visione. E per dieci giorni, tra le mura del Grand Palais, tornerà a pulsare l’energia di un negozio che ha insegnato al mondo che la moda non è mai solo moda, ma un crocevia di arte, design, musica e vita urbana. Insieme, Virgil e Colette raccontano un’epoca che non conosce confini. Ed è forse proprio questa la loro eredità più duratura: la certezza che la creatività, quando è condivisa, non chiude mai le porte.
The Codes non è dunque un epilogo, ma un nuovo capitolo. Un invito ad appropriarsi di un’eredità e a spingerla oltre. Perché, come amava dire Abloh, «everything I do is for the 17-year-old version of myself».
E Parigi, per dieci giorni, sarà di nuovo quel luogo dove tutto sembra possibile.




































